Lunedì, 22 Aprile 2019
Articoli filtrati per data: Giovedì, 27 Dicembre 2018

è di notte che si percepisce meglio la voce del motore, il ticchettio del cuore, il brusio dell’ansia, l’attesa del pubblico e il silenzio del mondo che ci sta attorno. Molti amano la notte perché non dà loro ragione, anzi, gliela toglie. Ed é forse per tal motivo che gli “attivisti” del Veteran Car Club Carducci di Casteggio, hanno lanciato lo scorso novembre, sul circuito di Castelletto di Branduzzo, una nuova tipologia di gara, sconvolgente per i regolaristi puri; un cocktail di Regolarità Sport/Classica e Media a cui non sono mancate le vetture in configurazione rally con rallysti a bordo, poco propensi ad allacciare un “rispettoso” rapporto amoroso con il cronometro.

Si é trattato di un impegno divertente, innovativo, denominato  “Tutti in pista”,  valido quale atto finale campionato sociale del Club Casteggino, disputato alla luce dei fari, in cui l’asfalto bagnato dalla pioggia ha facilitato qualche spettacolare “traverso”. Trenta le vetture presenti, divise in batterie di 6 auto impegnate a compiere 5 giri a testa con tempo imposto e rilevamento dello stesso tramite trasponder. La classifica ha premiato, non la somma dei tempi ma il giro migliore. Al termine della contesa,  il cronometro ha dato il seguente responso:

1° Zenesini-Guaita (Fiat 127 anno 1975);  2° Fronti-Ruggeri P. L. (A112 anno 1975) primi degli oltrepadani; 3° Curone-Cristina (Alfa Romeo Giulietta anno 1982); 4° Cassinelli-Lodigiani (Bmw 320 anno 1978) primo tra i gentleman e primo con vettura in configurazione Rally; 5° Crosignani-Crosignani (A112 – anno 1974); 6° Borgonovi-Mezzadra (Porsche 911 anno 1970); 7° Paghini-Longhi (Vw Golf Gti  anno 1981- 2° tra i gentleman); 8° gli spettacolari Contardi-Partelli, terzi tra i gentleman con Opel Kadet Gt/e del 1976, quindi nell’ordine: 9° Pegoraro (Vw Golf Gti 1981) e 10° Piazzardi (Lancia Fulvia Coupé 1973) a completare la top ten assoluta.

Seguono: Gatti-Gorini Opel Manta Gt/E 1979; Rossetta-Degliantoni Lancia Fulvia Coupé 1974; Mascheroni – Pisani Suzuki Swift 1992; Cavanna-Brignoli Alfa Romeo 75 1987; Zurli-Zurli Ford Fiesta; Maroni-Maruca Opel Ascona2000 1980; Madama-Sturla Renault Clio 1992; Carbonini-Mandri Mazda 323 Gtr 4wd 1992; Cantarini Mg B Gt 1966; Rossi-Serra Rover 114 Gti 1992; Serena Giuliano Triumph Spitfire Mk4 1973; Serena Alberto Fiat 500 L 1969; Ficarra-Garavani Marza Mx5; Albera-Albera Alfetta Gtv 2.0 1081; Torti-Torti Opel Kadet Gt/E 1977; Saviotti-Saviotti Opel Kadett Gt/E 1978.

Significativa la partecipazione del rinato Rally Club Oltrepo, presente con 5 vetture in allestimento rally.

di Piero Ventura

Via libera alle nuove norme per distinguere in etichetta il pane fresco da quello "conservato o a durabilità prolungata" con specifiche prescrizioni in merito alla denominazione e alla modalità di esposizione in vendita. Entra infatti in vigore il 19 dicembre 2018 il Decreto 1° ottobre 2018, n. 131 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 novembre.

"Il pane che ha subito processi di surgelazione e congelamento o che contiene additivi chimici e conservanti - sottolinea la Coldiretti - non potrà essere più venduto per fresco e dovrà obbligatoriamente avere una etichetta con la scritta 'conservato' o a 'durabilità prolungata'. Il 'pane fresco' è solo quello preparato secondo un "processo di preparazione continuo", vale a dire che dall'inizio della lavorazione alla messa in vendita al consumatore, non debbono trascorrere più di 72 ore e deve essere privo di additivi o trattamenti conservanti".

Oltre alle indicazioni sul pane - ricorda la Coldiretti - il Ministero fornisce anche una definizione di panificio, ossia "l'impresa che dispone di impianti di produzione di pane ed eventualmente altri prodotti da forno e assimilati o affine e svolge l'intero ciclo di produzione dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale". Resta però, secondo la Coldiretti, il problema di prevedere anche per il pane l'etichettatura obbligatoria dell'origine delle farine utilizzate.

"Solo una etichettatura trasparente - afferma - può consentire ai consumatori di compiere scelte consapevoli e alle imprese di far emergere il valore distintivo dei prodotti agricoli"

Un corretto uso dei retronebbia è molto importante per la tua sicurezza e quella degli altri. Conoscere il Codice della Strada, quando, dove, come accendere i retronebbia e, per chi non li ha mai usati, riconoscerne il simbolo, ci può aiutare a farne un corretto utilizzo. Va detto che il retronebbia va acceso solo in condizioni di scarsa visibilità, causata da pioggia, neve e foschia. Inoltre, vanno messi in funzione solo quando dietro alla vostra auto non c’è nessuno. Poi vanno subito spenti non appena un’altra vettura si avvicina. La loro utilità è quella di farsi scorgere in lontananza da altre automobili quando ci sono condizioni difficili, di scarsa visibilità.

Purtroppo ci sono automobilisti indisciplinati che utilizzano i fendinebbia posteriori quando non c’è bisogno. Non rendendosi conto della pericolosità: la luce rossa sprigionata è talmente intensa da creare un alone rosso, molto fastidioso alla vista.

Per loro, il Codice della Strada prevede delle sanzioni severe.

Qual è la normativa

Il fendinebbbia posteriore o retronebbia, è un fanale presente nella parte posteriore di un veicolo e serve per segnalarne la presenza ai veicoli che arrivano da dietro, quando le condizioni atmosferiche sono pericolose. Di colore rosso, i retronebbia si accendono solo se sono accesi gli anabbaglianti. In questo modo si ricorda al conducente di azionare gli anabbaglianti nel caso se ne fosse dimenticato.

I fendinebbia posteriori sono importanti per la sicurezza stradale e nel nostro Paese, così come in molti nazioni europee, nei mezzi di nuova immatricolazione la loro presenza è obbligatoria.

In tanti forse non hanno mai acceso i fari fendinebbia posteriori. Altri, ne abusano ed accendono i retronebbia quando non è necessario, cioè in condizioni di guida del tutto normali. In molti invece, non sono a conoscenza delle severe sanzioni che il Codice della Strada riserva a chi non utilizza questo dispositivo in modo corretto.

Lo stesso Codice della Strada prevede l’utilizzo dei retronebbia in soli tre casi:

visibilità inferiore ai 50 metri;

pioggia o foschia intensa;

nevicata particolarmente fitta.

In nessun’altra situazione è possibile utilizzare i fari retronebbia. Dimenticarli accesi dopo aver percorso molti chilometri da un piccolo banco di nebbia o lasciarli appositamente in funzione per essere maggiormente visibili, comporta una multa compresa tra gli 84 ed i 335 euro.

Non sono solo le multe il motivo per il quale dovete prestare una particolare attenzione nell’uso dei fendinebbia posteriori. Infatti, la luce che essi emanano è talmente forte che può essere paragonata a quella degli abbaglianti. In più, il colore rosso dei retronebbia disturba non poco la vista degli automobilisti che arrivano da dietro. Addirittura c’è il rischio di causare serie lesioni al bulbo oculare.

A questo punto, occorre anche ricordare che i fendinebbia posteriori vanno messi in funzione quando dietro all’auto non c’è nessuno. E poi vanno subito spenti non appena un’altra vettura si avvicina. La loro unica utilità è quella di farsi scorgere in lontananza.

Quindi, usare al minimo i retronebbia e solo nei casi di estrema necessità previsti dal Codice della Strada, garantisce una migliore sicurezza stradale.

Quando e dove usarli

Come dicevamo, i retronebbia vanno accesi solo se necessario. Vanno utilizzati quando la visibilità è scarsa a causa di neve, pioggia e foschia. Più in generale, i fendinebbia posteriori devono essere utilizzati quando la visibilità è inferiore a 50 metri.

In questi casi, oltre ad attivare i retronebbia, sarà meglio seguire anche altri accorgimenti:

ridurre la velocità massima. Va tenuta sotto i 50 Km/h;

aumentare la distanza di sicurezza dal mezzo che vi precede:

spegnere i fendinebbia posteriori quando dietro arriva un veicolo.

L’ultimo punto va approfondito. Il forte colore rosso dei fendinebbia posteriori che tanto fa male al bulbo oculare, porta anche altri problemi. Infatti, nel caso dovesse rimanere acceso, il conducente dell’auto che sta dietro potrebbe pensare ad una brusca frenata del mezzo che lo precede. Considerato il fatto che molti mezzi ne montano addirittura due, il guidatore potrebbe effettuare una brusca frenata e così aumentare il rischio di tamponamento tra mezzi.

Ricordiamo che non esiste un obbligo riguardante l’accensione dei retronebbia. Bisogna solo aver un po’ di buon senso e tenere conto di quanto facciano male. Sia alla vista che alla sicurezza stradale.

Per di più, non è per niente difficile capire se serva o meno farne uso. Se guardando davanti si possono distinguere le luci di posizione dei veicoli che ci precedono, vuol dire che non c’è la necessità di accendere i retronebbia. Chi accende i fendinebbia posteriori quando non c’è bisogno è come se puntasse gli abbaglianti contro i veicoli che provengono dalla corsia opposta.

Ultimo consiglio: prima di accenderli, date un’occhiata allo specchietto retrovisore. Se non c’è nessuno e magari percorrete una strada deserta o meglio ancora di campagna, azionateli.

Però, nel momento in cui un mezzo si accoda al vostro, è buona abitudine spegnerli

Per questi motivi, in città non è quasi mai necessario attivarli. A maggior ragione, quando si sta in coda o ci si trova imbottigliati nel traffico.

Ricordiamo che un uso sbagliato dei fendinebbia posteriori comporta un’ammenda da 84 a 335 euro.

Qual è il simbolo

Per coloro che non hanno mai usato i fendinebbia posteriori potrebbe perfino risultare difficile capirne quale sia il simbolo. Iniziamo subito col dire che il mezzo di segnalazione è posto sul comando di avvio delle luci posteriori.

Il disegno del simbolo è molto simile a quello dei fendinebbia anteriori, ma con tre sostanziali differenze.

Ecco quali:

i simboli presenti nei retronebbia hanno posizioni invertite;

l’ovale è posto sulla sinistra anziché a destra. Ha dimensioni superiori rispetto a quello presente nei fendinebbia anteriori;

le tre barre poste sul simbolo della linea continua sono orizzontali, anziché oblique.

Adesso che riaffiorano ricordi degli studi fatti sul libro della scuola guida, procediamo con l’accensione. Una volta avviato il comando, noteremo la spia dei fendinebbia accendersi e colorarsi di giallo. Questo vuol dire che i retronebbia sono avviati.

Per spegnerli, ripete il processo inverso.

Se li dimenticate accesi, sicuramente sarete “avvisati” dagli abbaglianti accesi del mezzo che arriverà alle vostre spalle o, peggio ancora, vi sarà ricordato dalle forze dell’ordine che procederanno nel farvi una multa che va da 84 a 335 euro.

Individuati i 14 progetti innovativi finalizzati alla limitazione degli sprechi e all’impiego delle eccedenze alimentari che possono accedere a un finanziamento massimo di 50mila euro. Lo comunica il ministero delle Politiche agricole e forestali in una nota con la quale da conto della conclusione della selezione nazionale prevista dalla legge contro gli sprechi alimentari. Sono stati oltre 130 i progetti pervenuti al Mipaaft da parte di enti pubblici, università, enti caritativi, imprese individuali e reti di imprese.
I progetti puntano a prolungare la data di scadenza dei prodotti alimentari, e quindi farli durare di più, al miglioramento e allo sviluppo di nuove tecnologie di confezionamento, alla creazione di applicazioni e piattaforme digitali, al recupero delle eccedenze nelle varie fasi della filiera, soprattutto per favorire la redistribuzione alle persone indigenti.
Semplificare, velocizzare, coinvolgere tutti i protagonisti della filiera per far sì che il cibo non venga sprecato e distribuito invece alle persone in difficoltà – commenta il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio – Da parte del Mipaaft cè massima attenzione su questo tema che interessa da vicino la nostra società. Il gran numero di progetti pervenuti dimostra che tante energie possono essere messe in campo in modo trasversale, sfruttando al meglio anche le nuove tecnologie. Solo così possiamo davvero dare vita a un circuito virtuoso a spreco zero.

Più di 60 grammi di marijuana e hashish sono stati rivenuti attraverso un’operazione congiunta di controllo del territorio da parte della Polizia Locale di Voghera, che ha coordinato l’intervento, insieme a due unità cinofile della Polizia Locale di Vigevano. I sopralluoghi sono stati fatti all’interno di un istituto scolastico Superiore di Voghera, nei giardini davanti al supermercato Esselunga, in piazza San Bovo e sulla Greenway. E’ stata rinvenuta all’interno dei giardini dell’Esselunga una calza al cui interno c’erano 9 confezioni in cellophane termosaldate contenenti marijuana del peso di 13,30 grammi. Una seconda calza conteneva marijuana del peso di 10 grammi. Nel parcheggio antistante veniva recuperato un piccolo borsellino con altre 7 confezioni del peso di 10,50 grammi. Successivamente all’interno di un bar del centro storico sono stati trovati, dentro al cestino del bagno, 28,50 grammi di hashish. Il controllo effettuato in un’aula di un istituto superiore vogherese ha portato al ritrovamento di un oggetto utilizzato per sminuzzare sostanze stupefacenti, ma non è stata rinvenuta marijuana o hashish. Tutte le sostanze ritrovate sono state sottoposte a Narcotest dal personale della Polizia Scientifica del Commissariato e poste sotto sequestro a carico di ignoti. Per quest’operazione sono stati utilizzati due lupi addestrati dal reparto cinofilo del comando della Polizia Locale di Vigevano.

«Faccio un plauso per la professionalità che ho avuto modo di constatare da vicino con ottimi risultati raccolti. L’attenzione da parte dell’amministrazione per garantire sempre maggiore sicurezza ai cittadini è massima come testimonia tra l’altro il piano imponente di sostituzione di 6mila punti luce e l’installazione di nuove telecamere. Il 2019 dovrà essere anche l’anno in cui la nostra Polizia Locale, su mia forte indicazione, si concentri prioritariamente sul fare polizia», commenta il sindaco Carlo Barbieri. «Un’operazione importante di sicurezza che ha visto coinvolti gli agenti della nostra Polizia Locale con le unità cinofile di Vigevano. Stiamo monitorando da tempo diverse zone della città, sia in centro che in periferia, per limitare lo spaccio di sostanze stupefacenti», aggiunge l’assessore alla Polizia Locale Giuseppe Carbone. «Non è stata un’azione isolata, ma ne verranno fatte altre anche nei prossimi mesi. Abbiamo iniziato i controlli in zone che ci erano già state segnalate seguendo un’esplicita direttiva del Ministero dell’Interno», spiegano il comandante della Polizia Locale Giuseppe Calcaterra e il vicecomandante Gianluigi Algeri.

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“L’Associazione Nazionale Carabinieri di Voghera guidata del Presidente Marco Salvadeo e una rappresentanza dell’Arma in Servizio ha accompagnato Babbo Natale e la sua aiutante all’Ospedale Civile di Voghera per consegnare i doni per i piccoli ospiti del reparto di Pediatria diretto dal Dott. Alberto Chiara. Nelle stanze erano presenti anche i genitori ai quali, oltre ad un presente, sono state dette parole di conforto e auguri direttamente dal Comandante della Compagnia CC di Voghera Maggiore Giuseppe Pinto. Sono stati ringraziati anche i medici, gli infermieri e tutto il personale del reparto che durante le feste presteranno regolare servizio per garantire l’assistenza nel reparto.”

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Sabato 29 dicembre, l’ultimo concerto dell’anno per Parrocchia del Blues al Teatro Cagnoni di Godiasco (PV) sarà una vera e propria festa in musica.

Andando un po’ fuori dagli schemi saliranno sul palco 2 interessanti band locali, gli Effetto Portico e i Barracuda’60.

EFFETTO PORTICO

Il gruppo interpreta la musica tradizionale con tecniche e strumenti del folk anglo-americano. Armonie a tre voci, strumenti a corda, flauti, armoniche, piccole percussioni. E tanta energia.

Michele Bassanese: voce, mandolino, flauto, armonica, percussioni

Chiara Carnevale: voce

Luigi Piccinini: mandolino

Andrea Duca: contrabbasso

Mario Rovati: voce, chitarra

BARRACUDA ‘60

I componenti sono Luigi Ginelli chitarra e voce, Giorgio Ginelli chitarra e voce, Stefano Ginelli tastiera e voce, Mario Bernini basso e voce e Sergio Tambornini batteria.

Il gruppo propone musica Beat anni sessanta di artisti vari ma soprattutto dei complessi più famosi dai Dik Dik all’Equipe 84 ai Giganti e i New Trolls.

Ma non mancheranno neppure brani di leggende come i Beatles o gli Animals o la popolarissima The sound of silence. Il tutto anche per rimarcare che numerosi successi dei gruppi italiani altro non erano che cover di band straniere.

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