Martedì, 25 Settembre 2018

VARZI - «LE NOSTRE INIZIATIVE NEL DIMENTICATOIO, LA VALLE STAFFORA È AGONIZZANTE»

Carlo Torlasco tra il 2004 e il 2010 è stato vice presidente della Pro Loco di Varzi retta da Anna Perocchio. Un periodo che sarebbe troppo definire età dell’oro, ma che per la Pro Loco varzese, oggi ridotta in pratica ad associazione fantasma, era decisamente fervido di iniziative. Di quell’ente nessuno sembra aver raccolto l’eredità, e delle varie manifestazioni che allora lasciarono il segno non è rimasta alcuna traccia…

Torlasco cosa ricorda di quella Pro Loco?

«La mia esperienza iniziò nel 2014 in collaborazione con la presidente pro tempore  Anna Perocchio. Con lei e insieme ad altre tre persone avevamo come obiettivo quello di rilanciare l’associazione attraverso diverse iniziative. Sicuramente la voglia del presidente di spingere la pro loco come ente di promozione del territorio ci ha aiutati a organizzare le attività con ottiche ampie».

Lei, il presidente e altre tre persone. Cinque in tutto. Non eravate pochi?

«Il fatto di essere stati in pochi non ci ha scoraggiato. Diciamo che inizialmente ci ha aiutato essere iscritti all’Unpli- Lombardia (l’Unione Nazionale Pro loco Italia) allora retta da Michele Sparapano, che ci ha accolti con molto entusiamo. La nostra presidente entrò nel comitato direttivo come membro più votato e arrivammo a farci nominare ambasciatori della Lombardia in vare manifestazioni a livello nazionale».

Quali sono le manifestazioni o iniziative fatte durante il suo mandato di cui va più fiero?

«Abbiamo partecipato a qualcosa come alle tre edizioni  della “bit”,  fiera internazionale del turismo portando i nostri prodotti e cucinando per il pranzo di gala nello stands della Regione Lombardia. Poi ci sono gli eventi “esterni” che hanno permesso di far conoscere il nome di Varzi al di fuori della nostra Regione, come la partecipazione a 3 sagre del carciofo sardo a Samassi, le tre sagre del carciofo romanesco a ladispoli (manifestazione organizzata dall’ unpli-nazionale) oppure le tre occasioni in cui abbiamo preso parte al raduno delle Pro Loco delle Marche a Porto San Giorgio e anche ad altre manifestazioni in Lombardia. In tutte queste occasioni presentando il nostro territorio e i nostri prodotti. Memori di tutto ciò abbiamo organizzato tre manifestazioni invitando Pro loco da tutta la Lombardia e da tutta Italia a Varzi.. di cui l’ultima era stata promossa dall’allora assessorato al turismo come manifestazione di importanza a livello regionale e poi finanziata. Pensavo e penso tuttora che questo sia lo spirito di iniziativa che deve avere una Pro Loco importante come Varzi che  ha un territorio e dei prodotti unici da valorizzare».

Il Comune vi appoggiava?

«Sì, in tutto questo percorso abbiamo sempre avuto al nostro fianco l’amministrazione comunale allora sorretta da  Ernesto Querciolli».

A giudicare dal destino di quelle iniziative da voi intraprese, verrebbe da dire che la vostra Pro Loco non ha lasciato alcuna eredità…

«Sì, devo dire che purtroppo tutte quelle manifestazioni si sono perse e oggi non si ha traccia di nessuna iniziativa di quella portata».

Come mai lasciò le redini dell’associazione?

«La mia collaborazione con la Pro Loco è terminata nel 2010 per motivi familiari. Poco dopo la presidente Anna Perocchio anche lei è uscita e dopo si è costituita una associazione».

Che idea si è fatto dell’operato delle ultime Pro Loco?

«Oggi non posso giudicare l’operato della Pro Loco in quanto non è più sola ad organizzare quelle poche manifestazioni. è un’altra storia rispetto al passato».

Ai suoi tempi com’erano le sinergie con amministratori e operatori turistici?

«Nei tre anni che si è organizzato l’Expo delle Pro loco si era creata una sinergia importante con l’amministrazione comunale, un po’ meno con gli operatori turistici, sempre pochi direi e delusi. Non conosco quali siano le sinergie in campo oggi e pertanto non mi esprimo».

Certamente il prodotto di punta di Varzi è il salame. Non esiste tuttavia una fiera ad esso dedicata e in diverse circostanze molti operatori turistici l’hanno evidenziato. Perchè secondo lei non si riesce a “buttare in piedi” una fiera del salame di Varzi a Varzi?

«Questo è un grande dilemma. Non sono mai riuscito a capirlo: nei tre Expo e nello spirito della vecchia pro loco esisteva questo sogno di trasformare queste manifestazioni in una fiera del nostro prodotto principe, il salame, ma non siamo mai riusciti ad andare in fondo».

Da vice presidente della pro loco prima e ora da cittadino quali sono i cambiamenti, se ce ne sono stati, più evidenti che in ambito turistico  si sono visti a Varzi?

«Parlo da residente e dal 2010 ad oggi ho visto solo un lento declino di tutta la Valle Staffora in generale. Secondo me senza rimedio. Vedremo se questo fiume di soldi che la Regione Lombardia ha stanziato per la nostra montagna riuscirà a risollevare le sorti di un territorio ormai agonizzante».

A livello personale qual è stata la sua soddisfazione più grande?

«La soddisfazione personale è incontrare ancora oggi persone del territorio che si ricordano quei periodi come i periodi piu’ belli per la Pro Loco e per questo dobbiamo ringraziare il lavoro di squadra».

  di Christian Draghi

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