Lunedì, 19 Agosto 2019

SALICE TERME - NEGOZI CHE CHIUDONO, LE TERME CHIUSE ED IL PARCO... PER FORTUNA CI SONO I LOCALI DEL DIVERTIMENTO

A Salice Terme,  frazione del Comune di Godiasco, da alcuni anni e con ritmo regolare, hanno chiuso e continuano a chiudere diverse attività commerciali e ogni volta che un negozio chiude, molti dicono: “Ecco un altro negozio chiuso, va sempre peggio”… etc. etc. etc. La realtà è che in tanti paesi, piccoli e grandi, dell’Oltrepò e quindi non solo a Salice Terme, molti negozi chiudono e stiamo parlando di paesi nel senso più completo del termine, paesi con famiglie che da decenni se non centinaia di anni sono nate, cresciute e continuano a vivere lì.

Salice Terme che paese non è, essendo una frazione del Comune di Godiasco, non è neanche paese nel significato più vero:  salicesi veri non ce ne sono o se ce ne sono si contano sulle dita di una mano, molti dicono che non è vero e si autoproclamano salicesi doc affermando che “Dopo 50 anni che abito qui sono salicese a tutti gli effetti…”. Sì forse sarà pur vero che tu che da 50 anni vivi qui ti senti salicese, ma se vai in un altro qualsiasi paese dell’Oltrepò troverai persone e famiglie che vivono lì da 100, 200 o anche più anni.

E questo che c’entra? C’entra, altrochè se c’entra… Salice non ha uno zoccolo duro di salicesi, Salice quindi non ha un numero di persone sufficientemente e storicamente innamorate del proprio paese, ma al contrario ha un numero di persone che abita a Salice perché è o meglio era,  piacevole abitarci, ed un numero di persone (poche in realtà ed ogni anno sempre meno…) che è salicese perché vi lavora.

Non sto dicendo che tutti gli abitanti di Salice non siano innamorati del proprio paese, sto dicendo che gli abitanti di Salice non hanno un innamoramento storico del proprio paese e la maggior parte degli oggi salicesi, che negli anni si è trasferita qui, ha scelto di farlo consapevolmente perché Salice era una località piacevole, piacevole perché c’erano e ci sono ancora tanti eccellenti bar, tanti eccellenti ristoranti e pizzerie, divertenti discoteche e ottime possibilità di divertimento sportivo-ludico, come le piscine, il golf, il tennis…

A tutti questi salicesi di fare la spesa a Salice, se non in qualche caso la domenica mattina perché non hanno voglia di andare a Rivanazzano o a Voghera o in qualche centro commerciale, non passa neanche per l’anticamera del cervello.

La crisi dei negozi salicesi non è degli ultimi anni e non si può incolpare nessuna delle amministrazioni che in questi anni si sono succedute La crisi è dovuta in parte alla crisi termale, perché piaccia o non piaccia i clienti delle Terme nel 2004 erano 24mila e questi clienti, non tutti ma alcuni sì, un salame, il pane, la carne, la frutta… intanto che erano alle Terme… acquistavano, oppure per chi soggiornava in Hotel capitava di doversi fare lavare una camicia in lavanderia. E voi capite bene che 24 mila persone che ogni anno venivano a Salice per effettuare le cure termali, e ci venivano per 12 giorni, un bel  po’ di movimento lo creavano. Non tutti comperavano nei negozi di Salice, ma anche se solo 1 su 10 lo faceva, su un numero di 24mila clienti, capite bene che i negozi qualche cosa incassavano.

Ora le Terme sono passate da 24mila clienti del 2004 ad essere… chiuse.

Le Terme nel 2004 erano aperte tutto l’anno con la sola interruzione di 7/10 giorni a cavallo del Natale, pertanto seppur non omogeneamente spalmati, di clienti termali che giravano per Salice durante il giorno ce ne erano certamente di più rispetto ad oggi che le Terme sono chiuse.

Questo è uno dei motivi, anche se non il principale, della crisi di alcuni negozi di Salice. L’altro motivo come dicevo prima sta nella tipologia dei residenti che abitano a Salice ma che non sono salicesi, in ultimo è lampante, e questo non riguarda solo Salice, ma quasi tutti i paesi oltrepadani, che purtroppo diversi piccoli negozi, quelli di prossimità,  chiudono, anche se sembra che con grandi sforzi, in alcune zone d’Italia si stia invertendo questa tendenza.

Ogni paese o località d’Italia ha una sua vocazione, chi vinicola, chi agroalimentare, chi industriale e chi turistica, Salice fino a circa 10/15 anni fa, aveva una vocazione turistica che ora purtroppo non ha più, ma le è rimasta una vocazione che la rende unica nel panorama oltrepadano: la vocazione ludica.

A Salice durante tutto l’anno le persone vengono prevalentemente la sera e nei fine settimana per andare nei ristoranti, nelle pizzerie, nei bar e nei locali pubblici che offrono musica e divertimento, inoltre per alcuni mesi dell’anno, durante la bella stagione, la gente viene a Salice anche durante il giorno ed anche nei giorni feriali per frequentare le piscine ed i vari impianti sportivi.

La gente non viene a Salice per comperare  generi di prima necessità ed è per questo che i negozi chiudono. Se è giusto o sbagliato questo non lo so, ma questa è la realtà dei fatti e bisogna farsene una ragione e non tutte le volte che chiude un negozio commentare l’episodio come se fosse la fine del mondo. Bisognerebbe anzi vedere la chiusura di un negozio come un’opportunità per avere un locale libero affinchè lo stesso venga occupato da un’altra attività che invece a Salice sembra ancora funzionare: un bar, una paninoteca o un qualsivoglia locale a scopo ludico.

L’ amministrazione comunale attuale né le precedenti hanno colpe specifiche, forse l’amministrazione potrebbe incentivare l’apertura di nuove attività o aiutare le attività esistenti, dando nuove facilitazioni, diminuendo ulteriormente le imposte o mettendo in campo altre brillanti idee che senz’altro il sindaco-geometra avrà in testa, per incentivare gli esercizi pubblici a scopo ludico ricreativo.

A tal proposito qualche salicese ipotizza per i negozi sfitti, causa richiesto affitto troppo alto o per libera scelta del proprietario, di prendere misure coercitive affinchè gli stessi proprietari “dei muri” scendano a più miti consigli e a più ragionevoli richieste economiche d’affitto, affinchè questi spazi commerciali trovino locatari. Non so se questo sia possibile perché per ora e per fortuna una persona delle proprie proprietà, nell’ambito della legge, fa quello che ritiene giusto ed è nella sua piena libertà decidere se vendere o affittare o se non farlo.

La frazione di Salice Terme forse non è mai stata, certamente negli ultimi 20 anni non è stata, ed in futuro ho la ragionevole certezza che non sarà, una località con dei negozi, ma sarà, spero, perché altrimenti Salice muore definitivamente, una località di locali pubblici ludici.

Piaccia o non piaccia, l’unica cosa che oggi funziona a Salice dopo la disdicevole ma prevista, per manifesta incapacità, chiusura delle Terme, sono i locali pubblici.

Certo i locali pubblici creano più problemi ambientali di un negozio qualsiasi, la clientela dei locali pubblici è considerata dai più chiassosa e maleducata, da altri che hanno più spirito di tolleranza, viene considerata festosa, ma se viene a mancare anche questa chiassosa o festosa clientela, ripeto, Salice già agonizzante muore definitivamente.  Qualcuno dirà: “Ma noi a Salice abbiamo il Parco... Che suggestive le passeggiate nel Parco... Che bella la quiete e la pace del Parco”... Appunto quiete e pace: quiete perché di gente che va nel Parco ce n’è poca e sempre meno, se non il 25 Aprile ed il 1° Maggio se fa bel tempo, pace perché chiuse le Terme anche per il Parco vale la frase “Pace all’anima Sua”.

di Nilo Combi

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