Mercoledì, 18 Ottobre 2017

BOOM DI CREMAZIONI, LA LOMBARDIA AL PRIMO POSTO

Il funerale in Italia cambia stile: Si è passati dalle 110.710 cremazioni nel 2013 alle 141.553 del 2016 con un trend in costante crescita. In testa Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte. E' quanto emerge dagli ultimi dati raccolti dalla Sefit Utilitalia (Servizi Funerari Italiani) sulle cremazioni di cadaveri effettuate nell'anno 2016 nei crematori italiani in funzione, predisposti sulla scorta dei modelli a suo tempo inoltrati ai comuni sede di impianto e ai gestori. Dietro il fenomeno una molteplicità di fattori: dalle ragioni economiche alla questione degli spazi. Analizzando il dato territoriale, le regioni dove la cremazione è più sviluppata - in termini di rapporto percentuale delle cremazioni eseguite sul territorio rispetto al dato nazionale - continuano ad essere Lombardia (25,8%), Emilia-Romagna (14,6%) e Piemonte (14,3%), che dispongono del maggior numero di impianti di cremazione operativi (12 per ognuna delle tre regioni) e sono le regioni con maggiore mortalità. In particolare la Lombardia è in testa con 36.590 cremazioni, segue l’Emilia-Romagna con 20.600 e il Piemonte con 20.285 cremazioni. La crescita percentuale maggiore nel 2016 rispetto al 2015 si è avuta a livello regionale in Sardegna (+41,8%), Puglia (+39,5%) e Sicilia (+21,3%), "anche se va detto - specificano i Servizi Funerari Italiani - che in queste incidono soprattutto la messa in funzione o il fermo/rallentamento operativo di uno o più impianti e la scarsa numerosità dell’anno precedente". La crescita numerica regionale più elevata si è registrata invece in Emilia-Romagna (+2.777), Lazio (+829) e Veneto (+516). L'incremento del ricorso alla cremazione continua ad avvenire soprattutto al Nord, che ha una maggiore presenza di impianti, ma anche al Centro. In particolare nei capoluoghi di provincia dotati di impianto. Riguardo alle altre forme di sepoltura, secondo le stime del 2016, le inumazioni (in terra) sono state 203.037 (33%) mentre le tumulazioni (in loculo e in tomba) 270.671 (43,99%). Oltre a un intimo e personale desiderio dell'individuo, dietro il boom di cremazioni esiste una molteplicità di fattori. Le ragioni economiche pesano, infatti la sepoltura di un'urna cineraria costa molto poco, ma all'origine della scelta vi sono anche la questione degli spazi e la legittimazione di questa pratica da parte della Chiesa cattolica, prima percepita come ostile. C'è poi il tema della disponibilità degli spazi legato a quello dei costi, costruire tombe di famiglia era ed è costosissimo e richiede spazi. Si può scegliere l'affidamento familiare, la dispersione ma anche una collocazione cimiteriale garbata, appropriata e decorosa. Quanto al costo della cremazione, al netto dei ricarichi che possono fare le imprese di onoranze funebri, dipende anche dalla distribuzione, efficienza e accessibilità degli impianti che non sono distribuiti in modo equilibrato sul territorio nazionale.

giift

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