Sabato, 23 Giugno 2018

STRADELLA - «LA STAZIONE STRADELLINA È COMUNQUE UNA DELLE PIÙ PULITE»

La situazione pendolari è sempre più disagiata. Ritardi cronici, cancellazioni e sporcizia dei treni, guasti, numero di carrozze non adeguato, poca sicurezza dovuta alla scarsa manutenzione dei mezzi e alle persone che popolano i treni sprovviste di regolari biglietti. E poca, pochissima attenzione da parte della Regione.

Questo e molto altro è quello che raccontano le persone che, per motivi legati al lavoro e allo studio, si trovano costrette ogni giorno a dover viaggiare in treno.

Molti degli intervistati, pendolari da parecchi anni, hanno lamentato vari disagi ma hanno preferito non comparire su una testata giornalistica, nonostante abbiano dichiarato il proprio disappunto su vari social network.

  1. Vercesi, pendolare da vent’anni

«Per quanto riguarda la “Direttrice 23” che è quella che riguarda Stradella-Pavia-Milano, posso dire in tutti questi anni che viaggio che la situazione non è mai migliorata. Continuo a vedere una scarsa manutenzione dei mezzi, viaggiamo d’estate con treni caldi e d’inverno con treni freddi perché non funzionano aria condizionata e riscaldamento. Molto spesso viaggiamo con treni sottodimensionati, perché magari alcune carrozze sono andate in manutenzione e non c’è la possibilità di sostituirle. Quindi il viaggio diventa ancora più faticoso perché parte dei passeggeri devono viaggiare in piedi. Il fatto poi che adesso ci sia meno personale di controllo ai pendolari non cambia nulla, perché neanche prima c’era un supporto per noi: Stradella adesso ha un sistema elettronico quindi viene tutto comandato da Milano, ma questo non ha assolutamente creato particolari disagi ai pendolari. Più che altro al Comune, perché avendo in comodato d’uso la stazione, si è presentato il problema di dover aprire e chiudere la stazione, cosa che prima veniva effettuata dai dipendenti dell’ufficio movimenti. Stradella ha comunque risolto brillantemente la cosa.

La stazione stradellina è comunque una delle più pulite ed è mantenuta bene e controllata in modo adeguato.

Ci crea invece maggior problema l’annuncio che è uscito che ci sarà il famoso Frecciarossa che da fine febbraio dovrebbe partire da Genova e arrivare a Milano centrale, incrociando parecchie tratte di treni nell’orario in cui i pendolari viaggiano. Il coordinamento provinciale pendolari pavesi ha già effettuato una segnalazione in merito all’autorità di regolamentazione dei trasporti, ha mandato la stessa anche all’assessore regionale e al consiglio regionale della Lombardia…siamo in attesa di vedere cosa ci verrà risposto, perché ad oggi non conosciamo nemmeno ancora quali treni attualmente in linea e che prestano servizio per i pendolari, sia sulla tratta di Voghera che su quella di Stradella, potranno essere interessati dall’introduzione di questo treno. Lascia perplessità l’introduzione di un Frecciarossa su una linea che non è dedicata e che è già intasata da una notevole quantità di treni che vanno verso Genova, verso il Piemonte, oltre che verso zone della Lombardia. Sembra quasi più una mossa elettorale, non una vera necessità. Questa è naturalmente solo una mia opinione. Infine devo ammettere che, come comitato pendolari, con questa ultima Giunta Regionale, abbiamo trovato meno supporto e meno volontà di far proprie le istanze dei pendolari lombardi. Prima quanto meno avevi un punto di ascolto e c’era la possibilità di un confronto…invece adesso c’è solo l’incontro di facciata che poi però non porta a nulla».

Marco Morini, pendolare da vent’anni

«La mia esperienza? Un disastro. Il problema principale direi che è il sovraffollamento del treno del mattino, che è quello più gettonato, perché prende sia i pendolari che gli studenti. Già a Pinarolo è pieno e si fatica a trovare posto per sedersi… e da Bressana Bottarone non ci si siede neanche a pagare oro. La composizione del treno ogni tanto è di sei carrozze ma dovrebbe essere non meno di sette. L’altra mattina, infatti, ce ne erano proprio sette e si viaggiava benissimo, poi però il giorno dopo ce ne hanno messe cinque e poi ancora sei…non so se ci prendono in giro o altro…

Poi la questione ritardi, dovuti al passaggio a livello di Pinarolo che si guasta, gli scambi di Pinarolo che si guastano…

La situazione negli anni è sempre peggiorata, e l’ultimo mese di dicembre è stato davvero allucinante, con ritardi quotidiani sia al mattino che alla sera.

Parlando della sera, credo di non essere mai arrivato a casa in orario. Quello delle 18.21 da Milano Rogoredo è diretto ad Arquata e si ferma a Pavia. Qui noi dobbiamo quindi scendere e prendere il treno delle 18.47 che ci porta a Stradella: il problema è che spesso e volentieri, se il 18.21 ha ritardo anche solo di 10 minuti, non si sa con quale criterio il 18.47 parte vuoto da Pavia. Di fatto quindi non viene rispettata la coincidenza… perciò ti ritrovi a Pavia, la coincidenza non c’è e devi aspettare il treno delle 19.26…che anche quello non è mai in orario! Pazzesco… Viaggio da più di vent’anni, se considero anche gli anni universitari, e non ricordo una situazione così pesante».

Eleonora C., pendolare da trentatre anni

«Sono tanti anni che viaggio…mi ricordo ancora quando c’era la terza classe e le panche di legno, quindi ne ho viste…sono una pendolare che può prendere la medaglia! Ho una grande fortuna: con il mio lavoro ho l’orario flessibile mensile, di conseguenza tutti quelli che possono essere i disagi legati ai ritardi giornalieri dei treni mi toccano con un po’ meno di stress rispetto ad altri colleghi pendolari. I ritardi sono ormai cronici tutte le mattine, ma la cosa più brutta da segnalare secondo me è che abbiamo un materiale rotabile molto vecchio, vetusto. Ci sono tantissime rotture: treni a cui si rompe il locomotore, treni bloccati in linea, passaggi a livello rotti (soprattutto sulla linea di Stradella). Chi viaggia da Pavia diciamo che è leggermente avvantaggiato perché ha una rosa di treni più ampia come scelta, tendenzialmente ogni dieci minuti c’è un treno per Milano, e quindi si può ovviare a dei ritardi che ci sono sulla linea.

Oltre a queste situazioni presenti da anni, si è aggiunto poi il problema della sicurezza: viaggiare la sera tardi può creare paura. I miei orari sono abbastanza classici, quindi viaggio sempre con tanti altri pendolari, ma ho amiche che invece hanno altri lavori e quindi altri orari di ritorno e hanno paura. Questo comunque vale sia per noi che viaggiamo, sia per il personale che lavora sui treni. Ho assistito una volta ad una scena veramente brutta, in cui c’era un controllore donna che è stata insultata e disprezzata da persone, non italiane, che non avevano con se’ il biglietto. Quella volta sono intervenuta anche io in difesa di quella donna, perché sono diventata davvero intollerante di fronte a questi furboni che viaggiano senza il biglietto. Non c’è la sicurezza di prima. Non c’è il rispetto di niente, gente che sputa per terra, che butta le cose, che mette i piedi sui sedili…e io non tollero più che vengano disprezzati o comunque rovinati i beni comuni della società».

Martina Nese, studentessa pendolare

«Io viaggio per motivi di studio, dalle tre alle cinque volte a settimana, da diversi anni ormai. I ritardi e le cancellazioni sono all’ordine del giorno , e ciò porta a parecchi disagi per noi pendolari. Non è confortante “dipendere” da un mezzo pubblico, rischiare di arrivare in ritardo al lavoro o a scuola per un motivo che non dipende da noi. Non sono rare le volte in cui devo correre a lezione per recuperare il ritardo del treno. Questo disagio si amplifica anche per il fatto che i treni della linea Milano-Pavia-Stradella passano solo una volta ogni ora, quindi in caso di cancellazione bisogna aspettare un’ora in stazione per il treno successivo.

In merito alla stazione di Stradella,  ci sono stati alcuni interventi per renderla più accogliente, come ad esempio l’Infopoint (un servizio di cui però non ho mai usufruito) e le varie verniciature ai muri, anche se rovinati dai vandali poco dopo.

Inoltre l’esistenza di una biglietteria all’interno della stazione lo ritengo un ottimo vantaggio, soprattutto per chi deve acquistare un biglietto all’ultimo minuto. Qualche tempo fa esistevano anche delle macchine automatiche per i biglietti, che però ad oggi non esistono più».

di Elisa Ajelli

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