Martedì, 11 Dicembre 2018

GODIASCO - NUOVA DIFFERENZIATA CON IL FRENO A MANO «SERVE TEMPO PER ABITUARSI»

è partita, a dire il vero un po’ in sordina, la raccolta differenziata dell’umido nel capoluogo di Godiasco. Così come i vicini di Salice e Rivanazzano Terme, anche il piccolo borgo nel cuore della Valle Staffora si è adeguato affidando il servizio ad Asm Voghera. La nuova raccolta ha previsto l’introduzione di cassonetti stradali specifici per la raccolta dell’umido, apribili solo con una chiave speciale, che la ditta ha iniziato a consegnare alle famiglie, insieme al kit, fin dalla fine di agosto.

«Lo scopo – spiega Asm – è quello di portare notevoli miglioramenti nella qualità del servizio con l’obiettivo di aumentare la percentuale di raccolta differenziata e diminuire così la tassa rifiuti. Il principio è semplice: più inquini e più paghi, più ricicli più risparmi e tuteli l’ambiente. Migliorare la divisione dei rifiuti prodotti in base alla loro tipologia – continua l’azienda – evita il conferimento presso un termovalorizzatore che costa di più. Inoltre i materiali si recuperano, dandogli una nuova vita».

Se la teoria non fa una grinza, la pratica potrebbe riservare qualche complicazione in più, tenendo conto dell’elevato numero di anziani ma anche, più in generale, della innata renitenza al cambiamento insita nel tessuto sociale. Detto in parole più povere ma dirette: pigrizia e insofferenza allo “sbattimento” potrebbero giocare contro la buona attuazione del servizio.

Il metodo è semplice ed è stato spiegato alla popolazione anche attraverso lo strumento degli incontri pubblici, rafforzati dalla consegna di un apposito volantino esplicativo. Ma cosa ne pensa la gente?

A farsi un giro per Piazza della Fiera l’accoglienza è un po’ freddina. In pochi ci rilasciano dichiarazioni “ufficiali”, ma si capisce che questa nuova differenziata è ancora in qualche modo un oggetto misterioso.

Qualcuno confessa candidamente di non avere ancora iniziato a farla, qualcun altro ha appena provato a vedere come funzionano i cassonetti con la chiave. Qualcun altro ancora ci dice che di scarto umido ne produce pochissimo perché «da tavola non si avanza niente».

Se il buongiorno si vede dal mattino. La prima ventata di ottimismo arriva entrando al Bar Lalla, dove il titolare Federico Scabini è invece positivo. «Tra i miei clienti noto entusiasmo per questo nuovo servizio, che personalmente ritengo molto utile e positivo, oltre ad essere stato spiegato adeguatamente. Non credo rappresenti un grande problema per nessuno adeguarvisi». Scabini mette però in guardia contro lo scarso senso civico. «Ho notato che in frazione Gomo qualcuno ha lasciato il cassonetto aperto, non so se per pigrizia o “ignoranza” relativa al funzionamento. Spero che non si diffondano cattive abitudini».

Più in là, lungo via Vittorio Emanuele, c’è l’edicola di Domenico Lo Giudice, un luogo dove l’andirivieni di godiaschesi fa del suo titolare un buon “teste”. «Il servizio è sicuramente positivo ed è stato anche ben spiegato. Se si riesce a metterlo in pratica bene si può davvero ottenere una riduzione della tassa rifiuti e, almeno personalmente per me che ho una attività, sarebbe un aiuto, oltre al fatto che bisogna iniziare ad avere una coscienza “ecologica”. Il problema secondo me sarà quello di abituare la gente ad attuarlo. Sento molti lamentarsi, più che altro per insofferenza al cambiamento. Capisco che cambiare abitudini ben radicate, come quella a disfarsi della spazzatura in modo semplice e immediato, per alcuni e soprattutto gli anziani possa essere difficile. Ci vorrà tempo».

Alberto Bertelegni, della Pasticceria Pini, è un altro degli “entusiasti”, ma ritiene che in generale il servizio di raccolta differenziata dovrebbe essere potenziato.

«La mia impressione è che serva qualche cassonetto in più, soprattutto nelle vie principali. Non parlo solo dell’umido ma anche di carta e plastica». 

 di Christian Draghi

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