Sabato, 17 Agosto 2019

L’INDAGINE: 1 ITALIANO SU 10 HA PREGIUDIZI SUGLI EBREI

Dopo l'episodio della diffusione da parte di tifosi laziali, di adesivi raffiguranti Anna Frank con indosso la maglia della Roma, torna il dibattito sull’antisemitismo. L'intento degli ultras laziali era quello di offendere, come se l'immagine della Frank potesse essere usata come insulto. Non è la prima volta che le curve degli stati ospitano episodi del genere e la domanda che sorge spontanea è se, al di là del tifo (malato) e degli ultras, il sentimento antiebraico sia ancora diffuso nella nostra società. Una recente indagine condotta dal Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) assieme all’istituto IPSOS, ha voluto indagare quali siano oggi le opinioni ed i sentimenti degli Italiani nei confronti degli ebrei: apertura/chiusura, possibili stereotipi diffusi, fino ad arrivare al misurare la presenza o meno di un vero e proprio antisemitismo. La ricerca, titolata “Stereotipi e pregiudizi degli italiani: dagli immigrati agli ebrei”, è basata su un campione di 38mila persone e misura il pregiudizio antiebraico in Italia nelle sue caratteristiche demografiche, politiche e religiose.

Il primo dato che emerge dallo studio è che la maggioranza degli intervistati (il 55% circa) non ha idea di quanti ebrei ci siano in Italia, molti ne sopravvalutano il numero mentre solo il 10% si avvicina al dato corretto: circa 35.000. Tendenzialmente gli italiani percepiscono gli ebrei come "un gruppo unito" formato da persone "che si aiutano sempre tra loro", molto abili negli affari e con un grande potere economico. Circa tre italiani su dieci ritengono che gli ebrei muovano la finanza mondiale e loro vantaggio e che siano più leali verso lo Stato di Israele che vero il Paese in cui vivono. Quanto alla presenza di sentimenti antisemiti in Italia, il 41% ritiene che sia parzialmente vero, il 5,2% del tutto vero, il resto ritiene l’affermazione sia esagerata o ne riconosce solo in minima parte l’esistenza. Il 35% degli intervistati ritiene poi che la Shoah sia stata la più grande tragedia dell'umanità, mentre la maggioranza (il 53%) ne riconosce la gravità ma al pari di altre tragedie di cui si parla meno. Il resto del campione si divide tra chi dichiara di non sapere cosa sia la Shoah (9%) e chi la nega (3,5%). Sulla base delle opinioni espresse su queste tematiche, la ricerca ha classificato gli intervistati in 4 sottogruppi: i senza pregiudizi, i neutrali, gli ambivalenti e gli antisemiti. Il gruppo prevalente è quello dei neutrali, cioè coloro che non sono né in accordo né in disaccordo con la gran parte delle affermazioni . Gli antisemiti si attestano invece al 11%, mentre nel 2007 erano circa il 12%: un dato che quindi, negli ultimi 10 anni , è rimasto più o meno invariato, nonostante in questo lasso di tempo il mondo sia cambiato tantissimo. Più che il sentimento antiebraico, ad aumentare in questi anni è stata l'intolleranza verso gli immigrati, un sentimento diffuso anche tra quell' 11% di antisemiti che generalmente sono "poco istruiti, residenti al Sud e collocati politicamente a destra". A differenza di quanto ci si potesse aspettare, quindi, in 10 anni non si è registrato un aumento dell'antisemitismo e gli atteggiamenti degli italiani nei confronti degli ebrei posso definirsi stabili.

 

 

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