Mercoledì, 21 Febbraio 2018

SÌ ALL'USO DELL'IMMAGINE DI GESÙ E DELLA MADONNA IN PUBBLICITÀ, LO DICE LA CORTE DI STRASBURGO

Non si può vietare l'uso delle immagini di Gesù e della Madonna in pubblicità, perché sarebbe una compressione della libertà di espressione, garantita dalla Convenzione per la tutela dei diritti umani. Lo ha stabilito la Corte europea di Strasburgo, che ha accolto il ricorso presentato contro la Lituania da un'azienda produttrice di abbigliamento, la Sekmadienis Ltd, che tra settembre e ottobre del 2012 aveva pubblicizzato i suoi prodotti con fotografie di modelli truccati da Cristo e Maria. Le immagini erano state diffuse sia con affissioni sia on line, ma pochi giorni dopo l'Autorità lituana per la difesa dei consumatori aveva ricevuto varie denunce di cittadini che si sentivano offesi da quella reclame. Si era perciò attivata l'Agenzia di concessione della pubblicità, altra authority governativa, che aveva ravvisato violazioni dei limiti sulla decenza e sul rispetto della religione e aveva imposto il ritiro della campagna. L'azienda, dopo aver percorso senza successo tutti i gradi di giudizio in Lituania, si era rivolta alla Corte europea dei diritti umani che ora le ha dato ragione. La quarta sezione della Corte, presieduta dalla giudice Ganna Yudkivska, ha ritenuto all'unanimità che anche alla pubblicità si debba applicare il principio della libertà di espressio e ha condannato la Lituania a rimborsare alla ditta la multa da questa pagata (580 euro) e ogni altro danno pecuniario subito per l'ingiusta inibizione della pubblicità. 

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