Domenica, 20 Maggio 2018

BRONI - «LA POLITICA QUI NON C’ENTRA NULLA, L’ASSOCIAZIONE È APOLITICA»

è partita l’avventura della Consulta Giovani a Broni. Un gruppo di una decina di ragazzi, che si pone l’obiettivo di coinvolgere i propri coetanei in una serie di eventi. La Consulta organizzerà concerti, manifestazioni, dibattiti, momenti di riflessione, coinvolgendo anche i ragazzi delle scuole cittadine e potranno partecipare i giovani con un’età tra i 18 e i 30 anni.

La Presidente della Consulta è Gaia Achilli. A lei abbiamo chiesto una panoramica di questa associazione.

Partiamo con qualche curiosità su di lei. Cosa fa nella vita?

«Ho 22 anni e dopo essermi laureata, lo scorso settembre, in scienze biologiche, sto frequentando il corso di laurea specialistica in bioanalisi che fa sempre parte della facoltà di biologia. Inoltre da alcuni anni a questa parte, svolgo il servizio di maschera teatrale».

Come è nata la voglia di intraprendere questa esperienza?

«è nata dalla volontà mia e del resto del gruppo di poter dar spazio alle nostre idee e collaborare attivamente a favore del territorio soprattutto per quanto riguarda la creazione di eventi diretti ai ragazzi. Tutto noi della Consulta condividiamo questo pensiero».

Come si sente ad essere il presidente della Consulta?

«Innanzitutto ci tengo a sottolineare che noi siamo tutti sullo stesso piano e che la parola di ognuno di noi vale come quella degli altri, senza nessuna distinzione. D’altro canto sono molto contenta della fiducia che il resto del gruppo ha riposto nei miei confronti».

Quando e come è nata la Consulta?

«L’idea della consulta è nata lo scorso aprile, durante un incontro con la consigliera per le politiche giovanili Laura Ursini Casalena ed il Sindaco Antonio Riviezzi. Da una parte c’era la nostra voglia di poter esprimere i nostri pensieri mentre dall’altra la voglia di realizzare un’iniziativa apposta per i ragazzi. Da quell’incontro è nato il Cinema Stellare, la rassegna cinematografica estiva, che ha avuto molto successo l’anno scorso. Considerato l’ottima riuscita dell’evento abbiamo deciso di proseguire il nostro cammino fondando questa nuova associazione in modo da poter coinvolgere il maggior numero di nostri coetanei».

In quanti siete?

«Il primo nucleo, i soci fondatori per intenderci è formato da otto persone, però tramite incontri con i ragazzi e gli eventi che stiamo organizzando il gruppo si sta già allargando e spero possa continuare a farlo in futuro».

Ci sono compiti precisi tra di voi?

«Si noi soci fondatori rappresentiamo quella che è il direttivo e ognuno di noi ha un compito in base alle proprie caratteristiche. Riccardo Pazzola è vicepresidente e si occupa dei canali social come Facebbok e Instrgram, Chiara Verdi Brusati è il tesoriere e si occupa quindi delle finanze dell’Associazione, Edoardo Depaoli è il portavoce addetto alle relazione esterne, Alice Daccaro si occupa dei rapporti con le Associazioni culturali, Vittoria Cavanna dei rapporti con le Associazioni di volontariato, Federico Perinetti si occupa di ambiente e rapporti con le scuole, infine c’è Alice Tacconi che in quanto segretario dell’Associazione si occupa del corretto mantenimento dei verbali. Al gruppo si sono poi aggiunte Giulia Brega, che si occupa delle grafiche e della realizzazione delle locandine, e Valentina Gramegna che sta seguendo l’organizzazione del concorso fotografico».

Siete un’associazione che condivide la stessa idea politica oppure l’aspetto politico non c’entra nulla?

«No, la politica qui non c’entra nulla, l’associazione è apolitica e nei nostri discorsi non rientra nessuna retorica di tipo politico. A noi interessa lavorare per Broni e per il territorio dando spazio a una “voce giovane”».

Quali sono secondo voi i bisogni più impellenti per Broni?

«Diciamo che al nostro gruppo, come già detto, interessa promuovere cultura e territorio e tutti noi, condividiamo l’idea che i giovani debbano avere più spazio. Una cosa che ci sentiamo di promuovere inoltre è la collaborazione fra associazioni ed enti. Solo con la sinergia e la collaborazione di più persone e associazioni possiamo migliorare il territorio».

Quali sono gli aspetti positivi da valorizzare?

«Un aspetto da valorizzare è che l’Amministrazione ha colto le nostri istanze, sostenendo questo progetto, dandoci anche la possibilità di realizzare i nostri eventi. Abbiamo notato un sentimento di fiducia verso i giovani che di questi tempi non è poco. Un’altra cosa molto positiva è stato vedere una risposta molto positiva da parte dei nostri coetanei quando abbiamo realizzato il cinema all’aperto. È la stata la nostra prima scommessa e siamo riusciti ad ottenere un ottimo risultato. Questo ci ha dato la forza e la consapevolezza che i ragazzi come noi possono e devono avere spazio per realizzare i propri progetti».

E cosa si dovrebbe invece cambiare?

«Da un punto di vista giovanile, dovrebbe cambiare la comunicazione verso i ragazzi e migliorare la collaborazione fra le diverse associazioni. Per questo cerchiamo sempre di creare eventi in collaborazione con le realtà già esistenti. Un esempio è il concorso fotografico che faremo con il circolo fotografico Oltrepò».

Cosa vorreste fare per il territorio Oltrepò?

«Promuoverlo il più possibile. Il nostro è un territorio da scoprire e valorizzare e questo molte volte, soprattutto in passato non è stato fatto. La nostra idea è quindi di farlo apprezzare e conoscere a quanti più giovani possibili».

di Elisa Ajelli

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