Martedì, 26 Settembre 2017

In estate l'evasore non va in vacanza. Al contrario, l'arrivo dei vacanzieri nelle località di mare e di montagna fornisce l'occasione per tanti e variegati illeciti fiscali: dalle case pollaio per i giovani che nel Salento vanno alla ricerca della movida agli affitti in nero delle case vacanze fino agli immancabili venditori abusivi. A fotografare la cosiddetta “piccola evasione” è stata la Guardia di Finanza con gli 11.300 controlli effettuati dal 1° luglio scorso nelle località di vacanza. Una media di 240 interventi al giorno che fanno parte del piano straordinario di interventi per la tutela dell'economia concentrati in particolare nelle località turistiche di mare e montagna e nelle città d'arte.

«Un cancro, grande o piccolo che sia, va comunque estirpato, per il bene del sistema economico del Paese», ha sottolineato il comandante generale della Guardia di Finanza Giorgio Toschi nel commentare il piano di controlli sui luoghi di vacanza. In particolare sono stati scoperti 460 venditori abusivi, privi di qualsiasi licenza o permesso e 1.600 esercenti che, pur avendo le autorizzazioni, non hanno comunicato al fisco l'inizio dell'attività o non hanno emesso scontrini. Ad Anzio, alle porte della Capitale, ad esempio, un circolo sportivo del Comune è stato trasformato in una discoteca, con tanto di cene e feste private a bordo piscina. I gestori, secondo quanto verificato dalle Fiamme Gialle, non solo hanno usufruito delle agevolazioni fiscali per gli enti no profit, ma non hanno mai pagato l'affitto, con un danno di 170mila euro per le casse comunali.

La nuova movida del Salento - se per i giovani rappresenta la nuova meta da raggiungere per molti proprietari di case, immobili e manufatti - rappresenta una vera e propria occasione di business. Un affitto su due degli oltre 800 controlli effettuati è in nero. La maggior parte delle abitazioni fuori da ogni regola sono state scoperte proprio a Gallipoli. E dalle verifiche durante i controlli, i finanzieri hanno trovato case prive di requisiti igienici affittate in nero e riempite soprattutto di ragazzi tra i 16 e i 28 anni. In un caso, ai giovani era stato affittato anche un deposito con un piccolo bagno, senza finestre né impianto di areazione. Delle 811 verifiche effettuate dai finanzieri in tutta Italia sono state 450 le violazioni riscontrate. Di queste, 370 erano affitti in nero.

L'estate è anche il periodo in cui il lavoro nero fiorisce soprattutto nei campi agricoli: sono 1.450 i lavoratori in nero o irregolari scoperti dal 1° luglio a oggi. In particolare 268 sono stranieri e 27 minori. Dati che dimostrano come la Gdf nei confronti del sistema paese, aggiunge Toschi, «contribuisce non solo con grandi indagini di polizia finanziaria, ma anche con quotidiane azioni di controllo che hanno visto una netta intensificazione». La priorità va alla lotta alla grande evasione e alla criminalità transnazionale - conclude Toschi - Senza però abbassare la guardia sugli abusivi o sui furbetti del fisco.

Tra gli obiettivi del piano straordinario di controlli anche la tutela del made in Italy. Sono circa 12 i milioni di prodotti falsi sequestrati e 250mila pezzi tolti ogni giorno dal mercato a partire dal 1° luglio scorso. Nel corso delle verifiche, i militari delle Fiamme gialle hanno denunciato 920 persone e scoperto 9 tra fabbriche e depositi clandestini in cui venivano prodotte e stoccate le merci che poi andavano a rifornire i venditori abusivi. La guerra alla contraffazione per le Fiamme Gialle è partita dalle spiagge e dalle principali strade delle località di villeggiatura e dai centri storici delle città d'arte per ricostruire l'intera filiera, dai produttori agli importatori fino ai centri di distribuzione.

Nel mirino anche i furbetti delle pompe di benzina: su mille distributori sottoposti a controlli, uno su cinque è risultato irregolare. Sono state 256 le violazioni contestate, 113 delle quali riferibili ai prezzi, mentre sono 38 i gestori delle pompe di carburante denunciati.

Sotto verifica anche la “la Dea Bendata”. Nei 635 interventi per contrastare il gioco e le scommesse abusive sono risultati irregolari uno su tre punti gioco. Sono state sequestrate 425 macchinette videopoker illegali e 93 punti di scommesse clandestine. Le Fiamme gialle hanno segnalato 270 persone, delle quali 43 denunciate all'Autorità Giudiziaria. La “vincita” grossa la Gdf l'ha comunque fatta a Torino dove ha sequestrato apparecchi da gioco manomessi da un gruppo criminale che, attraverso un software, ne alterava il funzionamento in modo da erogare vincite di importo di gran lunga inferiore rispetto a quello spettante.

 

"Un caffè al giorno al massimo è l'onere di cui le famiglie italiane sono chiamate a farsi carico per l'acquisto dei libri di testo per il prossimo imminente anno scolastico; una cifra, non superiore ai 300 euro, elaborata analizzando tutte le adozioni dei libri di testo delle scuole italiane, ben lontana dagli allarmismi che sono stati lanciati da alcune associazioni di consumatori e che conferma, dati alla mano, quanto da sempre le associazioni di librai italiani, Ali Confcommercio e cartolai italiani, Federcartolai Confcommercio, sostengono": lo dichiara Paolo Ambrosini, il presidente di Ali Confcommercio. "Queste campagne negli anni, - sottolinea Ambrosini - hanno creato un senso di allarme nelle famiglie e trasmesso l'idea che per entrare in libreria occorra svenarsi.

Le conseguenze si leggono vedendo i dati Istat 2017 che ci confermano la disaffezione alla lettura degli italiani (solo il 42% della popolazione attiva legge almeno un libro all'anno contro 68,7% dei tedeschi), per non dire delle centinaia di librerie che hanno chiuso negli ultimi anni e dei 13 milioni di italiani senza una libreria nel proprio comune di residenza".

"Gli insegnanti, con l'approvazione dei consigli di classe, ove siedono i rappresentanti dei genitori e degli alunni, - spiega una nota - scelgono i libri di testo; la scelta approvata dal consiglio di classe viene poi ratificata dal consiglio d'istituto che deve verificare il rispetto dei tetti di spesa stabiliti dal ministero, tetti di spesa che quest'anno sono stati ulteriormente abbassati. Il prezzo dei libri viene stabilito dall'editore ed è valido per tutto l'anno solare; gli editori depositano i propri listini al ministero". "Ci attendiamo - prosegue Ambrosini - che il Governo intervenga con misure a sostegno del consumo dei libri, come ad esempio la detrazione fiscale che da anni Ali Confcommercio indica come strumento utile di intervento e come forma di investimento del Paese nella formazione della popolazione". Sul fronte scuola interviene anche il Presidente di Federcartolai Confcommercio, Medardo Montaguti: "Non ci stiamo ad essere sempre presi come obiettivo dei rincari dei prodotti scuola. La filiera va analizzata nella sua interezza e noi per i prodotti di marca, ovvero zaini e astucci molto pubblicizzati e gettonati dai ragazzi osserviamo i listini prezzi stabiliti dal produttore".

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, che costituiscono il cosiddetto 'carrello della spesa', calano a luglio dello 0,6% su base mensile e aumentano meno del tasso di inflazione su base annua, con una crescita dello 0,8%. Lo comunica l'Istat nei dati definitivi.

In particolare incide su questo andamento il calo dei prezzi alimentari dello 0,7% su base mensile e la loro crescita stabile su base annua (+0,9%). Sono in ribasso soprattutto i prezzi della frutta fresca (-6,2%) e dei vegetali freschi (-4%), anche a causa di fattori stagionali. Su base annua questi prodotti mostrano comunque incrementi, rispettivamente dell'1,8% e dell'1,9%

Dal primo settembre, come prevede a riforma P.A, "entrerà in vigore il 'Polo unico per le visite fiscali', con l'attribuzione all'Istituto" di previdenza "della competenza esclusiva ad effettuare visite mediche di controllo" sulle assenze per malattia, anche per i pubblici. Così l'Inps in un documento del dg, Gabriella Di Michele. In attesa delle convenzioni con i medici e "dell'armonizzazione della disciplina dei settori pubblico e privato", "si forniscono le prime indicazioni" per un'attuazione "tempestiva". Soluzioni per una prima applicazione "sperimentale".

Dal monitoraggio degli elenchi provinciali dei medici di lista che collaborano con l'Inps per le visite fiscali "é stato possibile riscontrare alcune criticità riferite a specifiche aree territoriali dove la carenza di medici disponibili appare particolarmente rilevante". Così l'Inps nel documento per l'avvio del Polo unico. "Per converso, vi sono aree caratterizzate da un numero di medici iscritti nelle liste speciali decisamente elevato rispetto ai fabbisogni". L'Inps spiega che "come noto, a questa disomogeneità di distribuzione non si può ovviare con trasferimenti di medici da una lista speciale ad altra". Infatti, riporta, "le liste sono definite a livello provinciale e il medico può essere iscritto solo nella provincia presso la quale è risultato idoneo all'iscrizione con conseguente conferimento dell'incarico". Inoltre, fa presente, un decreto del 2013 "ha trasformato le suddette liste speciali in liste ad esaurimento (nelle quali sono confluiti i medici risultati iscritti al 31 dicembre 2007), 'cristallizzando' sostanzialmente la posizione del medico all'interno della relativa lista di appartenenza". Tuttavia, si legge sempre nel messaggio dell'Inps, "a beneficio delle sole strutture territoriali che già non riescono a soddisfare le richieste datoriali, nonché di quelle le cui potenzialità siano appena sufficienti ai fabbisogni attuali, che le modalità per il conferimento di incarichi temporanei o la reintegrazione delle liste sono contenute nelle circolari" del 2001, "tuttora vigenti". Quindi, "ove se ne ravvisi la necessità, si potrà anche procedere con l'assegnazione di incarichi temporanei che" possono essere occasionali per singole visite o continuativi per la durata massima di quattro mesi. L'inps precisa che "le sedi potranno, altresì, all'occorrenza, utilizzare i medici dipendenti e/o convenzionati dell'Istituto per l'effettuazione delle visite medico fiscali domiciliari e/o ambulatoriali".

Polo unico visite fiscali anche per Bankitalia e Consob - L'Inps ha individuato "le categorie di amministrazioni e dipendenti pubblici rientranti nell'ambito di applicazione della normativa sul Polo unico" per le visite fiscali, ovvero gli accertamenti sulle assenze per malattia. "Salvo diverso orientamento ministeriale" sono incluse "tutte le amministrazioni dello Stato", comprese le scuole di ogni ordine e grado, le Regioni, le Province, i Comuni, le università, le Camere di commercio, le aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale, le agenzie. Si intendono anche, precisa l'Inps, tutte le Regioni e Province a statuto speciale, non esclusa la Regione siciliana". E ancora il polo unico investe chi lavoro nelle Autorità indipendenti, comprese "la Consob e la Banca d'Italia, nonché il personale delle Università non statali legalmente riconosciute". Non rientrano, invece, per "esplicita previsione legislativa", il personale delle Forze armate e dei corpi armati dello Stato e del corpo nazionale dei vigili del fuoco". L'Istituto specifica che "restano inoltre esclusi dalla applicazione della normativa gli enti pubblici economici, gli enti morali, le aziende speciali".

 

 

Il presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Economia e delle Finanze, ha disposto il differimento dei termini per il versamento delle imposte dichiarate nell’anno 2017 da imprese e lavoratori autonomi. Il decreto del Presidente del Consiglio, del 3 agosto, è stato registrato dalla Corte dei Conti e sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. E' quanto annuncia il ministero dell'Economia. Il Dpcm consente alle imprese e anche ai lavoratori autonomi la possibilità di poter effettuare i versamenti delle imposte con una lieve maggiorazione, a titolo di interesse, pari allo 0,40% entro il 21 agosto prossimo.

 

 

 

C'è chi li accetta e chi invece no, ma ora il decreto del ministero dello sviluppo economico pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 agosto ed è quindi in vigore dal 9 settembre prossimo, cambia le regole e rende i buoni pasto spendibili praticamente ovunque. Il buono pasto si potrà spendere anche negli agriturismi, negli ittiturismi, nei mercatini e negli spacci aziendali. Il suo valore è comprensivo dell'Iva prevista per le somministrazioni al pubblico di alimenti e bevande. I buoni sono utilizzati esclusivamente dai prestatori di lavoro subordinato, a tempo pieno o parziale, anche qualora l'orario di lavoro non prevede una pausa per il pasto, nonché dai soggetti che hanno instaurato con il cliente un rapporto di collaborazione anche non subordinato. Non sono cedibili, né cumulabili oltre il limite di otto buoni, né commercializzabili o convertibili in denaro e sono utilizzabili solo dal titolare. Da settembre, allora, sarà più facile mangiare e fare la spesa con i buoni pasto.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha firmato oggi il decreto di riparto ed erogazione risorse sul rinnovo del materiale rotabile ferroviario per servizi di trasporto regionale. "Abbiamo fatto uno sforzo finanziario enorme – dichiara Delrio - per supportare le Regioni sul rinnovo dei treni per i pendolari. La ripartizione di risorse di oggi permetterà di acquistare nuovi treni per un viaggio più confortevole, con mezzi che permettano migliore accessibilità per i cittadini che hanno mobilità ridotta. La cura del ferro continua con attenzione a tutti i cittadini, in particolare quelli che hanno più bisogno del servizio pubblico". Si tratta di 640 milioni di euro complessivi, per il quadriennio 2019 - 2022: 210 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, 130 milioni di euro per l'anno 2021 e 90 milioni di euro per l'anno 2022. A queste cifre occorre aggiungere 426 milioni di euro di cofinanziamento regionale, per un totale di 1 miliardo e 66 milioni. Sommando alle somme messe in campo oggi lo stanziamento della delibera Cipe del 1° dicembre 2016 di 800 milioni di euro, cui vanno aggiunti 320 milioni di euro di cofinanziamento regionale, si arriva a una spesa complessiva di 2 miliardi e 186 milioni che consente l'attivazione di un processo massiccio di rinnovamento del materiale rotabile destinato si servizi ferroviari regionali. Sono risorse destinate esclusivamente all’acquisto di materiale rotabile ferroviario per il trasporto ferroviario regionale o regionale metropolitano. La firma arriva dopo l'intesa raggiunta il 27 luglio scorso in Conferenza Stato Regioni sul Decreto di riparto delle risorse stanziate sul fondo della Legge di Stabilità 2016, destinato al rinnovo dei parchi rotabili ferroviari regionali. A beneficiare delle risorse saranno le Regioni ed il decreto stabilisce le modalità e le procedure per l’utilizzo delle risorse stanziate sul Fondo.

 

 

Separati per finta. Non è un fenomeno nuovo, anzi. Ma non è neanche facile dire se sia in crescita o meno. Di certo, almeno il 7% delle separazioni (oltre 6mila su 91mila) sono 'finte'. I motivi? C'è chi lo fa per ottenere l'assegno sociale, chi per pagare qualcosa in meno di tasse, chi ancora per l'assegnazione di una casa popolare. Senza contare i vantaggi che si possono ottenere in determinate graduatorie. E i costi sono irrisori: con 2-300 euro si porta a casa la separazione.  "Non è che i clienti arrivano da noi e ci dicono chiaramente di volersi separare per eludere il fisco" spiega Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione avvocati matrimonialisti, che qualche dato lo fornisce "sebbene fermi a 2-3 anni fa". E cioè oltre 6mila separazioni finte sulle 91mila totali ogni anno (quindi il 7%). "Certo è che per le coppie con un reddito medio-alto - sottolinea Gassani - può essere un affare, non solo di tipo fiscale". E ora come ora il problema dei costi di un avvocato, grazie al divorzio congiunto, sono stati anche in parte superati. A differenza di quello giudiziale, chi sceglie questa via può spendere solo qualche centinaia di euro (basta dare un'occhiata sul web e le offerte in tal senso non mancano). Se i coniugi sono d'accordo sulle condizioni che devono regolare la fine del loro rapporto, l'iter è più snello. I vantaggi - "La separazione porta di sicuro un immediato e più significativo vantaggio nel caso in cui si posseggano due case - Guido Rosignoli, direttore dell'Istituto nazionale esperti contabili - diventando entrambe prime case non si pagano più Imu e Tasi. Ovviamente è necessario spostare la residenza perché ciò avvenga". Nel caso in cui poi non ci siano figli, "in alcune città chi vive da solo può avere degli sconti sulle imposte comunali", aggiunge l'esperto che fa un altro esempio concreto: "Nel caso di una coppia sposata monoreddito alto, la separazione può essere vantaggiosa quando il coniuge che non lavora riceve l'assegno di mantenimento. Assegno che va dichiarato da entrambe le parti e che avrà effetti sull'aliquota marginale abbassandola, visto che può essere dedotto dalle tasse".  Quando entra in gioco l'Isee, cioè l’Indicatore della Situazione economica equivalente, "i vantaggi sono diminuiti nel tempo con l'aggiornamento dei criteri di determinazione di questo indicatore. C'è stata una stretta da questo punto di vista", sottolinea Rosignoli. L’Isee si occupa di fornire un quadro chiaro sulla situazione economica della famiglia, in modo tale che si possa poi accedere a benefici fiscali di vario genere oppure ai bonus previsti. Tra questi c'è l’inquadramento nelle fasce per le tasse universitarie oppure l’esonero totale o parziale dalle tasse stesse, le tariffe di mense scolastiche e trasporti pubblici, incentivi sui canoni di locazione. L'Isee dei genitori, anche se separati, si cumula comunque quando si tratta di figli (quindi per tasse universitarie, mense scolastiche, retta nido o scuola materna). Ma se non ci sono vantaggi dal punto di vista delle rette, ma un vantaggio può arrivare ad esempio nelle graduatorie delle scuole e magari anche sul posto di lavoro.

 

 

 

A giugno si sono registrate 18 mila presenze con un buon flusso anche da parte dei turisti italiani. A farla da padrone sono soprattutto le low cost e i charter, con cui l'Autorità per il Turismo egiziana ha elaborato un programma di sussidi, come spiega il presidente dell'Egyptian Tourist Authority, Hisham El Demery. E' un fatto che ''oltre il 90 per cento degli italiani che vengono in Egitto lo fanno con voli charter e ora anche con le low cost''. Si continua a lavorare bene con i pacchetti, volo più albergo. A fine ottobre, fanno sapere fonti dell'Autorità per il Turismo egiziano, Air Cairo dovrebbe aprire la prima tratta Milano Malpensa-Sharm el Sheikh. Il vettore di proprietà di Egyptair, National Bank of Egypt e Banque Misr - che opera collegamenti settimanali da Hurgada e Sharm El Sheikh con diverse città europee, quali Stuttgart, Hannover, Dusseldorf, Copenhagen, Oslo, Billund, Belgrade, Tbilisi e Praga - potrebbe così entrare sul mercato italiano. Un mercato, ricorda El Demery, ''per noi molto importante e su cui la nostra azione è a 360 gradi''. Le due campagne di promozione lanciate a settembre 2016 e giugno 2017, rimarca, ''hanno portato i turisti italiani a scegliere di tornare da noi''. "Sono molto fiducioso in merito ai dati di luglio e agosto e su quelli del prossimo inverno'', conclude. Gli ultimi dati relativi al solo mese di giugno parlano per l'Italia di 18 mila presenze a giugno, contro gli oltre 89 mila tedeschi e gli oltre 23 mila statunitensi, su un totale di arrivi complessivi che supera i 532 mila visitatori. Nel frattempo, fa sapere il direttore dell'Ente del Turismo egiziano in Italia, Emad Fathy, ''non abbiamo registrato cancellazioni di prenotazioni'' in seguito all'attacco del 14 luglio a Hurgada, sul mar Rosso. In quell'episodio morirono accoltellate due turiste tedesche e una cittadina ceca.
 

"A pochi giorni dalla notizia di Paolo cui è stato rifiutato un lavoro per il colore della sua pelle, un altro episodio di razzismo vede protagonista un commerciante torinese e Chiara, una ragazza 'colpevole' di essere fidanzata con un nigeriano. Colpa ancora più grave, agli occhi del titolare del negozio di musica alla ricerca di una commessa, quella di aver sbandierato la relazione nei propri profili social". A denunciare la discriminazione è la Filcams Cgil in una nota.

"Durissima, e arrabbiata, la reazione di Chiara, che impulsivamente ha risposto al commerciante dandogli del razzista, oltre che a riprenderlo per essersi permesso di indicare cosa era o meno conveniente fare per trovare lavoro", prosegue la nota.

"Come per Paolo, che si è visto rifiutare l’assunzione (dopo averla concordata al telefono) in modo meschino, anche Chiara è stata “scaricata” dal potenziale datore di lavoro con un messaggio in chat, strumento cui troppo spesso si ricorre per paura forse di affrontare personalmente, guardando l’interlocutore negli occhi, questioni delicate come il rifiuto di un posto tanto atteso. “Non posso affidare la cassa di un negozio a chi divide la sua vita con un africano” ha scritto il commerciante, troncando poi la conversazione con un tranciante “passo e chiudo”", riporta ancora il sindacato.

"Le reazioni, in rete, non si sono fatte attendere, da parte di chi si è sentito in dovere di prendere posizione di fronte all’ennesimo episodio di razzismo. Troppo spesso, e sempre più frequentemente, i datori di lavoro ricorrono allo strumento della “chat”, segno forse dell’incapacità di relazionarsi direttamente con i propri dipendenti, temendo di non saper gestire emotivamente la reazione dell’interlocutore di fronte alla delusione, al rifiuto, allo sfumare di un piccolo sogno come può essere proprio quello di trovare finalmente un lavoro", dice la Filcams.

"Se quotidianamente assistiamo a prese di posizione razziste da diverse parti politiche – dice Cristian Sesena, segretario nazionale Filcams Cgil – puntualmente rilanciate e amplificate da media e social, è chiaro che episodi come quelli di Cervia o quest'ultimo di Torino sono destinati a moltiplicarsi. Le discriminazioni proliferano laddove si sacrifica la logica all'istinto, laddove una società spaventata viene costantemente e ad arte popolata di comodi nemici e facili bersagli cui dare il volto e il nome di quella stessa paura. È chiaro che il mondo del lavoro, nel suo attuale stato di fragilità e decomposizione, può diventare brodo di coltura per casi come quelli di Paolo e Chiara”.

“È nostro preciso dovere come sindacato – conclude Sesena – contrapporre a questo rischio di deriva un'idea diversa di comunità basata sul rispetto della diversità, sulla accoglienza e sulla solidarietà”.

 

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