Domenica, 22 Ottobre 2017

OLTREPO PAVESE - LUNGO IL PO - PESCA DI FRODO: "DANNEGGIA IRREPARABILMENTE LE ACQUE DEL FIUME PO"

La pesca di frodo in Italia sta assumendo le proporzioni di un vero disastro ambientale. Sono necessarie delle azioni concrete se si vuole riportare la situazione alla legalità. Questi "pescatori" agiscono di notte, usano strumenti illegali (reti e electrofishing) e rivendono il pescato anche nei nostri mercati, finendo poi sulle nostre tavole.

Non è solo una pratica illegale, che principalmente crea un grosso danno all'ambiente, ma il problema principale è che il pesce pescato nel fiume Po è contaminato, pieno di metalli e altre sostanza nocive per l'essere umano. Si tratta di un problema di carattere nazionale, ma particolarmente sentito nella tratta che va dal Ponte della Becca fino a Parpanese, frazione di Arena Po.

Recentemente al Centro Nautico "Amici del Po" di Linarolo è stato inaugurato il numero verde anti bracconaggio 800 82 12 13. La manifestazione è stata sostenuta dal Deputato Parlamentare Angelo Ciocca e dal suo staff. Inoltre, sono intervenuti Matteo De Falco – Direttore Sky Pesca – e alcuni fondatori e rappresentanti di associazioni di categoria:  Yuri Grisendi fondatore di Catfish World, Giuseppe Scigliano di Pescatori Fai da Te, Aldo Vecchietti Presidente Catfishing Italia e Claudio Noli Rappresentante FIPSAS.

Ciocca afferma: "nasce un movimento del territorio che dice No al bracconaggio! Dice No a chi ha in mente di venire sul nostro territorio e distruggere qualcosa che per noi è estremamente importante ed è fondamentale per il futuro dei nostri giovani. I cittadini e i pescatori devono difendere questa pratica e unirsi contro il bracconaggio".

Ciocca ha voluto precisare che il numero verde attivato sarà "cinghia di trasmissione" tra i pescatori e le Procure di Pavia e di Lodi. Con questo si vuole dare giustizia contro chi oggi "violenta" i nostri fiumi e non rispetta il nostro patrimonio.

De Falco afferma: "non pensate che il numero verde sia la panacea di tutti i mali. È l'ennesimo bastone che stiamo andando a mettere tra le ruote di queste persone. Le cose stanno cambiando! Le leggi stanno cambiando, ma ancora tanto c'è da fare. Se non molliamo il colpo questa battaglia la vinciamo. Dobbiamo però essere uniti per affrontare il problema".

Grisendi continua dicendo: "è chiaro che gli occhi sul fiume siamo noi... le associazioni e la provincia ora si stanno impegnando insieme a noi. Il fiume è cambiato, i pescatori e le tecniche di pesca sono cambiate; è giusto che anche le leggi cambino, per tutelare coloro che amano il proprio territorio e soprattutto questa pratica. Qualsiasi cosa vedete, segnalatela o fotografatela".

Scigliano: "con l'impegno e la collaborazione gli interventi sono stati fatti. Possono sembrare delle gocce, ma tante gocce fanno un fiume. Se non ci pensiamo noi pescatori, non ci pensa nessuno. Dobbiamo assolutamente collaborare con le autorità".

Vecchietti afferma: "come associazione abbiamo già tentato di contrastare il bracconaggio in diversi modi. Chiediamo delle leggi più severe nei confronti di questo problema".

Noli: "la Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquea ha colto in modo importante questo grido di allarme ed è parte attiva della legge anti bracconaggio, sostenendo i movimenti territoriali e locali. La federazione collabora attivamente con le istituzioni al fine di modificare e semplificare normative e regolamenti".

Al Direttore di Sky Pesca abbiamo rivolto qualche domanda per chiarire quelli che sono i punti fondamentali legati all'istituzione del numero verde anti bracconaggio.

De Falco cosa succede nel momento in cui si chiama il numero verde?

"Questo deve diventare un contenitore entro il quale le varie segnalazioni vengano catalogate; sarà creata poi un pagina Facebook che servirà a registrarle e condividerle con tutti. Credo che sia l'ennesimo pezzo che aggiungiamo nella lotta contro il bracconaggio".

Che ruolo hanno le istituzioni in tutto ciò?

"Le istituzioni hanno un ruolo fondamentale, poiché ancora una volta questi hanno lentamente capito che il problema esiste veramente. Dietro a questo ci sono milioni di euro che girano illegalmente, oltre che questioni di alimentazione non tracciata, evasione fiscale e associazione a delinquere".

Cosa ne pensano i pescatori, i diretti interessati coloro che vivono quotidianamente questo disagio?

Ai pescatori che frequentano questa tratta del Po, che va dal Ponte della Becca fino a Parpanese chiediamo chi sono questi "pescatori" che stanno deturpando il fiume

"Sono i 'figli' di quelli che, una ventina di anni fa, hanno deturpato il Danubio in Romania: lipoveni, popolazione dedita per tradizione alla pesca d'acqua dolce. In quello specifico caso, le autorità competenti hanno limitato la pesca intensiva e le popolazioni sono state costrette ad emigrare.

In Europa, l'area geografica più simile a quella dove queste popolazione erano abituate a pescare, è proprio quella interessata dal Fiume Po".  

Da quanto tempo va avanti questa situazione?

"Queste popolazioni sono arrivate in Italia una decina di anni fa. La loro occupazione principale è la pesca, che praticano con tecniche intensive e senza riguardo per l'ecosistema. Agiscono prevalentemente di notte, utilizzano lunghe reti a maglie strette, oppure cavi elettrici collegati a batterie che irradiano una scossa elettrica, danneggiando irreparabilmente le acque del fiume".

Quali sono le specie pescate?

"Lucioperca, carpe, pesci gatto e soprattutto siluri. Sono specie altamente inquinate, prive di controlli".

Non c'è proprio niente che si possa fare contro questi "barbari"?

"L'unica cosa che le autorità potrebbero fare è sequestragli l'attrezzatura, ma non crediamo sia così semplice. Servono delle sanzioni o delle pene più severe. Bisognerebbe intervenire a monte; il fatto stesso che la licenza di pesca venga rilasciata pagando una piccola quota alla Regione, non disincentiva l'attività illegale di questa gente. Si potrebbero mettere telecamere e maggiori controlli lungo il percorso del fiume! Noi per ora ci limitiamo a segnalare le azioni illegali, per il resto speriamo che le istituzioni trovino una soluzione perchè così non possiamo più andare avanti".

Cosa ne pensate dell'attivazione del numero verde?

"Sono anni ormai che segnaliamo e denunciamo qualsiasi azione illegale, ma non crediamo sia sufficiente l'attivazione di un numero verde. Quello che a noi serve è una maggiore sicurezza. Purtroppo queste sono persone che non guardano in faccia a nessuno. Non è più possibile andare a pescare in tranquillità, tanto meno in solitaria, poiché queste sono persone pronte a tutto.

Oggi il Po è invaso dai barbari venuti dall'Est, come secoli fa con gli Unni guidati da Attila. Ci volle un Papa e l'ultimo grande generale del tempo di Roma, Ezio, per fermarli".

giift

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