Domenica, 18 Agosto 2019

COME SAREBBE UN CIRCUITO “I CASTELLI DELL’OLTREPÒ PAVESE”?

In epoca longobarda le terre a sud del Po erano sottoposte al controllo dell’abbazia di San Colombano di Bobbio, una vera e propria potenza politica e spirituale dell’epoca. Soltanto nel 1164 l’Imperatore Federico I concesse alla città di Pavia il diritto di nominare i consoli nelle zone che costituiscono l’attuale Provincia di Pavia e, in questa concessione, le zone a sud del Po vennero denominiate “Oltre Po”. Prima di allora l’Oltrepò Pavese amministrativamente non esisteva. Nel corso del XIII secolo l’Oltrepò fu scenario di sanguinose battaglie, soprattutto nel biennio 1215-16, quando la quasi totalità dei castelli della Valversa venne distrutta dall’invasione piacentina. Nel 1359 il territorio cadde sotto la denominazione della famiglia Visconti di Milano, a cui seguirono gli Sforza. Nel 1499 venne compreso insieme a quello pavese nel Principato di Pavia.

Tra il XI e il XVII secolo vennero edificate numerose rocche e fortificazioni, sia ad uso difensivo che adibite a dimora. Molte di queste strutture sono andate distrutte nel periodo delle battaglie medievali e mai più ricostruite, come ad esempio quelli situati in Valversa. Alcuni sono sopravvissuti fino al XIX secolo, per poi essere rovinati da restauri poco accurati o riqualificati come cascine ad uso agricolo. Altri, invece, sono giunti fino ai giorni nostri recuperati da privati o di proprietà della pubblica amministrazione.

Purtroppo la maggior parte di castelli e delle dimore signorili situate sul nostro territorio non sono visitabili in quanto frazionate in varie proprietà private oppure in totale stato di abbandono. Questa è un’enorme pecca in quanto non si riesce a dare la giusta valorizzazione che il nostro territorio merita. Situazione differente accade invece nel vicino, e nemico (si fa per scherzare), territorio piacentino. Da circa vent’anni è stata fondata l’associazione dei “Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli”, in cui mecenati, proprietari privati e pubbliche amministrazioni garantiscono l’apertura al pubblico di una cinquantina di immobili storici.

Attualmente in Oltrepò sono sopravvissuti all’incirca una quarantina di siti storici, divisi tra resti, rocche e dimore. Sarebbe bello ipotizzare, sulla falsa riga di quello che accade sul piacentino, un circuito “I Castelli dell’Oltrepò Pavese”.

Rocche e castelli pubblici o visitabili:

Arena Po

Montebello della Battaglia

Montesegale

Nazzano –Rivanazzano

Oramala – Colli Verdi

Romagnese

Varzi

Voghera

Zavattarello 

Rocche e castelli con attività accessorie:

Cigognola – Azienda Agricola

Luzzano – Rovescala – Azienda Agricola

Mornico Losana – B&B ed Eventi

Pietra de’ Giorgi – Sede Comunale

Rovescala – Azienda Agricola

San Gaudenzio – Cervesina – Ristorante e B&B

San Re – Barbianello – Azienda Agricola

Stefanago – Azienda Agricola

Torrazzetta – Borgo Priolo – Agriturismo

Torre degli Alberi – Ruino – Azienda Agricola

Torre San Michele – San Damiano al Colle – Azienda Agricola 

Rocche e castelli privati o non visitabili:

Castana

Branduzzo – Castelletto di Branduzzo

Golferenzo

Montalto Pavese

Montecalvo Versiggia

Montù Beccaria

Rocca Susella

Torre di Pizzofreddo – Santa Maria della Versa

Torre Griziotti – Santa Giuletta

Torremenapace – Voghera

Rocca Superiore - Stradella

San Damiano al Colle

San Ponzo Semola- Ponte Nizza

Santa Giuletta

Silvano Pietra

Soriasco - Santa Maria della Versa

Volpara

Zenevredo 

Ruderi:

Montuè – Canneto Pavese

Pinerolo Po

Rocca de’ Giorgi

Santa Margherita Staffora

Torrazza Coste

Torre Bianchina – Borgo Priolo

Torre del Monte – Borgo Priolo

Torre di Bagnaria

Torrone – Santa Maria della Versa

Trebbiano Nizza – Ponte Nizza

Val di Nizza 

Rocche o castelli non più esistenti o di cui rimangono alcune tracce:

Donelasco – Santa Maria della Versa

Lirio

Montarco di Sannazzaro – Santa Maria della Versa

Rocca inferiore – Stradella

Ruino – Colli Verdi

Montarco di Sannazzaro – Santa Maria della Versa

Torricella Verzate

Staghiglione

San Giovanni – Godiasco

Sant’Antonino – Torrazza Coste

 

 di Manuele Riccardi

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