Lunedì, 20 Novembre 2017
Articoli filtrati per data: Mercoledì, 13 Settembre 2017

I portici di piazza Duomo a Voghera trasformati in una lunga e conviviale tavolata dove gustare i piatti della cucina tipica del territorio. Succederà giovedì 21 settembre per iniziativa dei Lions Club cittadini che con il patrocinio del Comune di Voghera hanno organizzato questo originale evento sullo sfondo di uno degli scorci più suggestivi della città.

"Fin dall’inizio ci siamo concentrati per proporre a Voghera un evento inedito e originale che coinvolgesse varie realtà cittadine del commercio e della ristorazione – spiega Alessandro Menini del Lions Club Castello Visconteo, tra gli ideatori della serata – l’intento è quello di valorizzare i portici di Piazza Duomo trasformandoli in una location suggestiva e accogliente per una serata dedicata all’eccellenza tipica della nostra terra”. 

Un'iniziativa che coinvolge numerose attività commerciali vogheresi - messe in rete con il supporto di Acol - che hanno dato la loro adesione a un progetto di raccolta fondi a favore dell'associazione onlus "Una mano per...". Il ricavato servirà a finanziare il parco giochi inclusivo per bambini disabili già allo studio del Comune che sarà parte attiva in questo progetto come spiega il sindaco Carlo Barbieri: “Sono poche le città che possono vantare un parco giochi per bambini con difficoltà e Voghera sarà tra queste – annuncia il primo cittadino – Metteremo a disposizione risorse e un’area molto importante della città.  La nostra attenzione verso le disabilità è altissima e di questo ne siamo orgogliosi”.

La regia organizzativa dell'evento è affidata a Joy Planner, in tavola verrà servito un menù a più voci con il coinvolgimento di Hotel Ristorante Corona, Pizzeria Gallo Rosso, La Cappelleria, Panetteria Sari, Vaglica Pasta Fresca, Pasticceria Vellini. I vini in abbinamento saranno rigorosamente locali grazie alla collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese.

Servizio ai tavoli di Vittoria Banqueting e allestimenti floreali a cura de La Primavera di Barbara Allegrini e Il Fiore di Michela Pavesi.

La prenotazione alla cena è obbligatoria e va effettuata presso i punti vendita Acol: Glamour (via Garibaldi), Moroni (via Emilia), Maconi (via Cavour), Bistross (corso XXVII marzo).

L'appuntamento è dunque sotto i portici giovedì 21 settembre alle ore 20 per una serata davvero speciale dove i protagonisti saranno i sapori della tradizione e il gusto di stare insieme per vivere e interpretare in modo nuovo e originale il cuore della città.

A far compagnia alla ormai consolidata stagione Jazz, in partenza il 5 ottobre, arrivano le band che nascono nel nostro territorio, che interpretano e rivisitano i migliori brani della musica Pop e Rock. Così dopo i grandi FUNK COLD MEDINA, venerdì 15 settembre 2017 arrivano sul palco dell’Auser di Voghera i MONTECARLO JUNGLE

I Montecarlo Jungle si formano nel settembre 2010 dall'idea di cinque amici per la pelle con l'obiettivo di divertirsi e divertire.

La voce graffiante di Jessica Carbognani è accompagnata da una sessione ritmica formata dal basso di Dario Di gregorio e dalla batteria di Andrea Civini. Completano l'anima funky del gruppo il sax tenore di Federico Rossi e la chitarra elettrica di Andrea Gatti Casati.

Il repertorio dei Montecarlo Jungle è fortemente improntato all'intrattenimento. La scaletta comprende i brani più famosi del momento e del più recente passato rivisitati in chiave funky e dance '80 e '90.

Le Hit di Bruno Mars e Michael Jackson, le movenze di James Brown, l'energia di Jovanotti sono solo alcuni dei tanti richiami alla musica nazionale e internazionale che contribuiscono a formare due ore di scaletta, per una serata all'insegna della voglia di ballare e fare festa.

Nel 2015 i Montecarlo Jungle pubblicano un album di brani originali dal titolo Shake it!, nato dalla voglia di mettersi alla prova e presentare una proposta musicale che guarda oltre le cover.

Serie D, girone A: OLTREPOVOGHERA – CHIERI / 2-1 (primo tempo, 0-0)

OLTREOVOGHERA (4-3-3): Cizza; Brega, Di Placido, Bettoni, Aramini; Maione (44’ st Bertelli), D’Aniello, Chimenti (14’ st Monopoli); Coccu (49’ st Guasconi), Romano (42’ st Di Palma), Bondi. A disposizione: Baldaro, Ghidini, Tresca, Mignoni, Alessi. Allenatore: Balestra.

CHIERI (4-3-3): Zamariola; Venturello, Benedetto (47’ st Ciappellano), Pavan (40’ st Villa), Pautassi; Della Valle (29’ st Cesarano), Di Lernia (47’ st Zampagna), Tettamanti; Becchio, Piraccini, Foglia. A disposizione: Benini, Noce, Campagna, Kouakou, Verniano, Sarao. Allenatore: Manzo.

ARBITRO: Maria Sole Ferrieri Caputi di Livorno. Assistenti: Gavazza di Chiavari e Baldissin di Novi Ligure.

MARCATORI: 5’ st Bondi (OV), 10’ st Piraccini (CH), 35’ st Bettoni (OV).

NOTE: Ammoniti: Brega, Monopoli (OV); Pautassi, Benedetto (CH). Espulsi: 21' pt Tettamanti (CH) per fallo da ultimo uomo. (OV). Angoli: 4-4. Recupero: pt 2', st 5'. Spettatori: 400 circa. Giornata soleggiata con temperatura gradevole, terreno in ottime condizioni.

Chi l’avrebbe mai detto. Chi l’avrebbe mai pensato. Forse, qualcuno, l’ha sognato, perché sognare è assolutamente lecito. L’OltrepoVoghera che ha sette punti in classifica dopo tre gare, vince due partite su tre, segna 4 reti, ne subisce solo una da calcio d’angolo, sta nella scia delle grandi, anche se alcune sono dietro perché stanno facendo fatica. Non era facile affrontare e pensare di battere il Chieri. Una squadra che anche in dieci uomini, da un certo punto in poi, continua a giocare a calcio e sembra che in campo ci siano sempre 11 giocatori. Non era facile poi vincere avendo subito il contraccolpo, una volta incassato l’1-1. E alla fine poteva finire anche 3-1, perché nel finale, due clamorose occasioni non sono state capitalizate (Coccu e Di Palma). E’ chiaro che, soprattutto per il Chieri, l’inferiorità numerica ha cambiato le carte in tavola. La squadra di Manzo ha avuto le sue occasioni nel primo tempo. Ma anche l’OltrepoVoghera non è stato a guardare. Sono partiti meglio i piemontesi. Gran possesso, giro palla, gioco.

L’OltrepoVoghera, pur non rischiando, pareva un po’ troppo timido e faceva fatica ad affacciarsi in area avversaria. Solo con il trascorrere dei minuti e poco prima di poter godere della superiorità numerica, usciva gradatamente dal proprio guscio. Tessendo quel gioco avvolgente, partendo sempre da dietro, palla a terra e affidando la regia al sapiente D’Aniello, giocatore che costruisce ma che difende, tampona, chiude i varchi. Ormai un giocatore maturo, pronto a issarsi sulle spalle l’intera squadra. Un gruppo che fa ancora della difesa la sua fondamenta vincente. I due centrali, capitan Di Placido e Bettoni (in gol), sono insuperabili. Anche nel giorno dove sono venuti a mancare gli esterni Allodi, Colombini, Tresca, mister Balestra è riuscito a dare quell’equilibrio a reparti. Era un 4-3-3, ma rivisto.

Quasi un 3-5-2, permettendo così a Brega (centrale), alla sua prima da titolare, di poter ripiegare o per meglio dire partire, più in mezzo che dal lato destro. Coccu a destra e Aramini a sinistra, senza perdere d’occhio quello che accadeva dietro, a spingere sulle due corsie. L’altra novità, non potendo contare sul miglior Chimenti (in campo stringendo i denti per la botta di Borgosesia) e su un Monopoli rilegato in panchina perché affaticato, è stata quella di vedere in avanti le due punte, Bondi e Romano. Come a Borgosesia, quando Bondi è però subentrato. Bondi che ha trovato la prima rete in campionato, quel gol che ha permesso all’OltrepoVoghera di cominciare a crederci. La squadra ha mostrato già quella dose di maturità che non guasta. Non si è mai disunita e forse nel momento in cui faceva più fatica a trovare varchi vincente, è riuscita a inventarsi il 2-1. Un allungo di Coccu (fermato fallosamente), poi l’assist su punizione di D’Aniello per la testata di Bettoni. Un D’Aniello tra i migliori, se non il migliore, che ha creato l’assist anche a Bondi, mettendolo di slancio davanti alla porta avversaria. La strada è tremendamente lunga, ma è stata intrapresa in fretta. Quello è quello che conta. I risultati, dal campo, arrivano.

Un minuto di raccoglimento per ricordare un grande del calcio vogherese (innanzitutto), ma non solo. Osvaldo Verdi, scomparso da qualche giorno all’età di 78 anni, è stato giocatore, allenatore e direttore sportivo della Vogherese, e dopo la nascita dell’OltrepoVoghera, collaboratore tecnico e nello specifico responsabile degli osservatori. Lo stadio Parisi, il suo stadio, lo doveva ricordare così, anche se molti sportivi vorrebbero gli fosse dedicata la tribuna centrale.

OltrepoVoghera imbattuto con 4 punti in classifica e zero gol incassati, frutto di un successo casalingo (2-0 al Seregno) e un pareggio in quel di Borgosesia. Chieri, squadra come sempre allestita per puntare in alto, che invece siede già al comando, anche se in gran compagnia di altre, con 6 lunghezze. L’OltrepoVoghera rinuncia agli infortunati Allodi, Belluzzo e Colombini, lascia in panchina (precauzionalmente), l’esterno sinistro difensivo Tresca (problemi a una spalla dopo la caduta a Borgosesia) e il centrocampista Monopoli (leggera contrattura).

Come esterno destro gioca il giovane Brega (1999) che con Seregno e Borgosesia è subentrato agli infortunati Allodi e Tresca. A metà campo “scala” Maione nelle vesti di Monopoli, mentre in attacco c’è un vero e proprio tridente, con Romano punta centrale, e due esterni offensivi, come Coccu a destra e Bondi (che è comunque una punta) a sinistra). Prima della gara non solo la stretta di mano con l’allenatore Balestra e il secondo Guaraldo, ma mister Manzo, tecnico del Chieri, da gran signore va a stringere le mani a tutti i componenti della panchina.

Si gioca in turno infrasettimanale di mercoledì. Calcio d’avvio battuta da Chieri. Moduli speculari: 4-3-3 per entrambe. 

Al 1’ Cizza con un rinvio di sinistro ritardato. Piraccini gli stoppa la palla che per poco non gli ritorna nei piedi. Comincia meglio il Chieri che aggredisce alto l’OltrepoVoghera, partito invece un po’ troppo in sordina e con il baricentro troppo abbassato. Primo errore di valutazione della signora Caputi (sezione di Livorno) che inverte clamorosamente un fallo a metà campo commesso ai danni di D’Aniello. Il Chieri ha sempre più la palla tra i piedi. Al 10 sventola al volo con il sinistro dai 30 metri da parte di D’Aniello che sibila il palo alla sinistra di Zamariola. Applausi del pubblico per il gesto balistico. Al 20’ perde palla in uscita dall’area il Chieri, Zamariola è fuori dai pali, ma Maione che aggancia la palla fuori dall’area, non calcia subito e poi perde palla dribblando.

Al 21’ Chieri in 10 uomini. Maione riconquista palla e si invola. Al limite da ultimo uomo lo affronta Tettamanti. Maione cade a terra, è fallo e pure espulsione. Cartellino rosso e Chieri in inferiorità numerica. D’Aniello calcia poi la punizione, con Zamariola che sul palo più lontano, fa sua la sfera. Altro angolo per i rossoneri che da qualche minuto ha cominciato a giocare di più, alzando il baricentro.

Ora è chiaro che il Chieri in 10 uomini farà più fatica. Ora Becchio, (esterno destro d’attacco) si è abbassato a centrocampo, in avanti per i piemontesi rimangono Piraccini e Foglia. Insiste in attacco l’OltrepoVoghera, ma il sinistro di D’Aniello questa volta è nettamente fuori misura (30’). Si vede il Chieri (40’) con Piraccini che calcia di destro da fuori area, palla non lontana dal palo alla destra di Cizza. Ancora la signora Caputi che non fischia un clamoroso fallo al limite su Maione da parte di Pautassi.

Parte il contropiede del Chieri con Becchio che in area serve Piraccini che calcia però alto sopra la traversa. Ancora il Chieri (43’). Foglia vince un contrasto e si trova la palla in area davanti a Cizza che gli esce incontro e salva il risultato. Concessi 2’ di recupero. L’OltrepoVoghera chiude in attacco. Ma il punteggio resta sempre sul nulla di fatto.

Si riparte. Stessi 11, anche se il Chieri è in 10 uomini. L’OltrepoVoghera in vantaggio (5’). Lancio di D’Aniello in area per Bondi, il quale seppur trattenuto per la maglia, quasi da terra, calcia in porta in diagonale e infila nell’angolo più lontano. Subito la replica del Chieri (7’). Piraccini in area calcia in corsa con il destro in diagonale, Cizza con le mani smorza la traiettoria, poi Brega dalla parte opposto manda in fallo laterale. Il Chieri ovviamente non ci sta a perdere e rischia il tutto per tutto. E al 10’ pareggia. Angolo battuto da Becchio, sul primo palo di testa ci arriva Piraccini che gira nell’angolo alla sinistra di Cizza. Gara di nuovo in parità, 1-1.

Il Chieri non sembra che giochi in 10 uomini. L’OltrepoVoghera, con il pareggio, ha subìto il contraccolpo. Mister Balestra lancia nella mischia Monopoli (14’), al posto di Chimenti non al meglio (botta al polpaccio con il Borgosesia). Anche lo stesso Monopoli non è al top, ma qualcosa va rischiato.

Al 15’ l’OltrepoVoghera sfiora il 2-1. Cross dalla sinistra in corsa di Aramini, Bondi arriva di testa a saltare ma per un soffio non impatta con la palla prima dell’uscita di Zamariola. L’OltrepoVoghera insiste ad attaccare ma il Chieri è tutto schierato dietro la linea della palla e non è facile trovare varchi. I piemontesi la loro sfuriata l’hanno fatta ottenendo il pareggio con Piraccini a distanza di 5’ dalla rete del vantaggio rossonero ad opera di Bondi.

Appena dopo la mezz’ora (31’) Coccu va al cross dalla destra, un rasoterra sul quale Bondi non arriva, ci mette invece le due mani in uscita il portiere Zamariola. L’OltrepoVoghera torna in vantaggio (35’): punizione guadagnata da Coccu, battuta da D’Aniello, parabola dentro l’area dove Bettoni di testa gira in rete sul palo alla sinistra di Zamariola che non può nulla.

L’OltrepoVoghera manda alle stelle (ovvero in curva) con Coccu il 3-1. Prima Bondi non riesce ad entrare in area a sinistra, quindi palla girata in area dove Romano alza la testa e serve Coccu che in corsa, da dentro i 16 metri, alza incredibilmente la mira. Botta dalla distanza di D’Aniello (43’) che Zamariola blocca in presa.

Concessi 4’ di recupero. D’Aniello vince un contrasto a metà campo e lancia a rete Di Palma il quale cerca di saltare il portiere in uscita, poi però non riesce a tirare e lo stesso n. 1 recupera palla a terra. Al 49’ Bertelli dalla distanza, palla alta di poco. L’OltrepoVoghera chiude di slancio. E vince. Meritatamente. Anche con la fortuna dalla sua. Ma quella ci vuole sempre un po’ per andare avanti.

Andrea Mussi, assessore all'urbanistica del comune di Casteggio, in carica dal 2014, vuol fare alcune precisazioni per quanto riguarda l'area Venco, che è stata al centro di parecchie discussioni nell'ultimo periodo.

"Anche a nome dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Lorenzo Callegari, vorrei parlare in merito alla scelta di confermare l'area Venco come tessuto commerciale, nella recente Variante al P.G.T. vigente approvata recentemente, seppur allo stato attuale vi sono buone possibilità di perfezionare entro fine anno un accordo transattivo per l'acquisizione delle nuove strutture scolastiche realizzate in Viale Montebello, per trasferirvi le scuole secondarie, che prevede la corresponsione di risorse finanziarie da parte del Comune e, la cessione del plesso scolastico della scuola primaria di Via Duca D'Aosta, salvaguardando così il Campo Venco.

Siamo in attesa di un riscontro favorevole da parte delle società di leasing in merito alla proposta formulata che, in linea di massima, potrà subire un leggero incremento in termini di valore economico e di durata.

Non appena verrà perfezionato questo accordo non vi sarà più la necessità di mantenere, così come viene confermato attualmente in via ‘prudenziale e cautelativa’ per l'ente comunale, la destinazione commerciale dell'area Venco, oggetto di variante.

Allo stato attuale la destinazione commerciale non preclude il mantenimento dell'impianto sportivo esistente, e ci preme rassicurare la cittadinanza che, ad oggi, non c'è nessun progetto per la costruzione di supermercato o edificio similare di tipo commerciale o proposte di acquisto/cessione dell'area stessa".

Quale impegno vi assumete come Amministrazione comunale in merito all'Area Venco?

"Dovendo provvedere entro l'estate prossima alla modifica/revisione del Documento di Piano del Vigente PGT, che per il nostro comune è quinquennale, sarà premura di questa amministrazione far ritornare l'area Venco ad ambito inedificabile, prevedendone l'azzonamento ad area di salvaguardia ambientale per garantire la nascita di un bosco urbano con annesso un percorso vita e riqualificare l’intero comparto, attivandosi tramite il reperimento di contributi pubblici o partecipando a bandi comunitari".

I cittadini potrebbero non approvare questa scelta?

"Potrà sembrare una scelta per certi aspetti anche impopolare,  ma coraggiosa e cautelativa per il comune e per la città e non perché l’attuale maggioranza si vuole inimicare i propri cittadini sottraendo un pezzo di storia, di vitalità e di verde al nostro paese, ma bensì  per risolvere la questione attuando ciò che all’interno delle linee programmatiche 2014/2019 della Lista ‘Callegari Sindaco’ era inserito a chiare lettere... e mi sto riferendo al punto ‘riproposizione del piano di acquisizione del Plesso scolastico di Via Montebello".

Cosa si sente di dire agli abitanti casteggiani?

"Ci preme rassicurare la collettività, che a tutt’oggi, l’amministrazione comunale non ha assunto alcuna determinazione in merito che comporti impegni economici e/o atti amministrativi condizionati dal cambio di destinazione d’uso dell'area Venco, ma soltanto una scelta previsionale urbanistica che comporta una potenziale salvaguardia economica in caso di necessità per la definizione della situazione presente dal 2009. Sarà premura dell’amministrazione comunale prima di sottoscrivere qualsiasi accordo, chiarire le scelte e definirne gli obiettivi, assicurando e garantendo il più efficace perseguimento dell'interesse pubblico, non appena sarà vagliata la soluzione definitiva per la risoluzione della problematica in argomento, che dovrà essere amministrativamente e giuridicamente ineccepibile e supportata dal parere di congruità tecnico/economica della Corte dei Conti, al fine di garantire al Comune che amministriamo la massima trasparenza e tranquillità soprattutto a livello finanziario".

Lei è anche responsabile del Settore Territorio per il comune di Santa Giuletta: ultimamente ci sono stati problemi, legati alla viabilità sulla Via Emilia, che hanno visto un susseguirsi di incidenti dovuti alla velocità elevata.

"Abbiamo scritto alla Provincia per avere un parere favorevole per poter fare dei lavori. Il problema è che il punto critico è in una mezza curva e quando il semaforo è verde gli automobilisti, soprattutto quelli che arrivano da Casteggio, vanno molto spediti. è tutto centro abitato e si dovrebbe andare a 50 km all’ora… non si pretende che vadano a 50 ma neanche a 130 come spessissimo succede. Una soluzione sarebbe mettere dei velox, unico sistema per ridurre davvero la velocità".

A questo proposito, parla anche il Sindaco di Santa Giuletta, Simona Dacarro:

"I cittadini sono preoccupati soprattutto per l'alta velocità ed hanno ragione. Innanzitutto però bisognerebbe rispettare il codice della strada, quindi no all’uso dei cellulari mentre si guida, rispetto dei limiti di velocità, non sorpassare dove non si può, soprattutto nei centri abitati, parcheggiare con coerenza e naturalmente non guidare in stato d'ebbrezza. Tutti dovremmo avere una maggiore educazione stradale. Per affrontare alcuni problemi sulle strade nel comune ci siamo maggiormente informati sul nuovo codice della strada ed abbiamo sentito i pareri della Polizia Locale e dei referenti della Provincia. Entro fine agosto interverremo per ridurre la velocità ed aumentare la sicurezza vicino al plesso scolastico.

Abbiamo inoltre fatto richiesta alla Provincia per una realizzare una serie di lavori. Nello specifico, abbiamo chiesto di poter fare: due attraversamenti pedonali con la rispettiva segnaletica, la realizzazione di stalli di sosta, l’installazione di paletti/dissuasori flessibili, lo spostamento, con ricongiungimento, di cassonetti della Rsu già presenti ed eventuale realizzazione di un’aiuola.

La Provincia ci ha già dato il suo parere favorevole e quindi si metteranno in atto le procedure per iniziare i lavori sia di segnaletica orizzontale che verticale. Ci stiamo inoltre ancora informando sulla possibilità di ulteriori interventi previsti dal codice della strada. Purtroppo a volte le amministrazioni, cercando di intervenire per migliorare la sicurezza, hanno utilizzato semafori, dossi, rilevatori di velocità che poi hanno dovuto togliere o rendere inattivi oppure strumenti rivelatisi inefficaci o anche che hanno causato problemi legali ai comuni stessi, con un relativo aggravio di costi. Concludo dicendo che naturalmente, seppur con rammarico, occorre fare i conti poi con le possibilità di bilancio".

Rientro dalle ferie tribolato per il sindaco di Voghera Carlo Barbieri che, ritornato alla scrivania di palazzo Gounela, si è trovato più di una grana da gestire. Su tutte un rimpasto di giunta che ha rischiato di diventare caso politico, con la telenovela delle dimissioni, date e poi ritirate, dal vice "defenestrato" Giuseppe Fiocchi. L'avvocato varzese, in seguito ad un accordo interno alla maggioranza, è stato sostituito dal "sempreverde" Daniele Salerno. Resta ora da capire se, uscito dalla porta, rientrerà in gioco e se sì da quale finestra (Asmt?).

Barbieri dovrà poi decidere del suo futuro politico: candidatura in Regione sì o no? In caso affermativo, come la prenderanno i suoi concittadini, dato che per avere la poltrona del Pirellone è necessario lasciare quella di Sindaco? Altra bega da considerare poi è il crescente malumore dei commercianti del centro, accresciuto dalla notizia che nuovi insediamenti sarebbero in aria di arrivare nel polo di Voghera Est. Ma andiamo per ordine.

Sindaco, iniziamo dal rimpasto di giunta. Cosa è successo con Fiocchi?

"Con Fiocchi c'erano stati degli accordi e aveva dato le sue dimissioni, poi le ha ritirate credo in un momento di debolezza. Non ci eravamo chiariti come avremmo dovuto, ma ora è tutto a posto".

La scelta di sostituirlo è dovuta a sfiducia nel suo operato? Oppure a una ripicca nei confronti di Voghera Lombarda, che recentemente si era un po' messa di traverso?

"Le ripicche in politica non si fanno. No, nel modo più assoluto. Si tratta di un normale avvicendamento che è parte dell'attività amministrativa. Fiocchi è stato vicesindaco per tre volte, mi pare che su qualcuno di cui non si ha fiducia non si investe in questo modo. Al momento posso dire che Fiocchi resterà un fedele alleato della mia squadra di governo, con lui ci sono dei progetti di cui parleremo a breve".

Perchè Daniele Salerno come nuovo vice?

"è un uomo di esperienza, che conosce la macchina pubblica e ha già ricoperto ruoli importanti in amministrazione".

Si vocifera che Marina Azzaretti non l’abbia presa bene: era stata la più votata alle scorse elezioni…

"Marina Azzaretti ha già ruoli importanti e poi è raro che il vice sia un esponente della stessa lista del sindaco (in questo caso Forza Italia ndr)".

Si dice che Salerno sia stato scelto come suo vice in vista di un suo impegno in Regione il prossimo anno, visto che se deciderà di candidarsi dovrà lasciare la poltrona di Palazzo Gounela. Che intenzioni ha?

"Innanzitutto va detto che non spetta a me decidere di candidarmi. Io sono un uomo di partito e sarà il mio partito (Forza Italia ndr) a decidere casomai".

Lasciare il Comune dopo aver lottato per riprenderselo  dopo l'esperienza commissariale non sarebbe un tradimento del suo mandato elettorale?

"L'unico tradimento potrebbe essere quello dello Stato nei miei confronti se decidessero di non concedermi di governare per 5 anni a decorrere dalla data della mia rielezione nel gennaio scorso. Se il consiglio di Stato cui ci siamo appellati mi permettesse di restare sindaco fino al 2022 di sicuro non penserei minimamente alla Regione".

Mentre se l'impegno finisse nel 2019 o nel 2020…

"In tal caso si vedrà. Non decido soltanto io e anche se andassi in Regione di fatto sarebbe il mio vice a portare avanti dei programmi già definiti per un periodo molto breve visto che si voterebbe pochi mesi dopo. Il territorio, mi permetto di fare notare, guadagnerebbe in caso di mia elezione e di successo del centrodestra, con un suo esponente nella maggioranza del consiglio regionale".

Parliamo del rapporto con la Lega. Alleato, non alleato, non si capisce bene... Intanto la battaglia sul "Modello Voghera" continua e Sartori pungola l'amministrazione perché lo adotti. Voi che intenzioni avete?

"Diciamo che non esiste un ‘Modello Voghera’ ma una normativa nazionale che noi abbiamo interpretato in un certo modo che reputavamo corretto, sempre in favore del cittadino italiano. Poi dal 31 luglio, Regione Lombardia ha chiarito come deve essere interpretata questa legge e noi ci adegueremo. Con la Lega c'è un buon rapporto e sono riconoscente per l'aiuto dato alle scorse elezioni".

Ghezzi vi ha attaccato duramente sul discorso delle spese per il superfluo parlando di grave buco di bilancio. La Corte dei Conti ha "rimproverato" a Voghera un ammanco di oltre 3 milioni di euro. Una cifra importante…

"Le cose non stanno così. è una polemica montata da Ghezzi e dagli organi di stampa. La questione è tecnica e non politica. La cifra di cui si è parlato non riguarda spese per il superfluo, ma deriva dal calcolo fatto sui crediti che il Comune vanta in giro: si tratta dei soldi che ancora non abbiamo incassato per multe e tasse non pagate in giro.

Come ogni Amministrazione fa quando deve redigere un bilancio, si calcolano certe cifre come già acquisite anche se in realtà devono ancora essere riscosse e si impegnano quegli introiti ‘teorici’ – avvalendosi degli anticipi di cassa che sono concessi al Comune - per pianificare investimenti. è una questione tecnica un po' complessa, ma non è nulla di insolito. Quello che la Corte dei Conti ci ha invitato a fare è recuperare effettivamente quei crediti. Non c'è nessun buco".

Come pensate di intervenire?

"Con azioni più aggressive nel recupero crediti nei confronti di chi ci è debitore".

Commercianti e grande distribuzione. C'è più di un muso lungo tra gli esercenti del centro dopo la notizia che nuovi insediamenti arriveranno nel quartiere di Voghera Est. Acol ha protestato apertamente per voce del suo presidente Maconi. Dopo il Mac Donald’s e gli altri centri commerciali al Parco Baratta sembra che la misura sia colma. Come mai invece di "spingere" il centro si continua a favorire la periferia?

"Questione mal posta. Innanzitutto va detto che il piano regolatore che ha destinato una certa area a insediamenti commerciali risale al 2012, e nessuna modifica è stata fatta. All'interno di quell'area, chi vuole aprire un'attività sotto i 1.500 metri quadrati (più 1.000 di magazzino) può farlo e il Comune non ha nessuna possibilità di mettersi di traverso".

Però la destinazione originaria ad area commerciale l'avete data voi…

"Sì ma parliamoci chiaro. Se anche non la avessimo data noi i centri commerciali sarebbero sorti nei comuni limitrofi. L'Iper Montebello, additato spesso come prima causa del declino dei piccoli negozi, è sorto a Montebello e non a Voghera.

Quello che non permettiamo di fare qui lo si fa altrove, come il mercatino di Forte dei Marmi che non abbiamo autorizzato a Voghera per non scontentare chi vende vestiti in centro. Risultato? Il mercatino si è fatto a Salice Terme. Qui serve una politica commerciale ampia e condivisa da tutti, il problema della grande distribuzione va affrontato in un altro modo. I commercianti, o i cittadini stessi dovrebbero chiedersi perché vengono preferiti i supermercati…".

Forse perché c'è parcheggio davanti alla porta e i costi sono da discount?

"I parcheggi ci sono anche a Voghera, ne abbiamo 600 gratuiti in Caserma e piazza del Duomo è aperta alle auto. Quando avevamo istituito gli abbonamenti 88 li avevano sottoscritti, le stesse persone che ci lavoravano, in questo modo non c'era ricambio e logicamente si toglievano spazi a possibili clienti. Presto sperimenteremo il sabato a parcheggio libero in centro, ma non la vedo come una soluzione che di per sé risolverà il problema".

Quindi secondo lei cosa si può fare per dare una mano al commercio del centro?

"L'input dovrebbe partire dai commercianti stessi, che dovrebbero convergere e adottare una politica unitaria. Ad esempio, è una mia idea, rendendo il centro un piccolo Outlet, decidendo per esempio giornate fisse in cui tutti applicano, che so, un 30% di sconto.

Allora sì il Comune su queste iniziative può intervenire a sostegno, dando piazza Duomo gratuita o a disco orario, mettendo a disposizione una navetta che dalla Caserma porta in centro, organizzando un evento. Serve intraprendenza e collaborazione".

Può dare una risposta ai residenti di Medassino sul problema dei cattivi odori che appestano l’aria? La recente ispezione dei tecnici Asm ha per così dire "scagionato" il biodigestore che sembrava essere il primo indiziato. Gli odori però restano…

"Su questo fronte il comune è sul pezzo. A breve Asm impiegherà dei nasi artificiali per captare la provenienza di questa puzza, che al momento non è chiara.

Però vorrei dire una cosa: negli ultimi anni abbiamo investito oltre 5 milioni di euro nel quartiere di Medassino per la copertura totale del Cavo Lagozzo e per la sistemazione di alcune fognature che rappresentavano un problema. Tutte opere che saranno completate a breve. Per nessun'altra zona è stato fatto tanto. Se c'è un quartiere che non può lamentarsi sotto questo aspetto è proprio Medassino".

Restiamo su Asm. La nomina di Piero Mognaschi a nuovo dg ha fatto discutere. Il Pd ha attaccato sostenendo che non abbia competenze specifiche nel settore energetico.

"Asm Voghera ha sempre avuto dei direttori interni, è un’azienda territoriale e credo che abbia deciso di valorizzare una figura, come quella di Mognaschi, interna all’azienda da 25 anni.

Non mi pare che l'esperienza con figure esterne, vedi il periodo commissariale, sia stata positiva, anzi. Tra l'altro in quella fase turbolenta Mognaschi fu vicario del direttore generale e di fatto portò avanti l’azienda in un momento in cui si stava andando allo sbando. Nessuno lo criticò allora".

Questione sicurezza. In campagna elettorale aveva parlato di investimenti per un milione di euro in questo settore. Conferma l’impegno?

"Assolutamente. La cifra complessiva è quella e sarà investita gradualmente. Al momento abbiamo speso circa 200mila euro per i portali elettronici che controllano gli ingressi in città e a luglio abbiamo approvato con una variazione di bilancio investimenti per altri 100mila".

Che cosa ci farete?

"Credo nel potenziamento della tecnologia, che aiuta le forze dell'ordine a fare il loro mestiere. Individueremo insieme le zone più sensibili dove concentrare l'investimento".

Parliamo di ludopatia. Voghera detiene il triste record del maggior numero di slot per abitante. Come pensate di contrastare il fenomeno?

"Sulla ludopatia il nemico numero uno è lo Stato, che guadagna milioni dai giochi e si guarda bene dal limitarli. Ha rilasciato centinaia di migliaia di licenze per le macchinette, stampa milioni di gratta e vinci e consente il gioco online, anzi lo pubblicizza pure. L'Ente locale non ha molti mezzi. Possiamo limitare gli orari di utilizzo delle slot e stiamo valutando di farlo, anche se si rischia in questo modo di colpire pochi per poi salvarne altrettanto pochi, perché le vie per accedere al gioco sono moltissime. C'è la restrizione che impone la distanza dai luoghi sensibili come scuole e ospedali già attiva. Per il resto stiamo investendo nelle campagne informative per disincentivare il gioco. Ma con lo Stato schierato dall'altra parte, è una lotta impari".

è sindaco di Voghera da ormai circa 6 anni, togliendo l’anno e mezzo di esperienza commissariale. Qual è la cosa più importante che sente di aver fatto per la città?

"Direi sicuramente avere sbloccato la situazione intorno al Teatro Sociale, acquisendo i palchi dai privati che non volevano concederli e trovando i fondi per completare la ristrutturazione. Abbiamo riaperto il Castello Visconteo, con il nostro impegno siamo riusciti a salvare l'agenzia delle entrate e la camera di commercio e ora lotteremo per cercare di riavere il Tribunale".

Le industrie però chiudono e il tessuto economico soffre…

"Se lo si paragona a quello di trent’anni fa è logico che le cose siano diverse, ma vale per tutti. Se però guardiamo i dati della Camera di Commercio scopriamo che Voghera è la prima per numero di occupati nell’industria, davanti a Pavia e Vigevano, e mi pare che abbia ancora molte realtà solide che continuano a operare e investire sul territorio".

Un suo insuccesso invece?

"Direi più che altro una delusione. Avevo fissato nel 2013 uno spazio a Expo 2015 per la spesa di 300mila euro, a nome di Voghera, che avrebbe consentito all'Oltrepò Pavese di essere presente per 6 mesi con una giornata di protagonismo. C'era dietro un'operazione di marketing importantissima per far conoscere l’Oltrepò Pavese in tutto il mondo.

Poi la Provincia con l'allora presidente Bosone prese in mano le redini del gioco e decise di non seguire il mio progetto. Invece di portare l'Oltrepò a Expo si cercò di portare qui la gente. Infatti non venne nessuno".

A Pontida "il regolamento comunale per la gestione dei parcheggi prevede permessi gratuiti per le donne in gravidanza ma solo se 'appartenenti ad un nucleo familiare naturale e cittadine italiane o di un paese membro dell'Ue'. Non è una semplice azione folkloristica o di propaganda messa in campo da un partito che sull'avversione per il diverso ha fondato tutta la sua strategia: qui abbiamo superato, oltre alla soglia della decenza, anche quella della civiltà". A denunciare la decisione dell'amministrazione leghista è la deputata Dem Elena Carnevali. "Solo un'ideologia cieca - aggiunge Carnevali - può pensare di distinguere tra mamma e mamma, di valutare meno i dolori o i disagi di una donna in stato di gravidanza in base al colore della pelle o allo stato di famiglia, di dispensare i diritti in base a criteri che la Costituzione italiana respinge e ripudia". Sulla vicenda è intervenuto anche il vicesegretario del Pd Maurizio Martina: "Si ritiri subito questo provvedimento vergognoso".
   

Si sono rivelati infondati gli allarmi bomba che hanno spinto all'evacuazione di circa 20.000 persone da oltre 30 siti a Mosca, tra stazioni ferroviarie e della metro. L'allarme era stato reso noto dal ministero delle emergenze citato dalla Tass, che aveva precisato che era scattato dopo telefonate di minaccia. I servizi di emergenza hanno riferito che le unità di polizia, compresi specialisti di esplosivi e agenti delle unità cinofile, hanno perlustrato gli edifici e le strutture evacuate. Tra i luoghi interessati figurano le stazioni ferroviarie più grandi della capitale, più di una dozzina di centri commerciali - tra cui il Gum, situato vicino alla Piazza Rossa - e almeno tre università. Un'epidemia di falsi allarmi bomba, riferisce Rt, ha colpito la Russia negli ultimi giorni. I servizi di sicurezza hanno affermato all'agenzia di stampa Ria che ieri 45.000 persone sono state evacuate da luoghi pubblici di 22 città russe, aggiungendo che molte delle chiamate sembrano provenire dall'Ucraina. Oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo quanto riporta la Tass aveva detto che il Cremlino non rilascia commenti sull'aumento di falsi allarmi bomba, aggiungendo che "è una questione dei nostri servizi speciali". Russia Today riporta che i falsi allarmi terrorismo sono punibili nel Paese con pene fino a cinque anni di carcere e che sono state aperte diverse indagini. Tuttavia, scrive l'emittente, la possibilità che i responsabili utilizzino messaggi pre-registrati, sistemi di digitazione automatica e meccanismi per nascondere la località da cui chiamano rende difficile identificarli. Gli allarmi bomba non sono stati solo a Mosca, ma anche in altre città fra cui Tomsk, nel sudovest della Siberia dove sono state evacuate diverse scuole e centri commerciali

 

 

Non è la prima volta che il padre gesuita Henri Boulad mette in guardia sui caratteri “totalitari” della religione islamica. Il gesuita egiziano di fede coopta, esperto di islam, lancia un’infuocata filippica al mondo accademico musulmano e alle gerarchie ecclesiastiche cattoliche: “Gli Stati occidentali hanno l’obbligo morale e legale di preservare la loro integrità territoriale, la loro cultura e i loro valori in relazione a un Islam bellicoso e dichiaratamente ostile”. Il j’accuse all’Islam è arrivato in seguito ai numerosi attentati jihadisti contro la comunità cristiana in Egitto. Le sue prese di posizione sono state pubblicate dal settimanale cattolico Tempi, poi ripresi da molti siti e organi di informazione, tra cui Libero.  “L’Occidente deve prenderne atto”. Questo il tenore delle sue accuse di cui l’occidente dovrebbe tenere conto se anteponesse le analisi serie alle sintesi buoniste. Il gesuita attacca l’Islam in quanto ideologia politica, che mira alla realizzazione di una società fondata sulla sharia, la legge sacra e in quanto tale l’unica valida. Un disegno totalizzante e totalitario. E sostiene che una simile concezione del diritto non è compatibile con i valori occidentali, in primis con la laicità. Non può esistere alcuna convergenza tra una civiltà, quella occidentale, che ha a fondamento dei propri ordinamenti giuridici la separazione tra Stato e Chiesa, con una cultura che propugna la realizzazione su scala globale di uno stato teocratico. Padre Boulad fa una reprimenda anche contro la cultura occidentale così arrendevole di fronte alle rivendicazioni liberticide dell’Islam. Il gesuita ne ha anche per la stessa Chiesa cattolica, colpevole di portare avanti con l’Islam un dialogo basato sul compromesso, che impedisce la discussione sulle questioni fondamentali. Il problema, secondo padre Boulad, non risiede nel dialogo tra Occidente e Islam, ma all’interno delle comunità islamiche che si oppongono a qualsiasi tentativo di riforma e di evoluzione del loro credo. In particolare l’università di al-Azhar, importante centro di insegnamento religioso al Cairo, per il suo rifiuto di condannare apertamente lo Stato islamico e l’islamismo salafita, portatore delle istanze più oscurantiste e pericolose. Nel corso di una lunga intervista rilasciata a TV Libertés, in Francia, padre Boulad ha parlato di Papa Francesco: “Un mese fa gli ho scritto una lettera: ’padre santissimo e fratello carissimo – visto che siamo entrambi gesuiti – vi ammiro e vi stimo ma permettetemi di farvi notare due cose. Primo, l’islam con il quale dialogate e del quale parlate voi non lo conoscete! (visto che in Argentina la presenza musulmana è pressoché inesistente), poiché l’islam è quasi impossibile da capire finché non ci si è vissuti con, a fianco, dentro! non si può studiare sui libri, non basta! Secondo: questa invasione dell’Europa da parte di migranti musulmani che benedite e incoraggiate, merita una riflessione più profonda’. A questa mia lettera, il papa non ha mai risposto”.

 

 

 

Mangiare in modo incontrollato e sull'onda delle emozioni potrebbe rovinare non solo la silhouette ma anche la memoria. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Appetite e condotto presso l'Università della California Meridionale a Los Angeles. Gli esperti hanno coinvolto 93 individui di 18-65 anni e con una serie di questionari ad hoc hanno raccolto informazioni sia sul loro rapporto sul cibo, sia sulla loro capacità di rievocare il passato, quindi sulla loro memoria autobiografica. Ebbene è emersa una chiara correlazione tra l'abitudine a mangiare in modo incontrollato (abbuffate) o in modo emotivo e una minore performance nel rievocare il proprio passato. L'ipotesi avanzata dagli esperti è che un problema rinforzi l'altro in un circolo vizioso senza fine perché chi ha poca memoria del proprio passato tenderà a dimenticare episodi in cui ha mangiato male e in modo incontrollato e soprattutto non terrà a mente le conseguenze (emotive e fisiche) di quegli episodi, quindi tenderà sempre a ricadere nello stesso errore a tavola.

L'europarlamentare Angelo Ciocca è stato "respinto" all'ambasciata della Tunisia a Roma dove era andato per chiedere spiegazioni sul fenomeno dei cosiddetti 'sbarchi fantasma'. Lo ha denunciato oggi lo stesso leghista a Strasburgo a margine del discorso sullo Stato dell'Unione di Jean-Claude Juncker.  L'episodio si è verificato lunedì scorso: Ciocca si è recato, dietro appuntamento, nella sede diplomatica della capitale. Voleva chiedere all'ambasciatore chiarimenti sul fatto che in Tunisia in occasione delle feste nazionali viene concessa l'amnistia a centinaia di detenuti che poi partono alla volta dell'Italia. "Quando sono arrivato - ha spiegato - e ho citofonato sono stato respinto: la cosa curiosa è che andavo a parlare del problema dei respingimenti dei tunisini irregolari da parte dell'Italia dopo una mia visita al centro di accoglienza di Lampedusa la scorsa settimana. Invece di essere ascoltato il personale si è barricato all'interno", ha concluso informando di aver chiamato i carabinieri.

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