Sabato, 25 Maggio 2019

CASEI GEROLA - «EX ZUCCHERIFICIO, AREA DIVISA IN DUE PER FACILITARNE LA VENDITA»

Insieme al 2018 per il comune di Casei Gerola è finita la possibilità di vedere attuata la famosa riconversione dell’ex zuccherificio. Il 31 dicembre infatti scadeva  l’autorizzazione, rilasciata dalla Provincia, per la costruzione e la messa in funzione di una centrale per la produzione di energia elettrica che utilizzasse materiale di origine esclusivamente vegetale. Un progetto di cui si è parlato molto negli anni successivi alla chiusura del maxi impianto, ma che è rimasto sempre sulla carta. Troppi i dubbi e troppo poche le reali prospettive di guadagno. «Probabilmente i proponenti, venuti a meno gli incentivi statali, non hanno più ritenuto l’iniziativa sostenibile dal punto di vista economico» commenta il sindaco Ezio Stella, giunto agli ultimi mesi di mandato. Se un capitolo si è chiuso forse definitivamente, per il piccolo centro oltrepadano resta da gestire la complicata eredità burocratica che il tentativo di riconversione ha creato, con numerosi terreni che nel corso degli anni erano stati trasformati, su richiesta dei proprietari, in aree destinate ad accogliere attività produttive.

Sindaco Stella, ora che la riconversione non si fa più che ne sarà di quei terreni?

«A febbraio sarà approvato dal consiglio comunale il nuovo Piano di Governo del Territorio, che prevede tra gli aspetti fondamentali proprio il ritorno ad una destinazione agricola di diversi terreni che in passato, su richiesta dei proprietari, avevano avuto un cambio in aree per attività produttive».

E dei terreni su cui sorgeva lo zuccherificio invece cosa dice? è un’area mastodontica, da 400mila metri quadrati, per la quale risulta difficile intravvedere prospettive di recupero concrete…

«Il destino di quell’area è interessato dal secondo provvedimento che verrà preso nel nuovo Pgt. La proprietà dell’area su cui sorgeva lo zuccherificio ha infatti chiesto che l’ambito di trasformazione produttivo sia suddivido in due sotto ambiti, mantenendo però  l’attuale destinazione, ossia ambito di trasformazione produttiva».

Un tentativo di “snellirla” sperando di incentivarne l’acquisto?

«Uno scenario plausibile, probabilmente si ritiene che la soluzione proposta faciliti una futuro riutilizzo dell’area magari in momenti successivi».

Cambiamo fronte. Fino ad ora di grandi piogge o nevicate non se ne sono viste, ma la doppia esondazione del Curone nel 2014 è ancora fresca nella memoria collettiva. Sono state effettuate opere importanti di prevenzione e messa in sicurezza? A che punto sono i progetti?

«Dopo le due alluvioni del 2014 sono stati fatti interventi di consolidamento degli argini a difesa del centro abitato da parte di Aipo. Di primaria importanza è comunque la pulizia dell’alveo che deve essere ripetuta almeno ogni due anni, come d’altra parte sta avvenendo. Inoltre, grazie al procedimento avviato dall’amministrazione comunale, a molti privati sono stati erogati indennizzi per i danni subiti».

La sua esperienza da sindaco volge al termine. Il suo futuro?

«è ancora presto per parlarne».

Se dovesse tracciare un bilancio, come sarebbe?

«I bilanci vanno fatti  tenendo conto del programma con cui ci siamo presentati cinque anni fa all’esame dei nostri compaesani. Preferisco parlare di cose concrete: ogni anno abbiamo predisposto un piano per la manutenzione delle strade. Diverse sono state asfaltate, sia nel capoluogo che nella frazione, e la sistemazione del porfido in via Mazzini, con una spesa nei 5 anni superiore ai 200 mila euro. è stato costruito un nuovo lotto di 54 loculi presso il Cimitero del Capoluogo, dove è stato anche sistemato l’ingresso principale. Si è provveduto alla ristrutturazione della Palestra Comunale compresi gli spogliatoi. Interventi anche agli edifici comunali con la sostituzione di tutti i serramenti esterni della biblioteca comunale e la verniciatura della scala del palazzo municipale. Sono stati resi agibili , e quindi assegnati, alcuni alloggi di edilizia residenziale pubblica fortemente danneggiati dall’alluvione del torrente Curone. Inoltre è stato realizzato un passaggio riservato ai pedoni sulla via Mazzini in un tratto particolarmente pericoloso».

Qualcosa di cui va particolarmente fiero?

«Degli interventi in campo socio assistenziale. Sono continuati i servizi a favore degli anziani, dei minori e dei disabili, sia per quelli che hanno bisogno di assistenza presso il proprio domicilio e sia per quelli che hanno bisogno di assistenza presso strutture. è stato costituito in locali comunali, grazie alla disponibilità di una volontaria, un centro ricreativo per anziani. è continuata la collaborazione con l’Associazione Assistenziale Aiutiamoci Casei Gerola e con la fondazione Carena che gestisce il servizio di Scuola Materna e Asilo Nido. Ogni anno sono stati finanziati i progetti educativi proposti dagli Insegnanti della Scuola Primaria e Secondaria Inferiore: educazione musicale, attività motoria, sportello psicologico, lettorato di lingua inglese, progetto contro il bullismo. Sono stati confermati i servizi di scuolabus, mensa, pre e post scuola».

Del centro sportivo che aveva sospeso le attività che dice?

«L’attività è ripresa con l’affidamento del servizio ad una nuova società. Così pure è ripresa l’attività della Pro Loco con cui l’Amministrazione ha collaborato nella realizzazione di diverse iniziative. Collaborazione che c’è stata anche con le altre Società Sportive e Ricreative che operano in paese».

Esistono progetti per il rilancio del Parco Le Folaghe?

«Dopo l’approvazione del Piano del Governo del Territorio l’Amministrazione Comunale dovrà approvare il nuovo piano particolareggiato che riguarda proprio il Parco Locale di Interesse Sovracomunale le Folaghe. La Regione ha avviato un procedimento per un nuovo ordinamento dei parchi regionali, e noi abbiamo chiesto e ottenuto di mantenere l’autonomia del nostro parco. Ora nel nuovo piano particolareggiato occorrerà definire i nuovi interventi per migliorare ed incrementare l’utilizzo di questa importante area verde che è stata riconosciuta parco dalla Regione nel 1998».

di Christian Draghi

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