Domenica, 22 Ottobre 2017
Articoli filtrati per data: Sabato, 11 Marzo 2017

Le immagini dell'omicidio di Marcello Cimino, il clochard bruciato vivo nella notte a Palermo. Sequenze agghiaccianti, riprese da una videocamera di sorveglianza, riprendono infatti la morte dell'uomo bruciato vivo e per il quale non c'è stato nulla da fare: un uomo con il volto semicoperto, poco dopo la mezzanotte, si avvicina al giaciglio di Cimino con un secchio bianco pieno di benzina per poi versala sull'uomo che sta dormendo, dargli fuoco e poi scappare.

"Sangue mio, come hanno potuto farti questo? Mio fratello era una brava persona. Non meritava di essere bruciato vivo. Chi l'ha ucciso non è una persona umana". Lo ha detto  Patrizia Cimino, la sorella di Marcello Cimino, il clochard quarantacinquenne di Palermo bruciato vivo la notte scorsa mentre dormiva nel suo giaciglio sotto ai portici della mensa dei Cappuccini.

Patrizia Cimino tiene a sottolineare: "Mio fratello aveva una casa in cui abitare, ma da qualche tempo aveva deciso di dormire qui, alla missione dei Cappuccini. E' stata una sua scelta". Marcello Cimino si era separato da poco tempo dalla moglie da cui aveva avuto anche dei figli.

Quando la donna vede il video in cui si vede chiaramente l'assassino che versa la benzina sul clochard e poi gli dà fuoco, scoppia a piangere. "Ma che è uomo è uno che brucia viva un'altra persona? - dice tra le lacrime - Mio fratello non aveva mai fatto del male a nessuno. Aveva deciso di venire qui dopo la separazione. Non capisco tutta questa ferocia". La sorella di Marcello Cimino vuole vedere il luogo in cui è morto il fratello. Ci sono dei fiori che qualcuno ha sistemato dove c'era il giaciglio di Marcello. Mentre la missione dei cappuccini ha affisso un cartello in cui si avvertono gli indigenti che la mensa riaprirà solo lunedì "per lutto".

"Marcello era una brava persona - ripete Patrizia Cimino - come si fa a morire così? Non lo capisco". Marcello aveva altri cinque fratelli. "I nostri rapporti erano normali - dice - ma aveva deciso di venire a dormire qui". Accanto a lei c'è il marito, che preferisce non vedere il video. Intanto, il luogo dell'omicidio è diventato un crocevia di persone che rendono omaggio al clochard. "Era una brava persona che non andava fastidio a nessuno", continuano a dire.

Ma in che mondo stiamo vivendo ? Dove stiamo andando ?  

 La riforma della Pubblica Amministrazione firmata dal ministro Marianna Madia ridisegna la geografia del lavoro nel pubblico impiego. Oltre alla lotta all'assenteismo, al superamento del precariato e alla stretta sui licenziamenti disciplinari la normativa prevede di intervenire anche sul tema delle visite fiscali, introducendo numerose novità.

 L'intento è rendere la materia più ordinata, istituendo un polo unico in capo all'Inps, stabilendo fasce orarie di reperibilità e introducendo controlli ripetuti e mirati attraverso cui svolgere gli accertamenti sulle malattie dei lavoratori. Vediamo, nel dettaglio, le novità sulla visite fiscali previste nella riforma della Pa.

 INPS - E' previsto un polo unico per le visite fiscali in capo all'Inps che effettua già gli accertamenti medico-legali delle assenze per malattia del settore privato con 1.200 medici. Il polo unico quindi modificherà l'attuale meccanismo che prevede per i dipendenti pubblici il controllo da parte delle Asl.

 FASCE ORARIE - Al fine di armonizzare la disciplina dei settori pubblico e privato verranno stabilite le fasce orarie di reperibilità entro le quali dovranno essere effettuati i controlli. Al momento i dipendenti privati assenti per malattia devono essere reperibili quattro ore al giorno, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, i dipendenti pubblici invece sette ore dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.

 Una semplificazione possibile potrebbe essere di far coincidere le fasce o di non ritenerle indispensabili assicurando la costante reperibilità del lavoratore pubblico o privato in caso di malattia, salvo i casi di preventiva e comunicata necessità sanitaria o nei casi di documentata urgenza medica. L'obiettivo è quello di controlli mirati, ripetuti ed efficaci, tentando di massimizzare il 'tasso di rendimento' delle visite.

POTENZIAMENTO RISORSE - Restano ancora alcune incognite sulle risorse finanziarie e umane che, secondo l'Inps, dovranno essere necessariamente incrementate per potenziare i controlli sugli statali. Attualmente l'istituto dispone di circa 1.200 medici legali che potrebbero svolgere 3 visite fiscali al mattino e 3 al pomeriggio, che al momento non svolgono, e con le visite agli statali potrebbero arrivare a saturare questo potenziale. Il proposito è quindi quello di assicurare la continuità ai medici già iscritti nelle liste speciali dell'istituto ed eventualmente ampliare la platea trasferendo le professionalità dei medici delle Asl.

 

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