Lunedì, 27 Marzo 2017
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TERME DI SALICE: TESTA BASSA E LAVORARE

La speranza è l'ultima a morire e Salice spera che le Terme, da alcuni anni in stato comatoso, possano risorgere se non a nuova gloria almeno ad un livello accettabile per numero di clienti, per l'indotto che questi creano e per i posti di lavoro che le Terme fuori dal "coma" garantirebbero. La nuova proprietà delle Terme era partita, ad onor del vero, in modo abbastanza incerto con la nomina di Antonio Accroglianò, persona citata da diversi giornali locali e nazionali per vicende, non proprio limpide, legate ai suoi familiari di origine calabrese. L'avvocato di Antonio Accroglianò, primo amministratore nominato dalla nuova proprietà termale, ci scriveva che: "Il Sig. Antonio Accroglianò ha tutti i requisiti morali e professionali per ricoprire la carica di manager o amministratore della società che gestisce le Terme di Salice",  tant'è che dopo pochissimo tempo lo stesso decideva di dimettersi. Questo è un peccato perché aveva tutti i requisiti morali e professionali, come ci aveva scritto l'avvocato Tranfo.

Il manager di riferimento da quel momento è stato Davide Dionisi amministratore unico della Dionisi & Partner Broker Srl di Roma, società che gestisce la non facile patata bollente delle Terme di Salice. Da metà Febbraio le Terme hanno riaperto i battenti con alcuni innesti occupazionali e con ritrovata voglia di recuperare clientela, che è passata in soli dodici anni, da circa 24.000 a 8.000 utenti.  Le scarne dichiarazioni di Davide Dionisi sono state, a nostro giudizio, corrette e prudenti e non è stato aggiunto nulla di nuovo a quello che tutti sperano, in buona sostanza Dionisi ha espresso lo stesso concetto del capo della Ferrari F1, Maurizio Arrivabene, che dice da tre anni: "testa bassa e lavorare".

A Dionisi, inoltre, va dato atto e dato il merito di non aver formulato, come molti suoi predecessori, succedutisi in questi ultimi 10 anni,  dichiarazioni mirabolanti a proposito di piani di recupero del Grand Hotel o riaperture del Nuovo Hotel Terme che giace tristemente chiuso all'ingresso del paese, dichiarazioni alle quali i salicesi non credono più, anche se negli ultimi 10 anni, tanti e purtroppo anche tanti politici da paese, hanno creduto a questi fantasmagoriche enunciazioni fatte dai vari "manager" e proprietà  delle Terme.

Dionisi, molto concretamente, ha dichiarato che spera di recuperare un po' di clientela per passare dagli 8.000 clienti dell'anno scorso a circa 20.000, non ha detto in quanti anni spera di recuperare la clientela, speriamo in tre o quattro anni; se si pensasse di fare questi numeri in un solo anno sarebbe un obbiettivo, o meglio, un'illusione "stupefacente".

Le Terme di Salice e i centri termali in generale, sono stati definiti da Dionisi "luoghi pop", tranqui… non c'entra niente la musica… forse intendeva dire che sono luoghi popolari e questo è vero, ma affinché la definizione calzi a pennello devono avere un certo range di numero di persone che le frequentano e di clienti. Negli ultimi anni le Terme di Salice molto "pop" non erano e per rimanere in tema musicale erano piuttosto "punk", movimento giovanile di protesta sorto verso la fine degli anni settanta, un po' come le proteste che per mesi hanno esternato i dipendenti delle Terme di Salice ai quali lo stipendio non risultava pervenuto.

Il compito delle Terme sarà arduo, ma non impossibile e una buona strategia commerciale potrà riportare le Terme a livelli accettabili. La forza delle Terme di Salice è sempre stata l'eccellenza delle sue acque sulfuree e salsobromoiodiche, è dalle virtù terapeutiche di queste acque che bisogna ripartire. Nonostante la mal informazione conclamata, anche da parte di persone, che per motivi professionali o politici sono legati a questo territorio, le Terme di Salice sono, come quasi la totalità delle Terme italiane, ancora convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, e così come succede da almeno 30 anni, le terapie termali possono essere richieste dietro presentazione della prescrizione medica e chi si sottopone alle terapie termali con la prescrizione medica, se non esente, è tenuto al pagamento del solo ticket. Purtroppo ogni tanto qualcuno si alza e senza sapere di che cosa sta parlando blatera: "la crisi delle Terme di Salice è dovuta al fatto che non c’è più la mutua", questa è una balla colossale! La cosa più triste? Questa balla sulle terapie termali, è stata blaterata anche da qualche politicante salicese o di località attigue che dovrebbe ben conoscere la situazione, invece no. Blaterano delle sciocchezze e come spesso accade molte volte i politicanti dicono "pistolate". Ritornando alle Terme di Salice, siamo convinti che se rimetteranno al centro del loro business le terapie termali i risultati arriveranno, lentamente, ma arriveranno.

Se invece verrà messo al centro del loro business il benessere, parola usata e abusata dai più quando non si sa cosa dire, indirizzato prevalentemente ai trattamenti estetici, penso proprio che il rilancio delle Terme di Salice sarà sempre meno "pop" e sempre più "punk". Spero che il "testa bassa e lavorare", tanto caro al capo della Ferrari F1, concetto, in buona sostanza, espresso anche da Dionisi, non porti agli stessi risultati della Ferrari in questi ultimi anni. Inutile dire che i salicesi sperano tutti che le Terme ottengano risultati migliori, così come i tifosi della Ferrari.

 

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