Martedì, 12 Dicembre 2017

TRENITALIA: SALE D'ATTESA SBARRATE PER EMERGENZA PROFUGHI

E’ arrivata la neve. Il passo del Monginevro è chiuso da giorno, da colle della Scala le auto non possono più passare. Eppure la sfilata di migranti che tentano la traversata non si ferma nemmeno con l’arrivo del freddo.  Solo che adesso è molto più difficile e pericoloso. La situazione, nei comuni di partenza - Oulx e Bardonecchia -  è quasi di emergenza, tanto  che le sale d’aspetto delle due stazioni ferroviarie ora sono chiuse «fino a nuovo ordine»,si legge sui cartelli affissi davanti agli ingressi.  A Bardonecchia Trenitalia ha allestito una stanza  per la polizia dove accogliere gli stranieri.  Ma non basta perché il problema è in montagna, sui sentieri dove i migranti vengono trovati dalle forze dell’ordine italiane o dalla gendarmeria francese. La settimana scorsa è stato soccorso un  ragazzo di 19 anni della Costa d’Avorio. Stava cercando di attraversare il valico con le ciabatte sulla neve e ha rischiato l’ipotermia. Sono soprattutto minori: sempre la scorsa settimana un ragazzino di 16 anni è stato intercettato dalla gendarmerie e rispedito in Italia. "C’è un rapporto di cooperazione transfrontaliera sul tema dei migranti", spiega il prefetto Renato Saccone che nei prossimi giorni incontrerà i sindaci di Oulx e Bardonecchia, Paolo De Marchis e  Francesco Avato per fare il punto della situazione. Entro l’inizio dell’inverno Saccone incontrerà anche il prefetto di Chambery. Intanto a Bardonecchia e Oulx  si sta creando un’organizzazione per dare assistenza. La sera la Croce Rossa di Bardonecchia porta te caldo e coperte a chi dorme dove capita. La Croce Rossa di Susa ha chiesto all’ente nazionale rifornimenti e materiale -  sacchi a pelo e vestiti pesanti -  per aiutare gli stranieri che nonostante la traversata sia ormai difficile non si fermano. Molti sono rimasti a Bardonecchia  e non hanno mai smesso di provarci, non smetteranno fino a quando la neve non sarà così tanta da rendere i sentieri impraticabili. Anche alcune Ong hanno gli occhi puntati su questo fenomeno che  da quest’estate ha assunto dimensioni nuove, sulle montagne della valle di Susa. Il tema è cercare di offrire assistenza senza creare attriti con chi vive qui, soprattutto in una delle stagioni più importanti per l’economia delle stazioni sciistiche.


 

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