Martedì, 10 Dicembre 2019

OLTREPÒ PAVESE – VOGHERA - «IL WEB A SCUOLA UNA FALSA RISORSA: DIVENTA SCUSA PER FACILITARSI LA VITA»

Nell’epoca della presupposta conoscenza universale, con internet a fare da deus ex machina per giovani e giovanissimi, la scuola vede il suo ruolo cambiare ed essere costantemente messo in discussione. è per questo che diventa necessario guardare “Oltre i confini” e il preside del Maserati e Baratta di Voghera Filippo Dezza presenta un nuovo progetto contro la “dispersione scolastica”: l’obiettivo è evitare che situazioni di disagio economico, famigliare o linguistico, possano spingere alcuni ragazzi ad allontanarsi anzitempo dal percorso educativo, gettando in qualche modo la spugna e contribuendo ad alimentare non solo un vuoto culturale ma anche e soprattutto sociale.

Dezza, può spiegare meglio di che tipo di progetto si tratta?

«“Oltre i confini” è un progetto nazionale, che coinvolge circa 70 istituti, avente come obiettivo principale la prevenzione alla dispersione scolastica, creando in alcune categorie di studenti “a rischio” motivazioni e stimoli a permanere nell’ambito scolastico».

A chi si rivolge?

«è rivolto a studenti delle classi prime, sia della sede Maserati che del Baratta, caratterizzati da situazioni socio-relazionali di particolare difficoltà e comunque da situazioni che potrebbero facilmente ‘distrarre’ il ragazzo dalla frequenza scolastica: disagio famigliare in tutte le forme come disagio economico o difficoltà di lingua».

Quando, dove e termini di attuazione?

«Verrà attuato utilizzando un locale appositamente attrezzato presso la sede Baratta, destinato proprio allo svolgimento dei corsi e delle attività didattiche che verranno programmate e che troveranno realizzazione a partire dal mese di novembre. Si tratterà di lezioni a carattere eminentemente laboratoriale realizzate da un gruppo di docenti, circa una dozzina, di diverse discipline, i quali svolgeranno attività sia curricolari che ludico-formative volte ad accrescere nel gruppo di studenti coinvolto un adeguato interesse verso il lavoro scolastico. Parte di queste attività saranno al mattino ma il grosso sarà in orario pomeridiano».

Quanti studenti vogheresi interessa?

«Parliamo di circa 70 studenti già iscritti. Ma il dato è piuttosto ondivago, soprattutto in prospettiva futura».

Il nome del progetto è “Oltre i confini”, ma di quali confini si parla?

«Sono i confini del disagio in tutte le sue espressioni, i confini dell’aula scolastica vista solo come quattro mura che isolano l’adolescente dal mondo e dalla realtà che lo circonda, sono i pregiudizi della società adulta come di quella formata dai coetanei».

Il tessuto sociale, anche a livello locale, è in continua evoluzione e sempre più eterogeneo. Quanto è diffusa questa “crisi”, se così si può dire, che porta ad allontanarsi dalla scuola? è possibile definirla con dei numeri?

«Definire tale crisi con numeri è praticamente impossibile, soprattutto dal mio osservatorio in particolare, considerato che tutto sommato la realtà che dirigo e più in generale la situazione vogherese non presenta toni particolarmente drammatici in questo senso. Vero è però che le forme di disagio sono moltissime e molto spesso latenti: parliamo di disagio famigliare, sociale, economico e relazionale. L’integrazione e la relazione fra etnie e culture diverse non è, per quanto mi riguarda, un problema se visto con gli occhi dei ragazzi; se invece si comincia a ragionare con la testa degli adulti (i genitori) allora diventa una criticità che la scuola si deve attrezzare a combattere e, meglio ancora, a prevenire».

Crede che i metodi di insegnamento tradizionali siano ancora “attuali” in un mondo in cui la conoscenza globale è a portata di mano grazie al web?

«Purtroppo credo che la mia opinione sul tema sia abbastanza fuori dal coro: io non credo nella bontà del web in qualunque forma esso venga usato, tanto meno se a fini educativi. Siccome ormai non si parla più di uso ma di ‘abuso’ delle tecnologie, di per sé assolutamente non da demonizzare, le forme tradizionali di insegnamento non solo restano, per quanto mi riguarda, più che mai attuali e utili ma acquistano un valore aggiunto riscontrabile proprio nella loro supposta obsolescenza».

Crede che questo accesso illimitato alle informazioni sia una falsa risorsa per gli studenti?

«La scuola è luogo di educazione, di crescita e di formazione, non è occasione per inventarsi un modo per rendere la vita facile e veloce. è quindi inevitabile che l’abuso delle tecnologie diventi alibi perfetto per evadere dalla scuola e dalle sue regole: che motivo ho di dar retta a quattro insegnanti che me la raccontano su quando con un clic ho accesso diretto al mondo dell’informazione, della cronaca, del finto sapere, dell’apparenza e della globalità?».

 di Christian Draghi

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