Domenica, 20 Maggio 2018

VALLANZASCA CHIEDE LIBERTÀ CONDIZIONALE, LA DIREZIONE DEL CARCERE: "ADEGUATO LIVELLO DI RAVVEDIMENTO"

Renato Vallanzasca, protagonista della mala milanese, condannato a quattro ergastoli, ha chiesto di concludere la pena in regime di libertà vigilata. Il boss che ha passato in carcere oltre 40 anni e a cui è stata revocata la semilibertà nel 2014, non può riottenerla e men che meno può avere la liberazione condizionale. È la richiesta formulata in udienza, davanti ai giudici della Sorveglianza, dal sostituto pg Antonio Lamanna. Anche se la direzione del carcere di Bollate, in una relazione depositata dalla difesa, parla di un «adeguato livello di ravvedimento», il pg ricorda che il codice impone, invece, che il ravvedimento sia «sicuro» e, per il pg, nel suo caso non lo è. La decisione spetta al Tribunale di Sorveglianza di Milano, a cui il «Bel Renè» ha chiesto che gli vengano concesse la liberazione condizionale e la semilibertà che gli era stata revocata nel 2014, dopo che era stato arrestato in un supermercato per rapina impropria di oggetti di poco valore, tra cui un paio di mutande. Martedì Vallanzasca è tornato in aula davanti ai giudici della Sorveglianza (udienza a porte chiuse). Il tribunale deciderà nei prossimi giorni.

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