Martedì, 12 Dicembre 2017

LOMBARDIA : È TORNATA L’AVIARIA, E L’ABBATTIMENTO DI CENTINAIA DI MIGLIAIA TRA GALLINE E TACCHINI

L’influenza aviaria è un pericolo mai del tutto debellato. E lo dimostrano i dati delle ultime settimane sulla comparsa di focolai in allevamenti di polli o tacchini di diverse regioni. Per il rischio di diffusione della malattia tra gli animali è stato ordinato tra fine luglio e inizio agosto l’abbattimento di centinaia di migliaia di capi in Lombardia, Veneto e in Emilia Romagna, in particolare nelle province di Mantova e di Verona. Nel Veronese, ad esempio, sono stati ordinati abbattimenti ad Albaredo d’Adige (di quasi 18mila tacchini da carne), Erbè (12.200 capi) e Nogara. Nel Mantovano, invece, a Castiglione delle Stiviere (460mila galline ovaiole) e a Castellucchio (126mila). In Emilia, a Sorbolo, in provincia di Parma (26.500 tacchini). Altri Complessivamente si superano i 900mila capi abbattuti da inizio anno, quasi 800mila dal 20 luglio ad oggi.

Gli animali sono stati contagiati da virus ad alta patogenicità, quelli che si manifestano con sintomi gravi, colpendo anche gli apparati respiratorio, digerente e nervoso, e quindi con un elevato tasso di mortalità. Come spiega il sito dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, che pubblica tabelle dettagliate e costantemente aggiornate su tutti casi di influenza aviaria rilevati in Italia, la positività degli animali riguarda un virus di tipo A e sottotipo H5. Uno degli ultimi casi concerne un allevamento nel Veronese, in cui erano presenti circa 5.600 tacchini da carne maschi con 47 giorni di vita: il 31 luglio è stato osservato prima un calo dell’assunzione di mangime e acqua, poi il giorno seguente un forte aumento della mortalità, il 2 agosto si sono concluse le operazioni di abbattimento con la supervisione dei servizi veterinari. Qualcosa di simile è accaduto a Parma. Anche in questo caso la positività al virus influenzale è stata riscontrata dopo la segnalazione di un elevato tasso di mortalità di tacchini, in questo caso con 91 giorni di vita. Il focolaio tra i 26.500 capi si è riacceso in un allevamento già sede di un focolaio lo scorso inverno, estinto il 9 febbraio. In precedenza altri focolai erano stati estinti a inizio giugno e, prima ancora, tra gennaio e aprile. Le zone colpite risultavano ancora una volta la Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, e soprattutto, come nelle ultime settimane, le province di Mantova, Verona e Parma.

 

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