Giovedì, 24 Agosto 2017

GLI ECOMOSTRI D’ITALIA HANNO LE ORE CONTATE: COME CAMBIERANNO LE PERIFERIE

Tra 38 mesi gli ecomostri più famigerati di Italia cambieranno look, questa la promessa dell’accordo da 500 milioni di Euro firmato lunedì a Palazzo Chigi, il “programma straordinario di intervento sulla riqualificazione urbana e sicurezza nelle periferie” che coinvolge le aree degradate o abbandonate di 24 città italiane. I progetti puntano ad assicurare la qualità e la sostenibilità - anche ambientale - con particolare attenzione al verde pubblico, alla scuola, alla cultura e alla mobilità.  Per i primi 24 progetti già finanziati sono stati messi a disposizione 500 milioni di euro. In totale ne verranno realizzati 120  - quindi altri 96 progetti rispetto a quelli che hanno già avuto l’ok - per un investimento totale di 3,9 miliardi. Nelle prossime settimane sarà reso disponibile 1 miliardo e 600 milioni, già previsti dalla Legge di Bilancio. Questo finanziamento permetterà di realizzare gli altri 96 progetti, per un totale di 2,1 miliardi di euro. Il 3 marzo 2017 il Comitato Interministeriale per la programmazione economica ha assegnato al programma periferie altri 798,17 milioni, di cui 603,90 milioni per le città e i comuni del Mezzogiorno e 194,27 milioni il Centro Nord. A conti fatti il progetto periferie può contare ancora su 1 miliardo per raggiungere i quasi 4 messi a disposizione dalla Stato. "Stime prevedono che i cantieri che verranno aperti potranno generare fino a 12 mila posti di lavoro”, si legge sulla Stampa, secondo cui “il tempo previsto per la realizzazione dei progetti è pari a 38 mesi”. Una volta concessi i finanziamenti e dopo la registrazione delle convenzioni da parte della Corte dei conti, i Comuni avranno 60 giorni di tempo per presentare i progetti definitivi e altri 60 per gli esecutivi. I lavori potranno partire tra due mesi. Da Nord a Sud, i progetti interesseranno le città e le aree metropolitane di Milano, Torino, Bergamo, Brescia, Vicenza, Genova, Mantova, Modena, Bologna, Firenze, Prato, Grosseto, Ascoli Piceno, Roma, Latina, Napoli, Avellino, Salerno, Bari, Lecce, Andria, Messina, Oristano, Cagliari. 

Milano: il progetto riguarda sei macro aree di intervento che interessano. Costo: 50.763.172 euro

  • il quartiere Satellite di Pioltello
  • le periferie dell'Alto milanese
  • la zona Nord della città 
  • le stazioni della linea della metropolitana M2 lungo la Martesana
  •  lo sviluppo socio cultuale nella zona sud ovest
  •  "Rica” (rigenerare comunità abitative) verso Human Technopole.

Torino:  gli interventi interessano cinque assi e 41 milioni per il progetto 'AxTo'

1.        Spazio pubblico

2.        Casa

3.        Lavoro e innovazione

4.        Cultura  e scuola

5.        Comunità e partecipazione. 

Genova: al centro del progetto di Genova c'è il quartiere Sampierdarena-Campasso-Certosa,  mirato alla ricostruzione di un'identità dell'area con l'offerta di servizi innovativi e favorire la frequentazione da parte di persone di età e culture diverse. Un traguardo da raggiungere con un sistema di opere di potenziamento dei servizi e delle funzioni attrattive e con il recupero di strutture mercatali per contrastare la marginalità e aumentare la qualità urbana e la sicurezza.  Costo: oltre 24 milioni di euro.

Bologna:  40 milioni e 31 progetti per rinascere. Dalla rinascita delle stazioni di Imola, Budrio, San Giovanni in Persiceto, ai percorsi ciclopedonali tra cui quello tra San Lazzaro e Ozzano e quello dell'Unipol Arena. Una serie di piccoli e medi interventi nei paesini intorno a Bologna per la vivibilità dell'hinterland. 31 i progetti, costo: 39.721.315 di euro

Firenze: le scuole sono la priorità. Per un recupero funzionale e sociale e per una maggiore relazione tra ambiti territoriali si punta a un pieno funzionamento del sistema scolastico, e più in generale dell'istruzione. L'obiettivo è stato pensato nel contesto di un'integrazione con la vivibilità sostenibile del quartiere e in sinergia con un adeguato sistema di verde pubblico e con un reticolo di mobilità ciclabile. Nel capoluogo toscano il progetto riguarda cinque aree di intervento per un totale di 50 milioni di euro: 

  • Periferia Ovest
  • Periferia Est
  • Mugello
  • Empolese 
  • Chianti e Val di Pesa. 

Roma: il dossier del comune di Roma prevede interventi in diversi ambiti, tra cui il restyling del quartiere Corviale, simbolo del degrado della capitale, e altri  progetti riguardano la creazione di aree verdi, piazze e giardini. Costo 51 milioni di Euro

  • iniziative per la promozione della mobilità dolce nelle scuole primarie
  • progetti per il recupero di edifici da destinare al social housing
  •  opere residenziali mirate nelle periferie problematiche di San Basilio e Corviale
  • restyling dell'ex Gil ad Ostia e dell'Ecomuseo Casilino

Sono tre i comuni capoluogo di provincia della Campania interessati dai finanziamenti del Governo per i progetti di riqualificazione delle periferie, Napoli, Avellino, Salerno per un totale di 99 milioni di euro.  

A Napoli, le risorse serviranno per 'Restart Scampia’ l'operazione che considera le Vele del quartiere partenopeo non più simbolo di degrado ma sede di servizi per i comuni dell'area Nord della città metropolitana. In particolare, il pieno prevede l’abbattimento delle vele A, C e D, mentre la vela B sarà riqualificata. Prevista anche la risistemazione delle aree pertinenti gli edifici.  Costo: 26.970.171 milioni.  Nel Salernitano, saranno eliminati prefabbricati risalenti al sisma del 1980 nelle aree collinari della città, nella maggior parte dei casi abbandonati, anche con parti in amianto. Costo: 26.680.342 milioni.  Terza città destinataria di finanziamenti, Avellino, dove nel Rione Parco, a Bellizzi e a Quattrograna saranno rimodellate all’insegna del decoro urbano, della riqualificazione delle aree, ai servizi educativi e formativi e alla sicurezza del territorio. Costo: 45.611.776 milioni.

Cagliari: programma "Sant'Avendrace" da oltre 26 milioni. Cagliari riparte dalla rinascita dei tre lotti tra il Colle di Tuvixeddu e la laguna di Santa Gilla, nel quartiere di Sant'Avendrace. Un'area cittadina che ha caratteristiche 'periferiche' in quanto, seppure non lontana dal centro storico e dal porto, è caratterizzata da situazioni di marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi, oltre che da assenza di spazi pubblici per la socializzazione, in particolare di aree destinate al verde pubblico ed allo sport. Gli interventi sono finanziati per 18 milioni di euro da fondi statali e per circa 9 da risorse private. Il piano degli interventi si divide in tre lotti.

  •  Il primo prevede la riqualificazione dell'asse urbano Viale Sant'Avendrace-via Po e del sistema di connessioni trasversali tra il quartiere.
  •  Il Lotto B riguarda il "Parco attrezzato sportivo e educativo" nell'area compresa tra il parco ferroviario e la laguna di Santa Gilla, mediante la riqualificazione di un'ampia area marginale, la dotazione di servizi per lo sport, il tempo libero e l'apprendimento. In programma anche la creazione di spazi di verde pubblico e di un polo vivaistico, oltre alla "riconfigurazione dell'accessibilità motorizzata e ciclo-pedonale".
  • Nel lotto C si costruirà un complesso di "social housing" (a carico di un privato) e edilizia residenziale pubblica con la riqualificazione dell'area del complesso produttivo dell'Ex Mattatoio comunale di via Po.

 

Leggi Il Periodico News - AGOSTO 2017


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