Sabato, 21 Ottobre 2017
Articoli filtrati per data: Giovedì, 10 Agosto 2017

Altro che zigomi perfetti e labbra carnose: la parte che più attrae di un volto sono gli occhi. Uno sguardo magnetico può molto. E questo vale sia per gli uomini che per donne. Mentre il naso è considerato meno importante quando si va alla ricerca di un potenziale partner. E' quanto emerge da uno studio della University of Winchester, pubblicato sulla rivista Evolution and Human Behaviour. Gli studiosi, utilizzando delle fotografie a colori, hanno chiesto a 32 donne e 32 uomini ventenni di valutare i volti femminili e maschili, dando valutazioni a singole caratteristiche come occhi, labbra, capelli, naso o nel complesso a tutto il volto. Nessuna delle immagini mostrate aveva trucco, gioielli, occhiali, orecchini o barbe. Gli uomini che hanno osservato un volto femminile hanno attribuito la massima importanza, tra i particolari, soprattutto agli occhi seguiti dai capelli, mentre le parti apparentemente meno importanti erano considerate il naso e le labbra. Anche per le donne che osservavano gli uomini le valutazioni date erano identiche. E gli stessi risultati sono stati osservati anche quando si doveva dare un giudizio su fotografie di persone dello stesso sesso. Tranne il fatto che per le donne che valutavano immagini di altre donne, nel complesso oltre al naso a essere considerato meno interessante come caratteristica era il volto nel suo insieme

 

I bambini costretti a interrompere la chemioterapia per ipersensibilizzazione potranno continuare la cura grazie ad un metodo innovativo studiato dall’équipe dell’Oncologia pediatrica del Policlinico Gemelli di Roma. Si tratta della pratica di desensibilizzazione al carboplatino, che si basa su un uso efficace del farmaco e consiste nel dare dosi crescenti della sostanza così da evitare reazioni allergiche e rendere l’organismo tollerante al chemioterapico. Lo studio condotto da Antonio Ruggiero (docente Cattolica di Roma - équipe medica dell’Uoc di Oncologia pediatrica della Fondazione policlinico universitario Agostino Gemelli) è stato pubblicato sulla rivista 'Frontiers in Pharmacology'. La tecnica è stata testata su tumori del cervello in età pediatrica (gliomi). I gliomi di basso grado - ricordano gli esperti del Gemelli - sono i tumori cerebrali pediatrici più diffusi: vengono trattati in prima istanza chirurgicamente, mentre in caso di progressione di malattia o di neoplasie ricorrenti con deterioramento delle funzioni visive e ipofisarie, i pazienti vengono sottoposti a chemioterapia e in casi selezionati a radioterapia. Il trattamento chemioterapico più efficace si basa sull’utilizzo del carboplatino, che però può determinare una reazione di ipersensibilità fino a 2 bambini su 3 provocando una interruzione prematura del trattamento, che viene sostituito da chemioterapici di seconda linea, meno efficaci e più tossici in termini di effetti collaterali e rischio di secondi tumori. L’aumento del tempo di infusione, come suggerito da diverse autori, si dimostra spesso inefficace esponendo inoltre i pazienti al rischio di gravi 'Chr' (Carboplatin Hypersensitivity Reaction) che possono essere pericolose per la vita. Lo studio ha permesso di elaborare un protocollo di desensibilizzazione basato su un’infusione prolungata di carboplatino a concentrazioni crescenti: "Il nostro metodo - spiega Ruggiero - consiste non solo in un aumento del tempo di infusione del farmaco, ma in una modalità di somministrazione a concentrazioni crescenti". In questo modo i bambini riescono a tollerare l’infusione e a completare il programma terapeutico. "Questa strategia di somministrazione - precisa l’oncologo pediatra - efficace nei bambini con gliomi, può essere estesa a tutti i tipi di tumore dell’età pediatrica oltre che dell’età adulta per il cui trattamento viene utilizzato il carboplatino. Inoltre, questa strategia può rappresentare il modello di riferimento per le ipersensibilità da altri chemioterapici".

 

 

La decisione l'ha presa Chirac nel 2006 ma il "decreto spiagge" che sta facendo infuriare i vip che amano la Costa Azzurra entrerà in vigore solo il prossimo settembre, quando 22 spiagge sul lungomare di Juan-les-Pins rischieranno di sparire. La Francia vuole il mare libero e i vip della Costa Azzurra si mobilitano per fermare le ruspe che minacciano i loro stabilimenti preferiti. Tra le star c'è Robert De Niro, affezionato cliente del Tetou di Golfe Juan, e Jean- Paul Belmondo, che passa le vacanze al Moorea Nui Plage di Juan les Pins. I due attori guidano una schiera di volti noti in allarme. Entro il 2020 lo Stato deve tornare in pieno possesso dell'80% delle spiagge naturali e del 50% di quelle artificiali. [...] "Artisti internazionali che cercano la spiaggia defilata - dice Frederic Dijan, titolare del Moorea, buen retiro che ricorda la Hawaii - e che dall'oggi a domani rischiano di ritrovarsi fianco a fianco con chi si porta i panini nel frigo". In confronto al Belpaese delle 30 mila attività balneari e dei canoni irrisori, in Francia sembra di essere su Marte: al temine delle attuali concessioni i rinnovi non sono più automatici e gli affidamenti restano limitati a 12 anni. I Comuni hanno diritto di prelazione, i canoni aumentano e gli spazi si riducono. Le strutture fisse sono demolite per far posto a capanne removibili.

 

 

 

 

In Italia gli incidenti causati dalle automobiliste sono molti meno di quelli con responsabilità maschile, ma nonostante questo e sebbene rappresentino quasi il 51,5% della popolazione residente in Italia, sono intestati a donne solo il 46,12% dei veicoli circolanti. E' quanto emerge da una elaborazione di Facile.it, il portale per il confronto delle assicurazioni auto. Il primato delle donne proprietarie di automobili spetta alla Valle d'Aosta dove quasi 6 auto su 10 sono di proprietà femminile (58,10%), mentre fanalino di coda è la Puglia ((36,09%). Le donne proprietarie di auto sono minoranza in tutto il Sud, ma anche in Veneto (48,32%), Piemonte (47,60%), Liguria (47,19%), Lombardia (45,60%), Trentino Alto Adige (41,82%).  E' in seconda posizione per numero di vetture intestate ad esponenti del gentil sesso invece l'Umbria (53,11%), seguita da Friuli Venezia Giulia (51,15%), Lazio (51,06%), Marche (50,92%), Toscana (50,43%), Emilia Romagna (50,41%). Nel Meridione, invece, al primato negativo della Puglia, segue quello di Campania (39,55%), Basilicata (40,45%), Calabria (42,15%), Sardegna (43,60%), Molise (44,11%), Sicilia (45,63%), Abruzzo (48,03%). Eppure notoriamente le donne fanno meno incidenti degli uomini. Fino a non troppo tempo fa, fino quando nel dicembre del 2012 la Corte di Giustizia Europea dichiarò inapplicabile questo genere di differenziazione, tra i parametri considerati per calcolare i premi dell'RC auto rientrava anche il sesso, elemento che favoriva le donne, almeno fino ad una certa età. Infatti, se le neopatentate fino a 19 anni risultavano causare il 25% di incidenti in meno rispetto agli uomini, già tra i 30 ed i 33 anni questa differenza si riduceva al 9% e dagli "anta" le donne denunciavano più incidenti dei loro coetanei di sesso maschile. Ma spesso in realtà spettava a loro, titolari del contratto di assicurazione, denunciare il sinistro causato dal figlio che, come avviene in molte famiglie, faceva i suoi primi anni al volante guidando l'auto materna.

 

 

Il pisolino pomeridiano fa bene alla salute, a patto però che non superi i 40 minuti. A dirlo è uno studio dell'American College of Cardiology, secondo cui il riposino perfetto dura circa 20 minuti.  I ricercatori, studiando 300mila persone in tutto il mondo, hanno visto che "in chi dorme più di 40 minuti nel pomeriggio c'è un aumento del rischio di colesterolo alto, pressione alta e aumento di massa grassa. In particolare, chi dorme oltre 90 minuti ha il 50% in più di possibilità di contrarre il diabete di tipo 2". Anche dormire troppo poco, però, "può essere dannoso e aumentare il rischio di sviluppare la sindrome metabolica". La soluzione ideale, per gli esperti, è un riposino che duri meno di 40 minuti: "Con questa durata non sono emersi rischi, e in alcuni casi è emerso anche un miglioramento delle condizioni generali, specie nelle persone che dormivano meno di mezz'ora".
    

 

Si chiama 'Submelius' ed è il virus malevolo che ha più colpito nelle ultime settimane gli italiani, viaggia sui siti da cui si scaricano film illegalmente, minacciando quasi il 32% degli utenti. Lo rilevano i ricercatori di Eset che hanno stilato la top 5 dei malware più diffusi nel nostro Paese a luglio 2017. "Veicolato principalmente attraverso Google Chrome, Submelius colpisce specialmente siti famosi per la visione di film online", spiega Eset. Il meccanismo di diffusione è questo: l'utente visualizza sul browser le classiche finestre con l'annuncio 'è stato rilevato un virus' o 'guadagna soldi lavorando da casa', poi viene reindirizzato ad un sito che chiede a sua volta di passare ad un altro indirizzo, finché l'utente non clicca su 'accetta', "indirizzando così il browser verso il download di un'estensione dallo store di Google Chrome". Al secondo posto della classifica dei virus malevoli più diffusi in Italia c'è ScriptAttachment (rilevato nel 6% delle infezioni), che viene distribuito come allegato si una email: una volta aperto, scarica e installa differenti varianti di virus, la maggior parte dei quali costituiti da ransomware quelli che prendono in ostaggio i dispositivi e poi chiedono un riscatto.
   

 

A giugno si sono registrate 18 mila presenze con un buon flusso anche da parte dei turisti italiani. A farla da padrone sono soprattutto le low cost e i charter, con cui l'Autorità per il Turismo egiziana ha elaborato un programma di sussidi, come spiega il presidente dell'Egyptian Tourist Authority, Hisham El Demery. E' un fatto che ''oltre il 90 per cento degli italiani che vengono in Egitto lo fanno con voli charter e ora anche con le low cost''. Si continua a lavorare bene con i pacchetti, volo più albergo. A fine ottobre, fanno sapere fonti dell'Autorità per il Turismo egiziano, Air Cairo dovrebbe aprire la prima tratta Milano Malpensa-Sharm el Sheikh. Il vettore di proprietà di Egyptair, National Bank of Egypt e Banque Misr - che opera collegamenti settimanali da Hurgada e Sharm El Sheikh con diverse città europee, quali Stuttgart, Hannover, Dusseldorf, Copenhagen, Oslo, Billund, Belgrade, Tbilisi e Praga - potrebbe così entrare sul mercato italiano. Un mercato, ricorda El Demery, ''per noi molto importante e su cui la nostra azione è a 360 gradi''. Le due campagne di promozione lanciate a settembre 2016 e giugno 2017, rimarca, ''hanno portato i turisti italiani a scegliere di tornare da noi''. "Sono molto fiducioso in merito ai dati di luglio e agosto e su quelli del prossimo inverno'', conclude. Gli ultimi dati relativi al solo mese di giugno parlano per l'Italia di 18 mila presenze a giugno, contro gli oltre 89 mila tedeschi e gli oltre 23 mila statunitensi, su un totale di arrivi complessivi che supera i 532 mila visitatori. Nel frattempo, fa sapere il direttore dell'Ente del Turismo egiziano in Italia, Emad Fathy, ''non abbiamo registrato cancellazioni di prenotazioni'' in seguito all'attacco del 14 luglio a Hurgada, sul mar Rosso. In quell'episodio morirono accoltellate due turiste tedesche e una cittadina ceca.
 

La vettura, che è anche elettrica, è stata progettata da un team di studenti olandesi.  È fatta di zucchero, può trasportare quattro persone ed è in grado di raggiungere la velocità di 80 chilometri all'ora. Cosa ancora più importante, secondo i suoi inventori è la nuova frontiera della mobilità sostenibile. Si tratta dell'automobile biodegradabile, per di più elettrica, progettata da un gruppo di studenti olandesi - ribattezzatosi TU/Ecomotive - della Eindhoven University of Technology. Lina, questo il nome della vettura, oltre a richiedere meno energia per essere prodotto rispetto alle automobili costruite impiegando allumino e fibra di carbonio, con un ulteriore vantaggio a livello di sostenibilità ambientale, il prototipo incorpora una tecnologia wireless nelle portiere in grado di riconoscere il guidatore: funzione, questa, rende la vettura potenzialmente adatta all'impiego nei servizi di car sharing. "Solo le ruote e i sistemi di sospensione non sono fatti di materiali a base biologica", svela Yanic van Riel, uno dei progettisti del mezzo, spiegando che l'auto è per la maggior parte realizzata con una resina derivata dalle bietole da zucchero, ricoperta con fogli di lino coltivato nei Paesi Bassi. Una struttura ultraleggera, che fa si che il mezzo pesi solo 310 chilogrammi, pur presentando un rapporto forza-peso simile a quello del vetroresina. La particolare composizione della carrozzeria, d'altra parte, ha per ora impedito al prototipo dii passare i crash test. "Non si piega come il metallo, ma si spezza", segnala il leader del team, Noud van de Gevel. Ad ogni modo, i creatori di Lina puntano a iniziare i test di guida già quest'anno, una volta ottenuto il via libera dalla motorizzazione olandese.

 

 

Il Numero unico delle emergenze dovrebbe facilitare le richieste di intervento. Ma non è così. La storia raccontata da Valentina Ruggiu è un esempio di come si può morire perché i soccorsi tardano ad arrivare. Il 112, numero unico europeo per le emergenze, è diventato operativo da pochi giorni anche in Italia dopo essere stato varato con la riforma della Pubblica amministrazione e aver ottenuto l'ultimo via libera il 4 agosto scorso. Il modello è quello del 911 americano, un solo numero per ogni tipo di emergenza, non soltanto in Italia, ma in tutta Europa. Il servizio, attivo 24 ore su 24 in tutti i Paesi dell'Unione Europea, è gratuito sia da rete fissa che da mobile. La chiamata può essere fatta anche quando non c'è campo, quando il cellulare è bloccato con il codice Pin o quando non si ha credito telefonico. Il ministero dell'Interno ha messo a punto un elenco con 32 tipologie di intervento, in modo che chi riceve la chiamata, grazie a quel vademecum, possa sapere immediatamente chi attivare. Il Nue (numero unico di emergenza) con il tempo andrà a sostituire completamente tutti gli altri numeri di emergenza: il vecchio 112 per contattare i Carabinieri, il 113 per la Polizia, il 115 per i Vigili del fuoco e il 118 per il soccorso sanitario. Al momento tutti questi numeri convergono già sul nuovo 112, anche se possono ancora essere digitati direttamente. In questo caso la chiamata viene comunque reindirizzata al call center del Nue che raccoglie la segnalazione e la inoltra alla centrale di emergenza. Il numero non è ancora attivo in modo uniforme in tutte le province d'Italia. Sono partite la Liguria, la Lombardia, il Piemonte, il Trentino, la Sicilia ed il Lazio. Sta per decollare il Veneto. Umbria e Marche, invece, hanno deciso di fondersi (per quanto riguarda l'emergenza) e fare una sola centrale che serva le due regioni, come avviene già per la Valle d'Aosta che dipende dalla centrale Piemontese di Torino. A Torino i sindacati sono partiti all'attacco contro il nuovo servizio. Ci sono voluti 26 anni per trasformare l'idea di un numero unico europeo per le emergenze in realtà. La decisione fu presa nel 1991, ma i tempi di attuazione sono stati molto lunghi. Nel 2004, dopo 13 anni, l'Unione Europea decise che, entro il 2008, il 112 Nue (Numero Unico Emergenze) sarebbe dovuto essere esteso a tutti i Paesi membri. Alcuni Stati si sono adeguati subito alla direttiva comunitaria, ma non si può dire lo stesso per l'Italia che ha cominciato con dei progetti pilota a partire dal 2009 nelle province di Biella, Brindisi, Modena, Pistoia, Rimini e Salerno. Il 21 giugno 2010 il numero è stato attivato nella provincia di Varese e dal 3 dicembre 2013 è stato esteso anche alla provincia di Milano. Il 19 maggio 2015 è entrato in funzione anche nelle restanti province lombarde di Brescia, Sondrio, Mantova, Cremona, Lodi e Pavia con l'apertura di una nuova centrale operativa a Brescia. Con il Giubileo del 2015-2016 anche per Roma e provincia è stata disposta l'attivazione. Nel 2008 solo il 22% della popolazione europea sapeva dell'esistenza del numero unico di emergenza, per questo nel 2009 la Commissione europea, il Parlamento e il Consiglio Ue hanno firmato una risoluzione per istituire l'11 febbraio come la "Giornata europea del 112". "In Italia ci si sveglia sempre quando è troppo tardi. E oggi è troppo tardi, perchè un uomo di Albano Laziale, vicino Roma, è morto nonostante i disperati tentativi della figlia di mettersi in contatto con i soccorritori. è morto a causa di uno stato assassino che lascia crepare i cittadini facendo rimanere 'in attesà per decine di minuti i familiari abbandonati a se stessi". Lo dichiara Sandra Savino, parlamentare e coordinatrice regionale di Forza Italia Fvg. "All'inizio di quest'anno - prosegue l'esponente forzista - avevo presentato una proposta di legge, bocciata, per l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta per valutare la condizione complessiva del sistema sanitario italiano, con particolare attenzione alla qualità degli accessi al Pronto Soccorso e alla gestione del Numero Unico di Emergenza 112, che nella mia regione, il Friuli Venezia Giulia, sta provocando, per ora fortunatamente senza morti, una serie infinita di gravissimi ritardi e intoppi tecnici. Chi parla di rodaggio del sistema dovrebbe avere la decenza di misurare le parole, trattandosi non di macchine ma della vita delle persone". "Ritengo il minimo, ora - precisa Savino - che chi è responsabile paghi per questo episodio indegno di un Paese che si dice civile e che il Ministro Lorenzin venga a riferire in Parlamento al più presto. Uno Stato che per negligenza - conclude - è incapace di garantire ai cittadini il diritto alla propria salute non è uno stato libero e democratico".

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