Mercoledì, 24 Aprile 2019

OLTREPÒ PAVESE -- «BASTEREBBERO 2 EURO AL GIORNO PER UN SERVIZIO DI ELISOCCORSO NELLA PROVINCIA DI PAVIA»

Ad Arena Po sorge un’attività che si occupa di fornire servizi di volo a privati, aziende ed enti pubblici. Parliamo della Air Service Center, attiva da oltre trent’anni. Abbiamo incontrato Cristiano Acuto, direttore della scuola di volo e direttore operativo dell’organizzazione.

Come ha preso il via questa realtà?

«Noi siamo nati come associazione nel 1986 e ci siamo stabiliti in Oltrepò. Prima con altri soci eravamo di casa all’aeroporto di Rivanazzano, poi ci siamo spostati nella struttura attuale nel comune di Arena Po.»

Esisteva già qui una struttura dedicata al volo o l’avete messa in piedi dal nulla?

«Qui non c’era nulla, ma abbiamo poi saputo che il nostro campo era stato una vecchia pista militare durante la Seconda Guerra Mondiale. Infatti, fino a circa un anno fa c’erano i resti di un bunker a poche decine di metri da qui, che sono stati poi rimossi. Della pista vera e propria però non c’erano tracce visibili.»

Per quale motivo vi siete installati in Oltrepò?

«Noi siamo nati principalmente per occuparci dei trattamenti e delle irrorazioni sui vigneti. Questa era una zona molto ricca sotto questo punto di vista. Nello stesso tempo abbiamo sempre avuto attiva una scuola di volo; nel corso degli anni ci siamo specializzati anche in altri settori. Trasporto passeggeri, controlli sui metanodotti, servizio antincendio, ricognizione e sorveglianza. Poi abbiamo iniziato a lavorare anche in montagna, occupandoci di trasporto alpino e di consegnare i materiali per la costruzione dei rifugi.»

Infatti quella di Arena non è l’unica struttura in capo alla vostra organizzazione…

«Sì, abbiamo due basi secondarie a Vipiteno e a Cortina d’Ampezzo.»

Quante persone lavorano qui?

«Adesso siamo circa una ventina fra piloti, tecnici e impiegati.»

E nessuno si occupa più dei lavori in campo agricolo…

«Si, quella parte è andata a sparire. Abbiamo fatto ancora di recente alcuni trattamenti sul riso nel Monferrato, nel Vercellese e nel Novarese, anche per le zanzare…»

E funzionava?

«Funzionava bene, il problema è che sono venuti meno i finanziamenti… Abbiamo avuto diversi riscontri da parte dei cittadini delle zone interessate proprio in relazione a questo aspetto. La differenza, quando i trattamenti anti-zanzara si sono interrotti, è stata percepita.»

Da dove proviene la vostra utenza?

«Noi abbiamo avuto clienti da tutta Italia, adesso iniziamo ad avere anche richieste dall’estero. Ovviamente di tutte le carature.»

Come siamo messi in Oltrepò, in quanto ad infrastrutture per il volo?

«L’elicottero sicuramente ha la facoltà di essere molto più libero dell’aereo. Noi con la disponibilità di un semplice giardino di casa, se ovviamente ci sono le misure di sicurezza, ovvero le giuste distanze rispetto ad eventuali ostacoli, non abbiamo problemi ad atterrare. L’elicottero decolla da terra verticalmente, non ha bisogno di grandi spazi. Sicuramente mancano infrastrutture pubbliche, strutture dedicate, ma non solo dalle nostre parti: in tutta Italia. Questo perché l’elicottero è proprio ancora visto come un lusso. D’altra parte, è anche vero che se ci fosse più richiesta i costi potrebbero abbassarsi notevolmente.»

Che infrastrutture mancano, nello specifico?

«Ad esempio ci troviamo in una regione dove esiste un servizio di elisoccorso, ma non ci sono piazzole. Penso anche ospedali realizzati di recente o anche soltanto ristrutturati. Penso a Pavia, a Stradella…»

In effetti quella piazzola presente nel comune di Fortunago viene vista quasi come un oggetto estraneo, in quel contesto; quando invece soprattutto in alta collina dovrebbero vedersene in numero ben maggiore…

«Ci sono comuni che hanno destinato aree agli atterraggi in caso di emergenza. I campi sportivi, per esempio. Solo che a volte succede di atterrare in queste strutture e trovarsi chiusi dentro da un cancello con un lucchetto… e di dover perdere tempo a cercare chi ti deve venire ad aprire.»

A fini turistici potrebbe essere sfruttata la possibilità di volare in Oltrepò? Si tratta di un territorio interessato da lunghe distanze fra il capoluogo e le località delle aree interne.

«Penso che come tutto in tutto il resto d’Italia ci siano anche qui molti posti belli da visitare. Abbiamo delle colline meravigliose, e poi centinaia di cantine che fanno numeri importanti e che sono conosciute in tutta la nazione e anche all’estero. Ecco, penso che dovrebbe esserci una coordinazione fra queste cantine: se loro magari facessero gruppo, si mettessero insieme per organizzare esperienze od eventi in un certo momento dell’anno, nell’ambito di queste potrebbero offrire ai loro clienti un volo intorno ai vigneti alla cantina. O anche un collegamento con i più vicini aeroporti, per quei clienti internazionali che potrebbero venire appositamente per recarsi nelle cantine. L’elicottero potrebbe servire a questo. Non pensiamo sia solo per Berlusconi o per Ferrero. Se si mettessero insieme anche soltanto un paio di cantine, potrebbero pensare di offrire questo servizio.»

Vi è già capitato di svolgere servizi simili?

«Sì, abbiamo avuto alcune esperienze nelle Langhe, nel Monferrato… Può capitare che arrivi il facoltoso cliente russo che desidera acquistare 200 litri di barolo e pretende che gli sia dato un servizio completo. Se una volta atterrato deve prendere una macchina, farsi tutta la strada e arrivare a destinazione stremato dal traffico, dal caldo e dalla perdita di tempo, magari non torna una seconda volta.»

Facciamo un gioco. Le dico i nomi di due località, lei mi risponde quanto tempo serve per spostarsi dall’una all’altra a bordo di un elicottero. Per esempio: Voghera – Zavattarello?

«10 minuti.»

Santa Maria della Versa – Varzi?

«5 minuti.»

Arena Po – Rapallo?

«25 minuti.»

Milano – Valverde?

«30 minuti.»

Avete avviato la vostra attività ormai oltre trent’anni fa presso l’aeroporto di Rivanazzano. Quale può essere l’importanza di questa struttura per l’Oltrepò?

«Abbiamo ancora un hangar di nostra proprietà presso l’aeroporto di Rivanazzano. Sicuramente se si sviluppasse un po’ di più rispetto ad ora, avrebbe dalla sua una posizione strategica per un certo tipo di voli. Non pensiamo a Ryanair che atterra a Voghera, ma per un certo tipo di clientela sarebbe interessante. Penso a jet privati, però ci vuole una mentalità per attirare questi utenti, e ci vogliono investimenti. Un altro aspetto non da poco è il modo in cui è attrezzato questo aeroporto, mi riferisco alla pista, alle strutture, agli hangar… L’aeroporto di Alessandria, per esempio, è un prato.»

Se dovesse lanciare una proposta alle istituzioni, in relazione alla vostra attività, a cosa penserebbe?

«Avevo in mente qualche anno fa una certa idea che, nonostante qualche contatto, purtroppo non ha avuto seguito. Mi riferisco all’elisoccorso. In Italia questo servizio funziona sì, ma potrebbe funzionare decisamente meglio. Esiste, viene svolto, ma con qualche difficoltà.»

Ovvero?

«La provincia di Pavia e tutto il territorio appenninico fino alla Liguria è servito male, perché gli elicotteri in Lombardia sono situati tutti nel nord della regione. Quindi avevo pensato di creare un elisoccorso autogestito. Secondo i miei calcoli sarebbero stati sufficienti 2 euro pro capite al giorno per finanziare un servizio di elisoccorso nella Provincia di Pavia.»

Sarebbe positivo, soprattutto per quelle aree molto lontane dai presidi medici.

«Immagini un agricoltore che si ribalta con in trattore a Zavattarello. Ad oggi, per raggiungerlo un elicottero potrebbe impiegare 40 minuti, considerando il punto di partenza. Sappiamo che per salvare una vita in caso di infarto sono già troppi dieci o quindici minuti.»

Perché tutto questo tempo?

«L’elicottero più vicino si trova a Milano, da cui servono 33/35 minuti per arrivare a Zavattarello. Più o meno lo stesso tempo servirebbe da Parma o Alessandria, gli altri due più vicini, che però si trovano in altre regioni e quindi non sono i primi a essere contattati in caso di emergenza. Se l’elicottero di Milano non è libero, allora si parte da Bergamo, Brescia o Sondrio. Solo se anche questi mezzi sono occupati, allora si prova cono Alessandria o Parma, che comunque potrebbero essere impegnati nelle loro aree di competenza.»

Come si suol dire: uno fa in tempo a morire…

«Con un elicottero dedicato, poco costoso ovviamente, e con un servizio sul posto, penso che si potrebbe assicurare un servizio molto più efficiente rispetto ad oggi. L’elicottero potrebbe essere parcheggiato da noi come presso uno dei nostri ospedali, non è un problema. Raggiungere certe località in ambulanza richiede, in effetti, tempi molto lunghi. Penso sia importante per un cittadino sapere che, qualsiasi cosa succeda, ci sia la possibilità di avere un intervento rapido.»

di Pier Luigi Feltri

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