Mercoledì, 13 Dicembre 2017

HA CREATO UN GRUPPO PUBBLICO SU FACEBOOK PER “REGALARE” IL SUO SPERMA E AIUTARE LE DONNE A DIVENTARE MADRI

In Italia il 70% delle nascite avviene all'interno del matrimonio ma spesso è proprio la mancanza di un partner fertile o di un partner tout-court a impedire di soddisfare il desiderio di avere un figlio. Ma non tutti sono disposti a rinunciare. Ci sono infatti coppie o donne single che decidono di provare ad avere un figlio comunque. Oltre alla via maestra della fecondazione eterologa, consentita in Italia solo a coppie sposate o conviventi da più di 5 anni, per chi non ha tanti soldi da spendere per andare a tentare la fecondazione all'estero, resta solo l'opzione fai da te. E in soccorso arriva la Rete dove spopolano i gruppi di uomini pronti a regalare il proprio seme. Non si capisce perché lo facciano, anche se spesso, specie quando si dicono disposti "solo al metodo 'naturale'", ovvero solo a inseminazione attraverso rapporto sessuale, diventa abbastanza intuibile il perché lo facciano. Spesso all'insaputa della moglie. C'è poi chi è incentivato dal rimborso spese che può essere più o meno alto. E chi, come il fondatore del gruppo Facebook 'Donatori di seme Emilia Romagna - Bologna e dintorni', nome in codice Donato Re, dice di farlo per "missione" e afferma "senza nessun timore di smentita di essere l'unico donatore di seme privato, serio, in Italia e che porta avanti questo progetto con continuità e impegno". Ha circa 35 anni, abita nel cuore dell’Emilia e tiene all’anonimato perché dona, gratuitamente, il suo sperma. Lo regala a donne single o in coppia, che abbiano un compagno con problemi di fertilità o che siano deluse dalle lunghe liste d’attesa e dai costi della fecondazione eterologa in Italia. O che facciano parte di una coppia omosessuale. Ha un profilo Facebook, il suo nick name è «Donato Re». Fornisce i suoi certificati medici aggiornati, per garantire di non avere Hiv, epatiti e sifilide. «Sono single, non sono fidanzato né innamorato, e non sono mai stato sposato – spiega -: posso dedicare tempo, senza segreti né sotterfugi, ad aiutare le “riceventi” (così si chiamano in gergo), senza liste d’attesa, né costi, o “umiliazioni” che il sistema sanitario it­aliano impone». Sul perchè lo fa risponde: "Un po’ perché aiutare in modo disinteressato rende una persona migliore, dà gioia, come il volontariato: un po’ perché è meraviglioso vedere, o anche solo sapere, che un grembo femminile cresce grazie alla donazione. È bello, bellissimo".
La scelta della donazione è sempre lasciata alla ricevente. Una donna può ricevere il seme da un contenitore standard, di quelli per le urine, sterilizzati, acquistabili in farmacia, e lei, per proprio conto, o con l’aiuto del compagno o della compagna, inietterà con una siringa senza ago il liquido dopo circa 10-15 minuti, comodamente, in una stanza. Ci si incontra vestiti e ci si saluta vestiti, senza atto sessuale. C’è anche il metodo «naturale», tramite rapporto se viene esplicitamente richiesto, ma la donazione è molto “professionale”: non ci sono baci, né carezze. "Non si rimane completamente nudi: la donna scopre solo il ventre. Poi la aiuto a tenere il bacino sollevato, con un cuscino. Le donazioni devono avvenire solo nel periodo di picco ovulatorio". I donatori che si possono contattare su Facebook aiutano sempre gratuitamente?
"Il commercio di gameti, per la legge italiana, è vietato. È illegale vendere il proprio sperma. Ma da tempo succedeva pure questo: alcuni donatori che avevano fondato gruppi Facebook o che frequentavano siti Internet dedicati alla donazione di seme, chiedevano soldi in cambio della provetta o di un rapporto naturale. Quando sono venuto a saperlo, ho cominciato a denunciarlo pubblicamente nel gruppo Facebook di cui all’epoca amministravo come donatore. Un donatore serio non domanda denaro, non offre solo la metodologia al naturale, non chiede foto della ricevente senza scambiarne. Inoltre non pubblica, né manda in privato, fotografie di bimbi avute dalle donazioni. La tutela della privacy dei minori e anche dei loro genitori è sacra. Infine, non dà buca nei giorni della donazione. Questo può essere un vero problema per una ricevente dai 40 anni in su, per la quale ogni ovulazione è preziosa".

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