Mercoledì, 14 Novembre 2018

SALICE TERME - «L’ASSESSORE REGIONALE MAGONI E IL MINISTRO CENTINAIO HANNO UN OCCHIO DI RIGUARDO PER LA NOSTRA SITUAZIONE»

Simona Merli è fresca di nomina a presidente dell’Associazione Operatori Turistici di Salice Terme. Lei in paese ci lavora a tempo pieno dal 2014, da quando la madre le ha ceduto il celebre negozio che vendeva souvenirs e articoli regalo. Messa in tasca la sua laurea in Dietologia e conclusa un’esperienza nel campo della ristorazione, Merli si occupa del negozio di famiglia e di moda: amante e collezionista di abiti vintage, collabora con il concorso “Stella della Moda” per il quale gestisce le aspiranti modelle. La stagione estiva è appena iniziata, Salice anche senza le Terme è tornata a vivere, pur con la consapevolezza che questi pochi mesi saranno una piccola boccata d’ossigeno in vista di una stagione invernale che si annuncia lunga e preoccupante per i commercianti. Le Terme hanno fatto una brutta fine, e per capire quanto sia stata determinante la loro presenza nel lanciare l’economia del paese lo si capisce semplicemente ascoltando la storia relativa alla nascita del negozio di cui Simona è oggi titolare: «Mia mamma avrebbe voluto aprire un negozio di fiori ma era un’attività che già esisteva a Salice e che aveva un ottimo successo per cui ha creato un negozio che vendesse souvenirs e articoli regalo. Fu una scelta azzeccata allora, perché i turisti termali molto numerosi non mancavano di comperare un ricordo del loro soggiorno da portare ad amici e parenti». Oggi tocca fare i conti con la realtà e iniziare a pensare al futuro di Salice senza le Terme. Com’è l’umore degli operatori turistici? Quali sono le idee, i progetti?

L’associazione Operatori turistici di Salice Terme  si è rinnovata con un nuovo direttivo ed uno statuto aggiornato. Da dove nasce l’esigenza di questo cambiamento?

«Trattandosi di un gruppo di volontari  che ha un  lavoro impegnativo e famiglie da gestire, la “rotazione” degli incarichi e della partecipazione è un evento naturale. Nessuna rottura  ma solo un naturale evolversi delle cose dovuto alle esigenze lavorative e familiari dei singoli. Inoltre esiste sempre la continuità con il precedente gruppo di lavoro, io faccio parte dell’associazione da sempre, da quando è nata nel 2014 a sostegno della “campagna” per la riapertura del ponte sullo Staffora. Noi commercianti devastati da quella situazione di profondo disagio che ha visto Salice sprofondare nel totale isolamento, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo dato una connotazione legale al nostro profondo disagio. Inizialmente quindi ero una dei tanti commercianti incavolati e preoccupati, non avevo nessun ruolo nel direttivo. Successivamente ho affiancato Paola Maggi come consigliere e poi eccomi qui…».

Lei faceva riferimento alla chiusura del ponte sullo Staffora all’ingresso di Salice Terme… è stato l’inizio della fine?

«Diciamo che buona parte della responsabilità per il declino di Salice è dovuta anche a quei 9 mesi di “isolamento”. In 9 mesi le abitudini delle persone cambiano e chi prima veniva a Salice a bere un caffe, a comperare il giornale, piuttosto che le sigarette o altro, ha trovato in quei mesi un’alternativa e si è abituato ad andare altrove, a Rivanazzano ad esempio. Se in più il cliente abituale cambiando si è anche trovato bene… è un cliente che hai perso e che non recuperi più».

Chi fa parte oggi dell’associazione?

«Il direttivo ha dato a tutti la possibilità di entrare, non abbiamo escluso nessuna categoria anzi abbiamo allargato la fetta anche agli artigiani che prima non potevano farne parte. Siamo ancora nella fase embrionale di raccolta adesioni e devo dire che al momento nessuno ci ha chiuso a priori la porta in faccia».

Il direttivo è composto da 7 persone, andate tutti d’accordo?

«Mai avuto problemi con nessuno, nè con i membri del direttivo nè con gli associati. Credo di essere sempre molto disponibile nell’ascoltare, nel capire e nel motivare una scelta piuttosto che un’altra. Credo che le persone di questo direttivo siano persone di buon senso, che pensano al paese come lo farebbe un padre di famiglia».

Per associarsi è necessario pagare una quota di adesione. Cambiamenti in tal senso?

«La quota è sempre stata di 50 euro ad attività, da quest’anno abbiamo deciso di abbassarla a 20 euro più 10 euro addizionali per ogni dipendente presente nell’attività.  Questo per far fronte alle esigenze espresse da diverse piccole attività per le quali i 50 euro diventavano un impegno troppo gravoso. Credo che 20 euro sia una cifra più che accettabile e accessibile a tutti. C’è poi chi decide in coscienza di dare un contributo maggiore e ovviamente ben venga».

Facendo i conti della serva: 20 euro ad attività… Diciamo che non siete un’associazione “ricca”…

«Per niente, i soldi raccolti con la quota associativa serviranno solamente per coprire i costi della gestione dell’associazione, tolti quelli le nostre casse rimarranno vuote e chiedere ai soci un ulteriore contributo sarebbe impensabile, per questo dobbiamo inventarci manifestazioni che abbiano costo zero e non è facile. Fondamentale quindi è: iniziare un dialogo costruttivo con l’amministrazione locale, la regione e la provincia per ottenere sostegno magari con bandi regionali, incontrando figure politiche che potrebbero aiutarci e sostenerci, lavorare con il personale del Info Point di Salice perchè diventi anche uno strumento di promozione del territorio e non solo un fornitore di informazioni, creare dei gruppi di acquisto per poter ridurre quei costi che tutti noi operatori dobbiamo affrontare, sostenere e facilitare tutti coloro che vorranno organizzare manifestazioni a Salice Terme».

Le chiederei che idee avete per rilanciare Salice Terme, ma se è vero che  le idee camminano con le gambe degli uomini… senza soldi… diventa tutto più complicato se non impossibile. Che fare?

«Trovare uno sponsor forte o più sponsor disposti ad investire a Salice Terme  e nelle sue manifestazioni non è una strada percorribile in questo momento. Salice non ha uno storico da poter proporre e “vendere” ad eventuali partner pubblicitari. Va creato da zero e va creato a costo zero. è questa la grossa sfida dell’Associazione. Al momento l’unica nostra chance è la possibilità di aderire a bandi regionali, è importante quindi lavorare in questa direzione e allacciare una serie di rapporti con le istituzioni proprio per accedere a questi finanziamenti. Devo dire che da questo punto di vista siamo “fortunati” in quanto sia l’Assessore regionale Magoni sia il Ministro Centinaio hanno un occhio di riguardo per la nostra situazione».

Siamo positivi e facciamo finta che Salice riesca ad accedere a questi bandi e a portare a casa un po’ di soldini… che fare?

«Investire in pubblicità intelligente che possa attirare attenzione positiva, perché di quella negativa purtroppo ne abbiamo già a sufficienza…Un piccolo passo lo stiamo già facendo in questa direzione, abbiamo commissionato al regista Rosson di Voghera un video promozionale che racconti Salice in modo innovativo e giovane, un video promozionale professionale da poter utilizzare per attrarre organizzatori di eventi importanti che nessuno di noi è in grado di organizzare e che cerca di mettere in luce tutte gli aspetti del paese decontestualizzandoli dal discorso Terme. Le terme ora non ci sono. Cerchiamo di andare oltre».

Salice senza Terme può sopravvivere dal suo punto di vista?

«Salice senza Terme... non voglio neanche pensarci. Abbiamo le Terme President che stanno sopperendo alla mancanza ma purtroppo la notizia “Terme di Salice chiuse” ha creato un grosso problema. Io voglio essere fiduciosa! Fortunatamente l’amministrazione è riuscita ad avere in gestione la manutenzione del parco perché Salice non esiste senza il Parco».

Quali sono le criticità o le battaglie che l’Associazione intende portare avanti?

Discorso parcheggi in primis. A Salice abbiamo solo parcheggi a pagamento e alcuni posti a sosta oraria e questo a mio giudizio è un deterrente per chi vuole venire a Salice. Le faccio un esempio concreto e vissuto: se un espositore del mercatino del Mercoledì, che oltre ad aver fatto 100 km, magari non ha venduto un granchè ed a fine serata si ritrova anche una multa, a Salice non ci torna. Avere almeno presso la piazza del mercato il parcheggio libero potrebbe essere anche un motivo per spingere le persone a parcheggiare lì e a fare una “vasca” lungo viale Delle Terme che è la via dove sono concentrate molte attività commerciali. Seconda cosa sicurezza e pulizia: noi commercianti diurni viviamo un forte disagio soprattutto nel week end quando al mattino troviamo un paese devastato, da scarpe dentro la fontana a vetrine imbrattate di schifezze varie, a vasi di fiori che immancabilmente vengono o distrutti o rubati…  Non so quale sia la ricetta ma una certa regolamentazione va data, deve arrivare  un segnale forte che a Salice si viene, ci si diverte, si trova pulito e si lascia pulito. Si era pensato tempo fa di istituire le ronde proprio per far fronte a questa che in alcuni periodi diventa una vera e propria emergenza, ma non credo sia la soluzione».

Spesso sono state rivolte critiche al mercatino del Mercoledì, tradizionale appuntamento estivo a Salice Terme e riproposto anche quest’anno. Cosa si sente di rispondere in merito?

«I mercatini serali hanno tutti più o meno quel target, il vero problema è che a Salice gli espositori di un certo livello non ci vogliono venire perché si è sparsa la voce che a Salice non si vende e che non c’è abbastanza movimento. Per quanto riguarda le critiche spesso arrivano da persone che a Salice vengono solo per dormire, che non vivono il paese e non spendono qui i loro soldi. Magari da chi dopo una giornata di lavoro a Milano magari preferisce che Salice sia morta, con un bel silenzio tombale che accompagni i loro sonni».

Torniamo ad una vecchia diatriba, a Salice esistono  due vocazioni: una verde e tranquilla e una dei locali e della movida. Lei cosa crede sia meglio?

«In questo momento non ci può essere l’uno senza l’altro. Come tutte le località turistiche a Salice possono convivere entrambe le cose se ben regolamentate».

Mercatini del mercoledì, Mercato di Forte dei Marmi… Lei crede che per Salice siano meglio tante piccole manifestazioni o sarebbe auspicabile una sola grande manifestazione ma di un certo calibro?

«Vorrei farne poche ma di un certo livello, ma per arrivare a questo obbiettivo dobbiamo avere un minimo di budget. Tutto quello che facciamo ora, bello o brutto che sia,  è a costo zero e realizzabile solo grazie al volontariato di noi operati».

Come membro della passata associazione quali sono state le più grandi difficoltà incontrate e come pensa di superarle?

«La scarsa partecipazione degli operatori durante le riunioni è una “cattiva” abitudine. Capisco gli impegni ma una volta ogni tanto farsi vedere è fondamentale  per confrontarsi,  bisogna parlare e mettere insieme le idee per migliorarsi. Partiamo già con l’handicap di non avere soldi e di non poterci permettere investimenti, di non essere del mestiere perché nella vita facciamo altro, avessimo i soldi per pagare un professionista del settore saremmo tutti più sereni… almeno la partecipazione sì, quella è doverosa per tutti».

Il fatto di essere stata nelle scorse elezioni membro della lista opposta all’attuale sindaco Riva le ha causato dei “problemi” nel svolgere il suo ruolo di presidente degli operatori turistici?

«Nessun problema anzi c’è molta collaborazione con l’amministrazione comunale tant’è che il sindaco Riva mi ha “promesso” un bel contributo per la realizzazione del video promozionale su Salice».

Prossime idee?

«Intanto manifestazioni a costo zero ma che nello stesso tempo possano risollevare un po’ l’immagine del paese, sono idee per ora in fase embrionale ma per esempio abbiamo proposto in collaborazione con la Pro loco di Godiasco una “Notte Colorata” che possa partire dal pomeriggio per non darle solo una connotazione notturna e per cercare di agganciare anche quella fetta di gente che non ama la movida serale, ho condiviso con il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese l’idea di fare a Salice una sorta di Wine Festival con degustazione presso tutti i locali, di vini oltrepadani. Vedremo».

di Silvia Colombini

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