Martedì, 25 Settembre 2018

VOGHERA – “VANNO BENISSIMO LE FESTE IN PIAZZA, CI PIACEREBBE VEDERE AFFIANCATA UNA STAGIONE TEATRALE”

Attilia Vicini (per gli amici “la prof”), è la responsabile culturale dell’associazione “Voghera è”, presieduta dalla dottoressa Patrizia Longo medico di base a Voghera.

“Voghera è” sta per compiere tre anni di vita, vuole ricordarci brevemente come è nata l’associazione?

«Nasce dall’esperienza della Lista Civica Ghezzi alle elezioni amministrative del 2015, che ottenne quasi il 10% dei consensi (un record per la nostra città ) esprimendo un consigliere nella persona dell’ingegner Edoardo Alfassio Grimaldi. A elezioni concluse non abbiamo voluto disperdere una importante esperienza politica e umana e ci siamo costituiti in associazione».

È  corretto definire “Voghera è” un’associazione culturale apartitica?

«Direi che è  riduttivo: si tratta di un’associazione di cittadinanza attiva , ispirata a quelle create da Umberto Ambrosoli. Siamo apartitici, ma il nostro quadro ideale e valoriale ci colloca in area progressista: crediamo nella solidarietà,  nell’Europa, nella difesa dell’ambiente, nell’abbinamento pari opportunità - valorizzazione delle eccellenze».

L’associazione si definisce apartitica, ma nello scenario locale spesso è accusata di  fare politica attiva. Cosa si sente di dire in merito?

«Forse (comprensibilmente) si confonde l’associazione, che compie un lavoro di promozione culturale e sociale, con la lista civica che naturalmente svolge un compito preciso attraverso l’operato del consigliere Alfassio Grimaldi. Anche alle elezioni regionali abbiamo sostenuto la candidatura dell’avvocatessa Turini, sempre in ambito civico e non partitico».

Chi sono i vostri soci?

«Ci sono 20 soci fondatori, in parte candidati e in parte sostenitori della lista civica Ghezzi, un centinaio di soci ordinari e alcuni soci onorari di cui andiamo particolarmente orgogliosi. Cittadini che fanno onore alla nostra Voghera: la pittrice Maria Lisa Lusardi, Silvana Borutti  docente di epistemologia presso l’Ateneo Pavese, Irene Moroni, giovane ingegnere chimico alfiere del lavoro per meriti scolastici e ora ricercatrice in Australia, i grandi giornalisti Vittorio Emiliani e Leo Sisti, l’amico musicista vogherese per eccellenza Piero Milanesi, Antonio Sacchi, che ha educato generazioni di giovani alla conoscenza della storia  del Novecento. Tutti i nostri soci onorari sono stati e saranno protagonisti di eventi culturali e artistici presso la nostra sede».

Nei primi due anni di attività avete organizzano quasi un centinaio di eventi… Dal suo punto di vista Voghera manca di eventi culturali?

«Voghera non manca certo di eventi, soprattutto in prossimità di scadenze elettorali. Abbiamo parecchie perplessità sullo spessore culturale delle iniziative. Intendiamoci: vanno benissimo le feste in piazza, ci piacerebbe vedere affiancata, come già detto, una stagione teatrale negli spazi esistenti, un percorso musicale come è stato proposto dai giovani di Accademia Rossini due anni fa, con finanziamenti concessi dal commissario e non rinnovati dall’Amministrazione. Sono solo esempi, naturalmente; ogni associazione culturale avrà sicuramente ottime idee da suggerire».

Rapporti con l’amministrazione comunale: c’è collaborazione e sinergia?

«Sono stati inevitabilmente burrascosi in campagna elettorale, soprattutto dopo il ricorso vinto. Ora posso dire che veniamo considerati più  come avversari politici che come cittadini attivi in ambito culturale e sociale. La nostra idea di cultura è  in effetti molto lontana da quella dell’assessorato: rifuggendo da ogni impostazione personalistica avremmo voluto promuovere una consulta che sostenesse e coordinasse  le preziose attività  delle associazioni valorizzandone  idee e proposte. Di fatto questo accade solo in parte e comunque a noi non è  concesso alcuno spazio. Ad esempio abbiamo organizzato due serate di ottimo livello a Iria Castle Festival durante la gestione commissariale, poi non ci è stato più  possibile farlo perché  non è  stato indetto nessun bando di partecipazione. Ogni anno abbiamo presentato percorsi per una possibile stagione teatrale a costi contenutissimi, valorizzando le professionalità  locali, ma non abbiamo mai ricevuto nessuna risposta. Direi che il colmo è  stato raggiunto quando l’attuale vicesindaco, stimato collega e amico, ha presentato il suo ultimo libro nel Giardino delle Idee: erano presenti tutti i consiglieri di opposizione e nessuno della maggioranza! Direi che ci siamo abituati a prenderla con ironia, o per meglio dire… con filosofia: da oltre un mese abbiamo chiesto di poter presentare al Castello l’ultimo lavoro della professoressa Borutti, ma per ora tutto tace…»

Un’iniziativa a lei  particolarmente cara è la targa “Donne per la Solidarietà” ricordando Alida Stringa, nel contempo il suo stupore per non aver visto nessun membro dell’amministrazione comunale donna a  parteciparvi…

«Alida Stringa amica e modello per tutte noi di donna impegnata politicamente per la nostra città. Viene assegnata l’8 marzo in occasione di mostre d’arte “in rosa” che vedono come madrina la nostra Maria Lisa Lusardi. A grandi donne del passato locale e nazionale sono stati dedicati incontri importanti: abbiamo parlato recentemente di Tina Anselmi e Maria Giudice e stiamo per presentare, per i 70 anni dalla Costituzione la figura della “madre costituente “ Maria Maddalena Rossi di Codevilla. Abbiamo invece molto apprezzato la presenza della presidentessa della Consulta del volontariato signora Costantina Marzano».

Per il 2018 gli eventi sono già oltre la dozzina, un record per una città  che molti considerano “addormentata “ e senza un euro di finanziamento…

«Forse proprio in questo consiste il nostro segreto: pochi dei nostri ospiti sono stati invitati da noi, molti ci hanno invece offerto collaborazione. Chi è  attivo a vario titolo nel nostro territorio sa di poter trovare da noi, gratuitamente, una sede accogliente  e d’estate un romantico giardino, una rete di persone interessate e partecipi, locandine accattivanti, spazio sui giornali e sui social e al termine un buon brindisi. E’ così che, senza un Euro di finanziamento e col solo sostegno dei soci, offriamo ogni mese alla città  almeno due occasioni per incontri di qualità».

Teatro Sociale, sarà un’occasione importante per il panorama culturale di Voghera. Un’opinione sulla futura apertura del teatro Sociale.

«Naturalmente è  un progetto che sta a cuore a noi come a tutti i vogheresi. Partecipiamo con la massima attenzione, all’attività  preparatoria degli  “Amici del teatro Sociale “. Riaprire il teatro è  fondamentale, ma dobbiamo sapere che la gestione economica sarà  molto difficile, anche perché  la città  si è  disabituata ad andare a teatro. Voghera, che ha visto in un passato non lontanissimo anche 2 stagioni teatrali all’anno, ultimamente si è   dovuta accontentare di pochi spettacoli a San Rocco, realizzati anche grazie al generoso contributo di associazioni private e non adeguatamente pubblicizzati nel territorio. Il nostro programma elettorale prevedeva la nascita di una Consulta della Cultura che permettesse appunto di accogliere e valorizzare i contributi di tutti; non ci è  stato possibile realizzarlo, ma la mancanza di questa rete di risorse è  molto evidente in città .Ci auguriamo che questo ruolo di collegamento e valorizzazione possa essere svolto dagli Amici del Sociale: noi siamo prontissimi».

Come sono i  rapporti tra Voghera è e  le associazioni di categoria? Esiste un dialogo e una condivisione di proposte?

«Abbiamo ottimi rapporti con le associazioni commercianti e artigiani. Abbiamo più volte espresso il nostro appoggio incondizionato al commercio di prossimità, contestando l’eccessivo spazio dato dall’amministrazione locale alla grande distribuzione (un esempio ovvio l’area Baratta) con smodato consumo di suolo e “soffocamento” delle attività artigianali e commerciali del centro. Voghera è la classica città dormitorio, abbandonata a vantaggio dei centri commerciali. Lo constatiamo con infinita tristezza».

Il suo sogno nel cassetto per il panorama culturale di Voghera?

«Sono madre e insegnante, quindi è naturale che il mio sogno riguardi soprattutto i giovani. Vorrei dar vita a una grande rassegna di teatro e musica di tutte le scuole della città e dell’Oltrepò: la scuola produce cultura e l’amministrazione dovrebbe valorizzarla e promuoverla in modo organico e coordinato. Esistono poi eccellenze in ambito artistico anche tra i giovani adulti, che abbiamo spesso ospitato a Voghera è e che dovrebbero trovare sostegno ben più ampio da parte dell’amministrazione».

di Giacomo Lorenzo Botteri

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