Martedì, 11 Dicembre 2018

VARZI - NATA L’ASSOCIAZIONE PER RILANCIARE NIVIONE: «INUTILE ASPETTARSI AIUTI DALLE ISTITUZIONI»

Hanno ripreso il nome medioevale del piccolo borgo e hanno lanciato un’associazione di “promozione sociale” per farlo rivivere. è così che i giovani animatori di “Nuvun” si sono rimboccati le maniche e si daranno da fare per donare a Nivione, piccola frazione di Varzi, una nuova vita. «Siamo consci che con i tempi che corrono di spending review e bilanci risicati non ci si può certo aspettare che sia il Comune ad elargire fondi ed organizzare eventi per mantenere vivo il tessuto sociale in una valle dimenticata» spiega il presidente della neonata associazione Nazareno Dirotti. «Abbiamo quindi deciso di fare da noi.

Il primo evento si è svolto lo scorso 14 ottobre e ha visto la partecipazione di un buon numero di curiosi, rifocillati con la pizza secondo la tradizione dell’antica sagra del pane casereccio e condotti per un itinerario attraverso i calanchi per far vedere le bellezze del paese e dintorni. Abbiamo già sottoscritto una cinquantina di tesseramenti». spiega sempre Dirotti, che rappresenta il piccolo direttivo.

Come e quando è nata l’idea di creare questa associazione?

«L’idea ci ronzava in testa da oramai più di un anno, da quando ci siamo accorti che a Nivione, piccola frazione del Comune di Varzi di cui Nuvun altro non è che il nome medievale, non si facevano più né feste né incontri che portassero le persone insieme, giovani (sempre meno) e anziani (sempre di più). Allora ci è venuta l’idea di creare un’associazione, senza scopo di lucro, per far tornare a vivere questo paese».

Di che tipo di associazione si tratta e qual è il suo scopo? 

«Si tratta di un’associazione di promozione sociale, il cui obiettivo è di portare insieme le persone per il mutuo beneficio e per la valorizzazione di un territorio che ha tanta bellezza da offrire: paesaggi, frutta e verdura a km 0, storia, cultura, tradizioni. Senza pretese, ci si incontra e si decide cosa fare, cercando di coinvolgere i locali (per il momento per la verità non molto partecipi) ed i cosiddetti “forestieri” (che ho visto letteralmente meravigliati dalla bellezza del paesaggio lunare dei calanchi, e della vecchia chiesa di San Marcellino alla scorsa festa di inaugurazione). Una scusa per incontrarsi, confrontarsi, passare del tempo insieme; se poi da questo nasceranno possibilità, ben venga: il nostro sogno è di far rivivere il paese, di tenere concerti nella piazzetta e riportare le emozioni delle vecchie feste di paese, come la festa del pane casereccio, che fino a pochi anni fa è stata una felice bellissima occasione annuale di incontro».

Come mai avete sentito l’esigenza di muovervi in prima persona? 

«Non ci si può aspettare che siano le istituzioni a farlo, visto che nemmeno hanno i soldi per tagliare l’erba ai lati della strada o aggiustare le buche... e nemmeno chi ha già lavorato una vita e organizzato sagre in passato, oramai prossimo (se non già) alla pensione. Siamo noi giovani desiderosi di rimanere in valle a doverlo fare».

Come pensate di finanziare le vostre attività? 

«Le nostre attività vengono finanziate attraverso il tesseramento annuale dei soci (una quota annuale da 10€) e attraverso offerte e donazioni. Non vogliamo che le nostre attività vengano imposte dall’alto, e non vogliamo legarci a doppio filo a qualsivoglia realtà politica perché questo avvenga. Budget limitati che come le proposte di attività e approfondimento vengono dal basso, dagli associati e dal consiglio direttivo, composto da persone del luogo».

Quando e dove sarà il prossimo evento?  

«Stiamo lavorando, grazie agli sforzi e alla passione del nostro consigliere Federico Lazzati, ad un incontro di approfondimento storico su Nivione e la vallata; con Claudio (vicepresidente) e Clara (socia volontaria) stiamo organizzando invece per la primavera 2019 una serie di escursioni, a Nivione e non solo».

Da giovani varzesi, come giudicate la realtà del paese? Che cosa vi offre? 

«Il nostro è un paese di collina, dimenticato da tutti e ben al di sotto delle proprie potenzialità. Senza voler crocifiggere nessuno, credo che la politica degli ultimi decenni abbia fatto ben poco per invertire questa rotta. Varzi offre comunque molte comodità, scuole, palestre, attività commerciali, decine di bar, supermercati aperti fino alle 24, diversi eventi e sagre estive tra Varzi e le sue varie frazioni. Noi pensiamo che ci siano le carte in regola per fare anche di più e avere un bel flusso di turisti anche dall’estero nella nostra Valle Staffora e perché no anche nella valle della Lella (il nostro torrente). Il nostro obiettivo a lungo termine - nel nostro piccolo - va visto in questa direzione: dare visibilità alla vallata e lasciare un buon ricordo a chi magari viene su per una gita domenicale perché possa tornare».

Cosa manca a Varzi e come si può migliorare?  

«Una pista ciclabile che la colleghi alla pianura. Una rete che possa creare sinergia tra le varie imprese e associazioni».

L’associazione ha un colore politico?

«Non abbiamo nessun colore politico e crediamo che il futuro della nostra vallata passi dalla rivalutazione di ciò che è locale. La politica ed i partiti si muovono su di una macro-dimensione, ed è inutile fare marchette di qua o di là e andare a discutere di TAP o TAV, si crea solo ostilità e attrito. Promozione sociale vuol dire non creare categorie di divisione. Quando camminiamo o mangiamo in compagnia, non ci sono colori o discriminazioni: si parla di territorio, si mangia una mela di un contadino del posto che non è né al governo né all’opposizione. Lasciamo la diatriba politica ai canali preposti per tali discussioni e stiamo insieme godendoci ciò che la natura ci offre».

di Christian Draghi

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