Mercoledì, 19 Febbraio 2020

L’OLTREPÒ DEL VINO AMA VIAGGIARE... CON LA RARA CAPACITÀ DI TROVARSI ALLA FINE, COMUNQUE E SEMPRE, AL PUNTO DI PARTENZA

Anno nuovo, vita nuova. L’Oltrepò del vino ama viaggiare, in senso fisico e figurato, con la rara capacità di trovarsi alla fine, comunque e sempre, al punto di partenza. I leader moderni si dividono: c’è chi ha salutato il 2020 sulle assolate spiagge delle Hawaii e chi in conferenza stampa, lanciato a bomba verso il sol dell’avvenire, annunciando di veleggiare verso traguardi così straordinari da far impallidire il defunto Duca Antonio Giuseppe Denari. Vi è poi il super imbottigliatore che ha salutato l’anno nuovo aggiudicandosi un maxi finanziamento per l’export su un progetto da 200mila euro, alla faccia di chi gli lascia pezze e vino, dai 30 ai 70 centesimi al litro, perché lui possa evidentemente fare il miracolo di mercato non solo in Italia ma anche nel mondo… la classe non è acqua?! Veniamo, invece, a ciò che conta di più di questo inizio anno: mentre si pensa già alle elezioni per il rinnovo cariche a Terre d’Oltrepò, si è tenuta nella sede di La Versa la conferenza stampa di presentazione dell’accordo commerciale tra la cooperativa Terre d’Oltrepò (unica proprietaria di La Versa che sta sollevando Cavit dal fardello del 30%) e il Gruppo Francoli. L’obiettivo è arrivare nel 2020 a 1 milione di bottiglie di Metodo Classico più altre 400 mila bottiglie dei vini firmati dall’enostar Riccardo Cotarella. Al bar di Santa Maria della Versa qualche lingua biforcuta ha subito commentato: «Praticamente nel 2020 ci saranno due soli, due vendemmie e i marziani arriveranno in Oltrepò… è scappata anche Cavit! Oggi l’Oltrepò produce 350 mila bottiglie di DOCG e pensandola in pochi mesi loro produrranno 1 milione di bottiglie entro il 2020… e le venderanno? A chi? A che prezzi?

Faranno bene o faranno male agli altri produttori?». Al di là delle prese di posizione colorite da incredulità popolare, d’altra parte “anno bisesto anno funesto”, sono occorsi 3 anni, da gennaio 2017 a gennaio 2020, per mettere a fuoco un percorso per la storica cantina, fondata nel 1905 da Cesare Gustavo Faravelli e fallita nel luglio 2016.

Gli artefici del rilancio nazionale e internazionale (isole comprese) saranno l’onnipresidente Andrea Giorgi, numero uno di Terre e La Versa per dirla come gli addetti stampa locali, il neo direttore commerciale, Massimo Sala, e il gruppo Francoli, che già è impegnato a distribuire tanti marchi vinicoli ma che con La Versa sente di poter fare grandi cose.

Commoventi le parole di Alessandro Francoli alla conferenza stampa: «Conosco molto bene La Versa, fin da quando era il marchio italiano d’eccellenza. Ero un giovane studente a Pavia, vedevo le bottiglie La Versa esposte ovunque e io mi sentivo un po’ come un bambino che sta dietro una vetrina di dolci e non può toccarli, in quanto la nostra era un’azienda molto più piccola. Questi spumanti si trovavano a gare di ciclismo, voli Alitalia, gran premi di Formula Uno… era veramente un sogno inarrivabile». Un vero colpo di fulmine, insomma, struggente da far pensare che non vorrà nemmeno le provvigioni. Toccanti anche le dichiarazioni del neo direttore commerciale di La Versa, Massimo Sala: «In questi 6 mesi, in cui ho avuto l’onore di dirigere l’azienda, ho capito che noi avevamo bisogno di un’eccellenza che ci permettesse di far parlare sul territorio nazionale. Ritengo che la rete vendita del Gruppo Francoli sia la migliore in Italia ed è per questo che abbiamo deciso insieme di investire in questo progetto». Un grande abbraccio collettivo, un amore incontenibile, una libidine con i fiocchi e le bollicine. Ora i soci di Terre d’Oltrepò che per La Versa si sono indebitati attendono di vedere nel loro piccolo: bottiglie posizionate, bottiglie vendute, bottiglie riordinate, prezzi di posizionamento non da Prosecco e regolarità nell’incasso dei pagamenti. Ma a muoversi non è solo Giorgi Andrea.

C’è anche un apparentemente defilato Giorgi Fabiano a fare la sua parte: in attesa che il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese resetti il consiglio d’amministrazione e le regole di voto per dimostrare nei fatti di voler far contare Distretto & Friends, lui prepara il suo progetto per diventarne futuro presidente. Il suo testimonial e ormai collega Gerry Scotti è diventato commendatore, lui dev’essere almeno multi presidente.

Non onipresidente come Andrea Giorgi, ma chi merita deve giustamente avere il suo spazio e la sua poltronissima. Per raggiungere i traguardi di Andrea Giorgi avrà tempo ma ha dalla sua il fatto che è giovane… si farà…

di Cyrano de Bergerac

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