Lunedì, 24 Luglio 2017
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“DICIAMO AI NOSTRI FIGLI CHE IL BULLO È UNO SFIGATO”

 Penso a Laura , che ha 12 anni e, di nascosto dai genitori, va ai giardinetti come le hanno ordinato due ragazzini dodicenni come lei e un tredicenne.

 Si inginocchia.

 Lecca loro i piedi.

 Annega il suo visino dentro una pozzanghera fetida.

 Si umilia per supplicare i tre bulli di non dare ai genitori e ai professori le foto che, ingenuamente, si è scattata davanti allo specchio del bagno, per compiacere il tredicenne di cui era innamorata.

Ce lo ha appena raccontata Massimo Massenzio, su questo sito, la storia insopportabile di Laura.

La sua vita, la sua allegria sono morte su Instagram, dove quelle foto l’hanno trasformata in oggetto di ludibrio.

Si è salvata perché ha trovato il coraggio di parlare.

Ai genitori? No. A una amica più grande, che aveva frequentato a scuola un corso per difendersi dai bulli.

Perché adesso, finalmente, noi adulti (che poi siamo a nostra volta autori o complici divulgatori di massacri sul web) abbiamo stracciato il sipario della omertá che copriva i bulli: sia a scuola che in rete.  

Il Miur ha indetto la Prima Giornata nazionale delle scuole contro bullismo e cyberbullismo , «Un nodo blu». Totti, J-Ax,Mika e tanti personaggi amati dai ragazzi hanno fatto appelli con #NonStiamoZitti, promosso da Telefono Azzurro.

Ma forse la strada per vincere questa guerra, le cui vittime sono sempre più piccole (anche alle elementari, ci sono i bulli), ce le indica la professoressa Germana Golia, che ha guidato un progetto sul tema, e a Massenzio ha detto che bisogna parlarne apertamente con tutti i ragazzi, «perché senza il pubblico, senza un coro che ride o applaude, il bullo non esiste».

Eccolo, il punto.

Il pubblico dei bulli.

Che cresce come una fiumana.

Nonostante appelli e campagne di sensibilizzazione.

Gli adulti spesso non ne sono consapevoli.

 Tre genitori su quattro, il 67% , non sa cosa sia il «sexting» ( mostrarsi in rete in pose provocanti), mentre un adolescente su 4 ammette di averlo fatto. Sono i dati diffusi al «Safer Internet Day» del 7 febbraio.

 I ragazzi, i bambini persino, hanno a che farci ogni giorno.

 È sulla massa di questo pubblico necessario ai bulli che io credo che si giochi la nostra guerra.

 Il bullo é un ragazzo che si sente inferiore e che sceglie di acquistare prestigio nel gruppo , assumendo il carattere «dominante» che, nel gruppo, identifica il leader: quello forte, quello che fa paura.

 Credo, da mamma e da destinataria di molte lettere di lettori, che il tema cruciale della adolescenza adesso sia, appunto, il Gruppo.

 È il Gruppo la reale «famiglia» di cui i nostri figli cercano disperatamente l approvazione.

 E finchè non sapremo dire loro che il bullo non è un « figo» ma uno «sfigato», credo che non riusciremo a vincere la tragedia del bullismo.

source : lastampa.it

 

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