Venerdì, 16 Novembre 2018

MAGLIETTA CON LA SCRITTA AUSCHWITZLAND, UN CAPO DI ABBIGLIAMENTO SENZA DUBBIO DI CATTIVO GUSTO E OFFENSIVO PER I MILIONI DI PERSONE MORTE IN QUEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO

A distanza di qualche giorno dal polverone sollevato dal selfie con saluto romano, di tre studentesse in visita a Auschwitz, si torna a parlare  del campo di sterminio in Polonia dove furono trucidate barbaramente milioni di persone; a riportare in prima pagina in modo irriverente quel luogo tristemente famoso ci ha pensato una manifestante a Predappio durante la commemorazione della Marcia su Roma.

La persona che ha indossato la maglietta “colpevole” si chiama Selene Sticchi, che nel 2017 si candidò a sindaco di Budrio con una sua lista chiamata Aurora Italiana. Selene si è presentata alla commemorazione della Marcia su Roma il 28 ottobre, che si è svolta a Predappio, il noto paese natale del Duce: Benito Mussolini, indossando una maglietta dove sul davanti troneggiava la scritta “Auschwitzland”, un nomignolo ideato sulla falsa riga di Disneyland, e addirittura per rendere l’accostamento ancora più comprensibile era scritto con lo stesso font del celebre marchio di cartoni animati. In pratica la scritta ha creato un paradosso, un accostamento tra il celebre parco di divertimenti della Disney e il campo di concentramento di Auschwitz dove vennero deportati e uccisi centinaia di migliaia di ebrei durante il nazi-fascismo; un capo di abbigliamento senza dubbio di cattivo gusto e offensivo per i milioni di persone morte in quel campo.

Nel corso di un’intervista fatta alla Sticchi da “Il Fatto Quotidiano” la donna ha affermato: “Ma dai, è humor nero. In giro, su Facebook soprattutto, ci sono i compagni che fanno le caricature del Duce a testa in giù. Bene, questa maglietta è la stessa cosa. E non è la prima volta che me la metto. Anzi, ci vado anche in giro per lavoro, mica solo quando faccio i cortei. È una provocazione. Visto che volevano anche impedirci la commemorazione ho deciso di mettermela”.

Dato che l’episodio è stato giudicato vergognoso, il senatore di Leu Francesco Laforgia, ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno Matteo Salvini; ecco il testo dell’interrogazione: “L’apologia del fascismo nell’ordinamento giuridico italiano, è un reato. Chiedo al Ministro se intende applicare questa legge, se condivide il paragone di un campo di sterminio ad un parco giochi e quali misure intenda promuovere al fine di evitare il ripetersi di simili episodi”

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