Domenica, 22 Settembre 2019

OLTREPÒ PAVESE - «IL CONSORZIO TUTELA VINI, VA VISTO COME UN MOTORE DIESEL CHE SI STA SCALDANDO»

Francesco Pantano, 31 anni, è un imprenditore titolale dell’Azienda Pigiato Vini, e sommelier Ais (Associazione Italiana Sommelier). è Presidente di Vitis Vinifera Project, Associazione di promozione sociale che si occupa di valorizzare la viticoltura e le Aziende Vitivinicole dell’Oltrepò. Inoltre, da diversi anni collabora con il Consorzio di Tutela Vini Oltrepò Pavese. Pantano, enologicamente parlando, il suo cognome non è strettamente “autoctono”. Diciamo che io sono “alloctono” (non originario della zona, ndr), e forse è anche per questo che determinate cose che ho fatto in Oltrepò sono riuscito a realizzarle. Probabilmente vedo le cose in modo differente rispetto ad un oltrepadano “autoctono” non in modo migliore, ma differente. Sono arrivato qui alla tenera età di un anno perché mio padre, impiagato statale, è stato trasferito da Genova a Casteggio.

Come si è avvicinato al mondo del vino?

«Molto presto. Già alle elementari ho iniziato con le mie prime vendemmie dai vicini di casa che avevano le vigne. La vigna poi mi ha sempre appassionato e questo interesse l’ho coltivato diciamo così, fino ad oggi. Anni fa lavoravo presso un’Azienda vitivinicola di Montalto, dove mi occupavo sia della parte commerciale che del magazzino, a volte anche della cantina. è qui che ho capito che il mondo del vino e tutto quello che vi ruota attorno aveva un certo appeal su di me, e successivamente ho iniziato a frequentare il corso per sommelier AIS a Pavia. Terminato il corso è stato un continuo crescendo, arrivando alla realizzazione dell’Azienda».

Possiamo dire che la sua è un’Azienda che va un po’ fuori dai canoni tradizionali dell’Oltrepò?

«Per non entrare in competizione con Aziende che conosco, che stimo e rispetto, abbiamo realizzato solo ed esclusivamente dei blend, basandoci soprattutto sul principio della zonazione. Le uve utilizzate provengono solo da zone vocate e la nostra produzione è destinata ad un mercato di nicchia».

Quando nasce Vitis Vinifera Project?

«Vitis Vinifera Project nasce nel 2015 per volontà mia e di altri ragazzi, tra cui Stefano Contardi, giovane Enologo dell’Oltrepò Pavese».

Come mai questa scelta?

«Nel 2015 mi sono reso conto che mancavano eventi nel territorio, per quanto riguardava il mondo del vino. C’era sempre da spostarsi fuori zona eallora abbiamo pensato “Dai, iniziamo a vedere cosa possiamo fare noi…”. Da qui nasce Vitis Vinifera Project, con l’idea di rilanciare le Aziende locali sul territorio».

Quali sono i principali eventi da voi organizzati?

«In questi anni abbiamo organizzato diversi eventi sul territorio. “Calici di fine estate” è ormai un format collaudato che teniamo a mantenere con costanza. L’anno scorso abbiamo raggiunto circa 2000 persone. Quest’anno sarà la quinta edizione. Altro evento di cui vado fiero è “Sparkling Made in Oltrepò”, bollicine abbinate al gioco del golf, tenutosi presso il Golf Club di Salice Terme. Inizialmente gli eventi sul territorio mancavano, e soprattutto mancavano eventi di qualità, noi possiamo dire di esserci riusciti. Basti pensare a “A qualcuno piace rosso” nel castello di Varzi, a “Wine Christmas”, la prima mostra mercato di Natale dedicata ai vini del territorio e realizzata a Riccagioia, dove ha sede il Consorzio, oppure “Oltre Festival e il Giardino del Pinot Nero” primo evento interamente dedicato al Pinot Nero, portato in scena nella storica certosa Cantù di Casteggio. Abbiamo iniziato noi per primi e ci sono voluti parecchi anni, qualche format alla fine ce l’hanno pure copiato…».

Vitis Vinifera Project però non è solo vino

«No, abbiamo organizzato “Birrifici in Borgo”, dedicato ai birrifici artigianali dell’Oltrepò e della Lombardia. Quest’anno abbiamo deciso insieme all’amministrazione uscente, di organizzarlo presso il Pistornile di Casteggio, un borgo medievale che merita di essere rilanciato anche grazie a quest’evento, che sicuramente avrà successo. Quando siamo nati noi come Associazione vedevamo la mancanza di eventi, ora per me sono troppi e neanche troppo curati. Oggi ci sono numerosi eventi sul territorio e questo crea alle Aziende delle difficoltà, che dovendo fare delle scelte, spesso preferiscono partecipare ad eventi fuori zona».

Prossimi progetti?

«Presto apriremo la nuova sede a Casteggio, città che per anni è stata il fulcro del comparto vitivinicolo, e andremo ad ampliare la compagine sociale, inserendo alcune donne che conoscono bene il mondo del vino.  Punteremo a fare una campagna di rilancio del vino oltrepadano partendo dai locali di tutta la Provincia di Pavia, perché è essenziale per le Aziende essere conosciute in primo luogo sul proprio territorio, prima ancora di andare fuori. Inoltre vorremmo portare avanti una nuova mission, cioè avvicinare la gente al consumo del vino dell’Oltrepò Pavese, attraverso corsi innovativi che presto presenteremo».

Pantano, Lei da anni collabora con il Consorzio di Tutela Vini, Ente che al momento sembrerebbe vivere un periodo di rinnovamento radicale.

«Collaboro col Consorzio da circa quattro anni. Quest’anno per la prima volta sono stato parte attiva presso lo stand del Consorzio al Vinitaly. Negli anni precedenti invece ho preferito “viverlo” nel vero senso della parola, dedicandomi alla degustazione dei vini provenienti da tutta Italia e non solo. Quest’anno invece mi sono occupato dello storytelling del territorio presso lo stand consortile. Per quanto riguarda la situazione attuale, io ritengo che il Consorzio sia l’unico Ente riconosciuto sul territorio. Sono dispiaciuto quando sento che alcune aziende abbandonano l’Ente, ma capisco anche le loro  problematiche, dovute soprattutto a quello che il Consorzio è stato in passato. Ritengo che i vertici attuali siano persone capaci ed in primis ripongo una grande fiducia nel Presidente Gatti, una persona per me preparata e competente. Mi rendo conto che con tutte le problematiche che si stanno affrontando, il Consorzio va visto come un motore diesel che si sta scaldando. Ad oggi, l’intenzione è quella di rivedere le denominazioni, puntando di più su determinati vini e organizzare eventi fuori dal territorio. Sono tutte cose che arrivano gradualmente. Il Consorzio sta andando nella giusta direzione, ma ci vuole tempo per realizzare queste cose. Le Aziende che purtroppo escono probabilmente non se ne rendono conto che ci vuole tempo. Parlano di “progetto condiviso” e secondo me pian piano si arriverà a questo».

Nel marzo scorso è stato approvato il decreto legge che regolerà l’enoturismo in Italia. Secondo Lei ci saranno dei riscontri positivi?

«Sicuramente è un fattore determinante in quanto le cantine e gli Enti vicini alle aziende, potranno realizzare a tutti gli effetti veri e propri “wine tour” esperienziali in cantina. Anche noi come Vitis Vinifera Project abbiamo organizzato nel mese di Marzo un tour esperienziale in cantina con gli studenti dell’Università Bocconi di Milano, che frequentano un Master Internazionale in Corporate Finance diretto dal Dott. Alberto Dell’Acqua. Il gruppo era composto da ragazzi di diciannove nazionalità differenti, che non sapevano nemmeno cosa fosse l’Oltrepò Pavese. Abbiamo organizzato il loro tour, con visita alla Tenuta Frecciarossa, pranzo e degustazione di piatti tipici a Calvignano e visita al borgo di Fortunago. Un’esperienza completa sul territorio».

di Manuele Riccardi

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