Mercoledì, 14 Novembre 2018

VOGHERA - «VORREI DIVENTARE MEDICO E AIUTARE LE PERSONE CHE HANNO LA MIA PATOLOGIA...»

Non ha ancora 16 anni, ma ha grinta da vendere. Sabina Defilippi , studentessa al Liceo Sportivo Santa Chiara di Voghera, è un fiume in piena quando parla ed è una ragazza appassionata di sport, della moda e della vita, con un grande sogno professionale. Anzi due.

Sabina, hai due grandi passioni: il calcio e la moda. Quale è nata prima?

«Il calcio assolutamente! A dir la verità ho iniziato da piccola praticando motocross, ma, essendo diabetica, ho dovuto smettere. Quando avevo 12 anni mi hanno sconsigliato di continuare, perché l’adrenalina mi alzava la glicemia e per me era un problema. L’altra mia grande passione era il calcio: non l’avevo mai praticato fino a quel momento, lo guardavo solo in televisione. Comunque, per il mio diabete lo sport va bene, perché il movimento aiuta, ho convinto mio padre a farmi giocare a calcio. È stato il più duro da convincere, ma alla fine ce l’ho fatta!»

Hai iniziato quindi a giocare…

«Sì, io sono di Redavalle e ho iniziato a giocare nella squadra del Pinarolo, una squadra mista. Così è iniziata la mia avventura che è durata fino all’anno scorso. All’età di 15 anni le ragazze devono passare nelle squadre femminili e la squadra dove potevo andare a giocare era troppo lontana, quindi mi sono fermata».

Ma ti sei subito buttata in un’altra impresa, giusto?

«Sì, ho fatto il corso per diventare arbitro e sto facendo questo! Ho arbitrato i Giovanissimi e da settembre salirò di categoria e arbitrerò gli Allievi».

Com’è arbitrare e “stare dall’altra parte”?

«è molto bello, perché se si ha la passione per il calcio quando si entra in campo il profumo è quello… non lo dimentichi più. Anche se naturalmente è diverso da arbitro a calciatore. Ci sono gli insulti… ma non da parte dei ragazzi: quelli arrivano dai genitori, dalle madri soprattutto. In campo invece è tutto bello».

Hai qualche rimpianto per non aver proseguito la carriera da calciatrice?

«No e non penso di poter riprendere. Adesso mi piace molto quello che sto facendo…vorrei poter proseguire la carriera da arbitro e arrivare in Serie A. Vorrei poter essere la prima donna arbitro nella massima serie maschile: finora non ci sono e per me sarebbe un sogno. È uno dei miei obiettivi nella vita, insieme a quello, più importante, di diventare medico».

Una professione importantissima…

«Il mio sogno è quello di poter frequentare la facoltà di Medicina. Purtroppo, a causa dei miei problemi di salute, sono costretta a frequentare gli ospedali molto spesso: a questa età il diabete è ballerino. Vorrei diventare medico, aiutare le persone che hanno la mia patologia, e naturalmente patologie diverse, e farle stare meglio».

Oltre allo sport, però, al momento hai anche un’altra bella passione: la moda.

«A dir la verità è nato tutto per caso. Io, per una soddisfazione mia personale, lavoro in un bar d’estate e d’inverno durante i weekend, per mettermi via qualche soldino. La facoltà di medicina all’Università costa e vorrei in un futuro non pesare completamente sui miei genitori e contribuire quindi a pagarmi un po’ gli studi. Un giorno stavo lavorando ed è entrata al bar Simona Merli, la signora che si occupa delle ragazze a “Stelle della moda” e mi ha proposto di partecipare al concorso. Per me era la prima volta, ho partecipato e ho vinto alla terza selezione. Dopo quella esperienza sono stata contattata per “Miss Mondo Lombardia”: la prima volta che ho partecipato ho subito vinto la corona della semifinale e sono quindi andata alla finale a Gallipoli».

Com’è andata?

«Ero una delle nove ragazze che rappresentavano la Lombardia nelle 150 totali per Miss Mondo Italia. Una bella soddisfazione. Adesso sono ricominciate le selezioni: posso partecipare di nuovo, non essendomi classificata prima. A settembre ricomincerà il tutto e spero di farcela ancora».

Come giudichi questa tua esperienza?

«Molto bella. Si conoscono persone nuove, siamo solo noi ragazze del concorso e così ci responsabilizziamo. Si riesce a confrontarsi con le altre ragazze ed è un’esperienza che voglio rifare».

Pensi ad un futuro anche in questo settore?

«Di sicuro mi piace. Però il mio obiettivo principale è sempre quello di diventare medico. Poi c’è quello dell’arbitraggio che ben si può conciliare con il lavoro. Il settore moda e televisione sì, mi interessa e se dovesse arrivare qualche proposta lavorativa non la rifiuterei, soprattutto perché mi permetterebbe di pagarmi gli studi. Lo farei principalmente per quello. Poi sono ancora giovane, c’è tempo! Intanto prendo quello che viene, faccio sfilate, ho fatto la valletta durante un concerto della cantante Fiordaliso, servizi fotografici…».

A volte si sente dire che l’ambiente della moda è particolare. Tu che hai avuto esperienza cosa puoi dire?

«Personalmente posso dire che non è vero. Io, a dire la verità, ho sempre mia madre che mi accompagna, perché sono ancora minorenne. Le ragazze non ancora diciottenni devono essere seguite sempre da un genitore che deve anche firmare le varie delibere per i consensi. Non mi è mai capitato però di vedere cose particolari e posso assolutamente dire che è un ambiente pulito. Per esempio a “Miss Mondo” eravamo anche molto controllate e quindi posso dire che è un settore serio».

Oltre a queste passioni sei anche una bravissima studentessa.

«Inizierò a settembre il terzo anno di liceo. Mi piace molto studiare e adoro soprattutto le materie scientifiche. Sono brava a scuola e non faccio fatica a conciliare studio, sport e moda. Quando le cose vengono fatte con passione è tutto più semplice, non è per niente un peso».

Dimostri una maturità fuori dal comune…

«Sono dovuta diventare grande in fretta,  purtroppo con i miei problemi di salute ho dovuto imparare a gestire il mio corpo e un po’ tutto il resto: devo essere responsabile di me stessa. L’unico rimpianto che ho è che non ho fatto la vita normale di una ragazzina della mia età… vorrei essere come le altre, spensierate… invece ho altre cose a cui pensare. Quindi la moda e le altre passioni sono uno svago. Un modo per evadere dalla mia routine. Come anche il mio lavoro al bar: vedere gente e chiacchierare è bello».

I tuoi genitori ti seguono e ti sostengono in tutte queste tue passioni?

«Mi segue soprattutto mia mamma, perché mio papà lavora tutto il giorno. Lui mi segue da lontano, però guarda con soddisfazione le mie foto e i miei video. Sono contenti anche perché rispetto i miei impegni, soprattutto scolastici. Non ho mai dato problemi».

 di Elisa Ajelli

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