Domenica, 20 Maggio 2018

GODIASCO SALICE TERME - FONDAZIONE VARNI AGNETTI: PIACCIA O NON PIACCIA È UNA “CREATURA” DI BEROGNO

A Godiasco Salice Terme, ci sono cose che non funzionano, altre che funzionano poco, altre che funzionano bene, la Fondazione Varni Agnetti ONLUS che si occupa dei servizi dedicati alla persona anziana, da vent’anni funziona molto bene. Elio Berogno, sindaco di Godiasco Salice Terme per “una vita” e per “una vita” ha fatto cose nel comune amministrato. Sentendo i suoi detrattori, moltissime sbagliate, sentendo i suoi fans, quasi tutte giuste, forse la verità sta nel mezzo, ma certamente su una cosa sono tutti d’accordo, la Varni Agnetti funziona bene, molto bene. Il peso politico, di Berogno, sarà forse diminuito, il passare degli anni avrà, forse, limitato la sua attività da “ras politico” della Valle Staffora, ma certamente l’impegno che profonde nella “sua” Varni Agnetti è tanto. Simpatico o antipatico Berogno possa risultare, i risultati lo premiano.

Berogno la Varni Agnetti che se ne dica, è una “sua” creatura quando lei era sindaco del Comune di Godiasco Salice Terme. Com’è nata l’idea di creare una struttura di questo tipo?

«Anzitutto dobbiamo riconoscenza e gratitudine alla Signora Maria Maddalena Concaro Varni in Agnetti che, dando concreta attuazione alle volontà dello Zio, Ing. Alfredo Varni e del marito, l’Avvocato Giuseppe Agnetti, già Presidente del Tribunale di Voghera, nel 1981 ci ha messo a disposizione la villa, i terreni adiacenti, un appartamento a Voghera e del denaro sul c/c Cariplo per la costruzione della Casa di Riposo per anziani a favore dei cittadini di Godiasco Salice Terme e di Montesegale (l’Ing. Varni era nato a Montesegale). Successivamente con D.G.R. n. 36366 del 20.9.88 è stato costituito un Consorzio tra i Comuni di Godiasco. Fortunago, Montesegale e Rocca Susella con lo scopo di provvedere alla realizzazione della Casa di Riposo (n. 60 posti letto). Nel 1992 i Comuni hanno deliberato lo scioglimento del consorzio e contemporaneamente si è costituita l’I.P.A.B. (Istituto Pubblico di Beneficienza ed Assistenza) “Casa di Riposo per Anziani Varni Agnetti”, (Ente autonomo di diritto pubblico) con DGR di Regione Lombardia n. 67238 del 19 aprile 1995 ai sensi della Legge 17/7/1890 n. 6972 che ha gestito la R.S.A. (Residenza Sanitaria Assistenziale) per anziani sino al 31/12/2003».

Fondare una fondazione, perdoni il gioco di parole, non è cosa facile e lei ce l’ha fatta. Come ci è riuscito e grazie all’aiuto di chi?

«Inizialmente, fu costituito un consorzio tra il Comune di Godiasco e quelli di Montesegale, Fortunago e Rocca Susella per la costruzione della struttura e per poter richieder i necessari finanziamenti, ricordo infatti che sono stati erogati per la realizzazione: Lire 3.960.000.000 dallo Stato, Lire 830.000.000 dalla Regione Lombardia FRISL, Lire 1.250.000.000 dalla Fondazione Cariplo, per un totale di Lire 6.040.000.000. In questo “lavoro” durato dal 1988 al 1998 ho avuto la collaborazione fattiva degli altri colleghi Sindaci Beniamino Giani (Rocca Susella) a cui è succeduto Paolo Nicolini, Pier Achille Lanfranchi (Fortunago) ed Italo Ferrari (Montesegale) cui è poi succeduto il Dott. Giovanni Ferrari. Chi ha aiutato molto, in modo determinante, ad ottenere i finanziamenti sono stati due Grandi Amici: il Sen. Dott. Giovanni Azzaretti ed il Sen Avv. Giuseppe Guzzetti. In data 1 gennaio 2004 in conseguenza dell’abrogazione della Legge 6972/1890 ed in ottemperanza alla Legge Regionale 13 febbraio 2003 n. 1 (“Riordino della disciplina delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza operanti in Lombardia”), l’I.P.A.B. “Varni Agnetti” si è trasformata in persona giuridica di diritto privato senza scopo di lucro non a partecipazione pubblica con D.G.R. di Regione Lombardia del 12/12/03 assumendo la denominazione di Fondazione “VARNI AGNETTI”. Si è optato per una Fondazione senza scopo di lucro di diritto privato in quanto garantisce maggior flessibilità nella gestione e permette di dare risposte più immediate alla molteplici esigenze dei nostri Ospiti. Giova ricordare che in Lombardia a seguito della Riforma della IPAB il 97% degli Enti ha optato per la trasformazione in persone giuridiche di diritto privato (la forma giuridica maggiormente scelta è stata quella della Fondazione che rappresenta il 90% del totale degli enti trasformati).

La Fondazione nel luglio 2012 è stata iscritta all’Anagrafe delle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale – O.N.L.U.S.; la Regione Lombardia con proprio decreto n. 10324 del 16/11/2012 ha approvato lo statuto della Fondazione “Varni Agnetti” O.N.L.U.S.».

Qual è stato il momento più difficile che ha dovuto affrontare da quel lontano 1998 anno della nascita della Fondazione Varni Agnetti?

«Le difficoltà non sono mancate, soprattutto prima del 1998, infatti quell’anno, ha avuto inizio l’attività vera e propria della Casa di Riposo. Ci siamo dovuti confrontare soprattutto con le continue modifiche legislative, a carattere nazionale e, conseguentemente, a quelle Regionali. Basti pensare che il progetto della struttura è stato redatto per ben tre volte dall’Ing. Giampiero Canevari di Pavia con tutte le conseguenti approvazioni da parte dell’allora USSL, Vigili del Fuoco ed altre pratiche burocratiche. Il 1999 e il 2000 sono stati gli anni più difficili dal punto di vista economico-finanziario, ma dal 2001 la situazione è via via migliorata ed insieme alla situazione finanziaria è migliorata anche la qualità dei servizi tanto che nel 2003 è iniziato il percorso che ha portato alla certificazione di qualità ai sensi della norma UNI EN ISO 9001 della R.S.A, del C.D.I. e dei Servizi Territoriali ed all’accreditamento di ulteriori 12 posti letto della R.S.A. per un totale di n. 72. La difficoltà degli ultimi anni è legata al fatto che le rette (tariffe) della nostra R.S.A. e del C.D.I. sono di molto al di sotto della media della retta del territorio dell’ATS Pavia e del territorio regionale. Basti pensare che un Ospite della R.S.A. “Varni Agnetti” risparmia in un anno più di € 5.000,00 rispetto alla retta media territoriale delle RSA dell’ATS PAVIA e più di € 7.500,00 rispetto alla retta media della RSA della Lombardia. Erogare servizi di qualità come stiamo facendo a costi molto più bassi rispetto alla concorrenza (in alcuni casi fino a € 1.000,00 in meno al mese) non è certo facile; la nostra “missione” è comunque quella di erogare servizi di elevata qualità a costi sostenibili per l’utenza!».

Il momento invece più gratificante?

«L’apertura della R.S.A.  “Varni Agnetti” di 60 posti letto il 18 dicembre 1998, un obiettivo raggiunto, dopo 10 anni di lavoro intenso e continuativo è stato sicuramente il momento più gratificante. Durante quella “storica” giornata come ho spiegato nel mio intervento, ero soddisfatto e fiero di aver mantenuto la parola data alla Signora Nena (Ved. Concaro Varni) con la quale ho sempre avuto rapporti di stima ed amicizia che risalgono addirittura alla mia infanzia. La Zia Maria Manelli, sorella di mia Mamma, è stata per tantissimi anni una sorta “di dama di compagnia” della Signora. Tant’è che le due camere dell’attuale struttura dove ci sono gli Uffici del Direttore e di Presidenza, erano la Sua abitazione. Un altro motivo di gratificazione è stato quello di essere riuscito a realizzare quest’opera senza gravare sui cittadini dei nostri Comuni mettendo a loro disposizione un servizio che, in questi venti anni ha dimostrato tutta la sua utilità, sia sociale che economica. Mi si consenta di ricordare anche coloro che non ci sono più ma che hanno avuto un ruolo importantissimo per la realizzazione della struttura: l’esecutore testamentale, Geom. Roberto Albera; il notaio Piero Dentone; il professore Rino Scupelli (Medico della Signora); il mio vice Sindaco di allora Cav. Ettore Conti. Di questo “gruppo” faceva parte -  ed ha avuto un ruolo fondamentale – il nostro Arciprete, Mons. Rino Mariani che, anche recentemente, ha dimostrato il suo attaccamento all’istituzione, facendo una importante donazione».

La Varni Agnetti si trova nel Comune di Godiasco Salice Terme anche se chi usufruisce dei servizi della struttura arrivano da altri comuni oltrepadani e non solo. Perché nel consiglio di amministrazione della fondazione sono presenti oltre al Comune di Godiasco anche quello di Fortunago, Montesegale e Rocca Susella?

«La “Varni Agnetti” è una fondazione privata senza scopo di lucro, non a partecipazione pubblica, il cui Consiglio di Amministrazione è composto da sette membri, compreso il Presidente, così individuati: Il Parroco di Godiasco, membro di diritto, a tutela delle volontà della donataria Famiglia Agnetti; 1 amministratore nominato dal Comune di Fortunago;      3 amministratori nominati dal Comune di Godiasco Salice Terme; 1 amministratore nominato dal Comune di Montesegale; 1 amministratore nominato dal Comune di Rocca Susella. Alla nascita della Fondazione, ovvero il 1 gennaio 2004, si è voluto mantenere la nomina di alcuni membri del Consiglio di Amministrazione da parte degli Enti locali di riferimento nel rispetto delle tavole fondative dell’ex IPAB e affinchè la Fondazione rappresentasse il più possibile il territorio. I Componenti del Consiglio di Amministrazione durano in carica cinque anni a decorrere dalla data di insediamento del medesimo e non rappresentano gli Enti che li nominano».

Che apporto danno alla Fondazione questi Comuni?

«I Comuni in tutti questi anni hanno contribuito al rimborso del FRISL concesso da Regione Lombardia a fronte dell’impegno assunto dal Consorzio comunale (costituitosi nel 1988 e scioltosi nel 1992 come ho già accennato) che ha dato vita alla costruzione della Casa di Riposo. Dopo la trasformazione da I.P:A.B. a Fondazione di diritto privato, ai sensi della L.R. 11/02/2003, n. 1, i Comuni hanno il solo compito di designare i Consiglieri nel Consiglio di Amministrazione. L’attività di controllo sull’Istituzione e sul servizio è svolta dall’Azienda di Tutela della Salute (ex ASL), mentre i controlli interni sulla situazione economico-finanziaria dell’Ente sono affidati al Revisore dei Conti, l’Organismo di Vigilanza vigila invece sul funzionamento, l’efficacia e l’osservanza del modello Organizzativo ai sensi del D.lgs 231/2001. La Fondazione inoltre si sottopone volontariamente a controlli aggiuntivi effettuati da Enti Certificatori Terzi ai sensi della norma UNI EN ISO 9001 e OHSAS 18001. Mi preme ricordare che negli ultimi anni (dal 2009) ad oggi la Fondazione ha investito sul territorio comunale circa 4,5 milioni tra risorse proprie e contributi da Fondazioni private (es. Fondazione Cariplo) e lasciti».

Per la Varni Agnetti si sprecano le lodi sia dei pazienti sia di quei “giudici difficili e parziali” che sono i parenti dei pazienti. In un momento in cui diverse strutture simili alla Varni Agnetti hanno problemi con la giustizia dovuti a maltrattamenti agli ospiti, in che modo, con quali attenzioni o quali dispositivi siete riusciti a non avere queste problematiche nella vostra struttura?

«È importante precisare che tali problematiche per lo più non riguardano strutture che ricadono nel sistema socio sanitario regionale in quanto, tali strutture hanno standard e requisiti assistenziali continuamente monitorati e controllati dagli organi di controllo come l’ATS Pavia. In sostanza, gli standard qualitativi di servizio richiesti da Regione Lombardia sono molto elevati e permettono di escludere, nella maggior parte dei casi, queste problematiche. Per quanto concerne la nostra struttura, è importante sottolineare che consideriamo da sempre “Ospiti”, gli utenti a cui vanno erogati i servizi con il sorriso sulle labbra e con le dovute competenze professionali. La Fondazione inoltre ha adottato volontariamente da anni un Sistema di Gestione Qualità certificato con cui si sono definiti i parametri qualitativi di servizio che soddisfano la domanda dell’Ospite e che rispettino ovviamente gli obblighi imposti dalla normativa nazionale e regionale. L’adozione di questo Sistema comporta che vengano effettuati ulteriori controlli, rispetto a quelli di legge, svolti sia da personale interno, da personale esterno (professionisti) e dall’ente terzo indipendente che emette il certificato di qualità. Bisogna specificare altresì che, nelle imprese di servizi alla persona, la qualità dei servizi erogati è strettamente connessa con la qualità del personale impiegato.Partendo da questa considerazione, il Consiglio di Amministrazione e la Direzione, hanno sempre posto molta attenzione alla gestione delle risorse umane. Attenzione che si articola in attività di formazione continua, rapporti consolidati, mantenimento e costanza del rapporto stesso. La scelta della certificazione OHSAS 18001 per la salute e sicurezza dei lavoratori è stata fatta proprio per dimostrare l’importanza dei lavoratori per la Fondazione. Si consideri che la Fondazione Varni Agnetti è stata la prima RSA certificata con questo standard in Lombardia. Inoltre anche il forte radicamento della Fondazione “Varni Agnetti” O.N.L.U.S. al territorio contribuisce ad escludere questi tipi di problematiche, la Fondazione eroga servizi alla cittadinanza locale e impiega lavoratori residenti nei comuni fondatori e nei comuni limitrofi. Insomma in tutti questi anni dall’anno 1998 ad oggi abbiamo cercato di fare del nostro meglio ed abbiamo erogato servizi socio-sanitari a 2.000 ospiti della R.S.A., più di 1.000 ospiti del Centro Diurno Integrato, ed abbiamo una lista d’attesa attuale di 383 persone per la nostra RSA. I risultati li abbiamo raggiunti lavorando insieme: Consiglio di Amministrazione, personale dipendente, personale delle Cooperative, collaboratori esterni e fornitori per un totale di oltre 130 lavoratori».

Il Dottor Carlo Ferrari è il Direttore della Fondazione dal 2004, un direttore è come un allenatore di una squadra di calcio e a parte alcune rare eccezioni, gli allenatori vengono sostituiti ogni 3/ 4 anni. Quanto ha contribuito il Dottor Ferrari al successo della Fondazione Varni Agnetti e in futuro quale sarà il suo apporto?

«Il Dott. Carlo Ferrari è Direttore della Fondazione dall’aprile 2001, è improprio inoltre fare riferimento al mondo calcistico (anche perché, se così fosse, saremmo sempre in conflitto: lui è milanista ed io juventino…) poiché nelle nostre strutture l’obiettivo è il conseguimento del miglioramento continuo del servizio e questo si ottiene con continuità di lavoro e con costante propensione al miglioramento puntando a piccoli passi verso l’eccellenza del servizio! Va anche ricordato che con la sua collaborazione e competenza la Fondazione dal 2001 ha allargato i propri servizi non limitandosi solo alla casa di riposo (ad esempio l’accreditamento per l’erogazione di VOUCHER SOCIO-SANITARI AL DOMICILIO, del servizio semi-residenziale Centro Diurno Integrato, della RSA APERTA e della PRESA IN CARICO di pazienti affetti da patologie croniche). Il Dott. Ferrari, nella nostra organizzazione, ha anche avuto un’opportunità di crescita professionale che ha saputo cogliere e realizzare. Il Dott. Ferrari Carlo non soltanto è un ottimo Direttore ma, ha saputo in primo luogo, mettere a disposizione di tutti noi la competenza gestionale acquisita negli anni ed ha sempre cercato di trasferire queste competenze a tutti i nostri collaboratori. Ritengo poi che la costante presenza del Direttore nella struttura sia un valore aggiunto della stessa ed abbia determinato in questi anni nel personale tutto, una sorta di “fiduciosa e sicura consapevolezza” di non essere soli nei vari compiti. Il suo apporto per il futuro sarà sempre determinante e l’obiettivo che con lui abbiamo cercato di perseguire da sempre e che continueremo a perseguire è quello di creare un rapporto di fiducia, dialogo e collaborazione sempre più stretto con l’ospite e i suoi famigliari, per migliorare la qualità dei servizi erogati, rendendoli più efficienti, tempestivi e vicini alle esigenze di quanti ne usufruiscono. Direi che in questi anni ci siamo riusciti…».

Lei è stato nominato Presidente della fondazione nel 2014 quando il comune di Godiasco Salice Terme era guidato dalla giunta di Gabriele Barbieri. Il Sindaco attuale è Fabio Riva che proprio al suo fianco iniziò il suo percorso politico negli anni 2000 prima come consigliere comunale per poi fare scelte diverse. Visto l’eccellente lavoro da lei svolto come Presidente pensa di ricandidarsi nel 2019 e pensa che la giunta guidata da Fabio Riva sosterranno la sua candidatura?

«La designazione del 2014 mia, della Sig.ra Donata Ambrosini e del Sig. Maurizio Mula a membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, ha durata di 5 anni come da norma statutaria e scadrà nell’ottobre 2019; nella seduta del 15 ottobre 2014 si è costituito il Consiglio di Amministrazione della Fondazione che mi ha nominato Presidente. Il Geom. Fabio Riva ha iniziato la sua attività amministrativa nel 2004, quando è stato eletto sindaco l’amico Angelo Dentoni. Con Piero Bina Piercarlo Franchignoni ed io, Riva ha rivestito la carica di Assessore in Comune di Godiasco. Per quanto riguarda l’ultima parte della sua domanda non è certo il caso di parlare di ricandidatura perché non è prevista dalle norme statutarie ed è di competenza del prossimo Consiglio di Amministrazione. Ricordo inoltre che le funzioni di Presidente e di consigliere del Consiglio di Amministrazione sono espletate a titolo completamente gratuito come da norma statutaria. Quindi mi corre l’obbligo di ringraziare, sinceramente, non soltanto gli attuali Consiglieri, ma anche tutti coloro che nel passato, hanno offerto la loro collaborazione gratuita alla “VARNI AGNETTI” quali componenti del Consiglio di Amministrazione della Fondazione».

La Varni Agnetti conta quasi un ventennio di successi. Prima del 2019 anno in finirà il suo mandato ha un sogno nel cassetto che intende realizzare per migliorare ancora di più la fondazione?

«Il mio sogno nel cassetto lo realizzeremo entro la fine del 2018 e si chiama “Residenzialità integrata nel territorio della Comunità Montana Oltrepò Pavese per la costruzione di alloggi innovativi per anziani e soggetti in condizioni di disagio sociale e di una rete di protezione integrata con l’utilizzo della domotica collettiva.” Si tratta di 14 alloggi protetti per anziani e soggetti in situazione di disagio, una struttura di 1.700 mq, 26 nuovi posti letto con ambienti confortevoli tecnologicamente avanzati e personalizzabili a seconda delle esigenze degli Utenti. I monolocali hanno una superficie di 42 mq ed il bilocali di 62 mq tutti hanno un ampio terrazzo; gli alloggi sono autonomi, innovativi ed ecosostenibili, antisismici e sicuri, tecnologicamente avanzati con l’utilizzo della domotica collettiva, con la presenza di ampi spazi comuni ed aree verdi. Il servizio sarà rivolto a persone anziani autosufficienti e/o persone in situazione di disagio e si integrerà con i servizi che già eroga la Fondazione. L’investimento è di euro 2.851.866,00 ed il contributo della Fondazione Cariplo è di euro 1.000.000,00 il resto proviene da risorse proprie e da donazioni. Questo tipo di struttura sarà la prima ad essere realizzata su tutto il territorio della Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese. Inoltre, anche nel restante territorio della provincia di Pavia, non esiste al momento una struttura di questa tipologia avente caratteristiche così innovative dal punto di vista della qualità architettonica, degli impianti, dell’utilizzo della domotica e della creazione di una rete di protezione integrata. L’opera realizzata completerà tutta l’assistenza socio-sanitaria del territorio collinare della Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese e permetterà di ampliare l’offerta di servizi esistenti coprendo e servendo la sfera legata ad una nuova residenzialità leggera attraverso la costruzione di alloggi innovativi per anziani e persone in stato di disagio sociale e la realizzazione di una rete di protezione integrata. I Lavori sono iniziati il 26 giugno 2017 e sono già ad un buon stato di avanzamento e prevediamo di finire entro il mese di ottobre 2018 in modo da aprire la struttura entro il 18 dicembre 2018 in contemporanea con i festeggiamenti dei primi 20 anni della Fondazione! Debbo doverosamente ringraziare oltre che la Fondazione Cariplo: il Sig. Eliseo Dominioni che, come ho già detto pubblicamente, ha fatto una importante donazione alla Fondazione senza la quale non avremmo potuto dare avvio ai lavori; Mon. Rino Mariani, il nostro Arciprete e, tutti gli altri benefattori che, tramite il 5 per mille e con atti diretti di donazioni hanno permesso il miglior funzionamento della “Varni Agnetti”. Da parte nostra garantiamo che la Mission della Fondazione è quella di dare efficaci risposte assistenziali e sanitarie alle persone anziane ed ai soggetti in situazioni di fragilità dando al contempo un’opportunità di lavoro ai nostri giovani che così riescono a rimanere sul territorio. Vogliamo, insieme a tutto il nostro personale, assicurare un ulteriore passo in avanti nel costruire un modello di Fondazione che sia, sempre più, espressione della Comunità che rappresenta e capace di essere protagonista del cambiamento nei nuovi scenari che vanno disegnandosi».

 

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