Mercoledì, 29 Marzo 2017

INFORTUNI SULLE PISTE: LA NEVE "MOLLE E BAGNATA" UN PERICOLO PER I LEGAMENTI

 

Con le belle giornate di sole il richiamo delle piste innevate è irresistibile per sciatori e snowborder. "Ma bisogna stare molto attenti: con la neve molle e 'bagnata' stiamo vedendo in questi giorni tantissime lesioni ai legamenti, soprattutto del ginocchio e della spalla. Mentre a inizio stagione abbiamo avuto un record di fratture, veri e propri traumi da velocità: sulle piste c'era poca neve, tutta artificiale, e l'impatto sul ghiaccio non perdonava". Parola di Alberto Momoli, direttore di ortopedia e traumatologia dell'ospedale di Vicenza e membro del direttivo della Siot (Società italiana di ortopedia e traumatologia). Negli ospedali della zona pedemontana stiamo vedendo tantissimi traumi legati alla neve molle. Con ginocchia, braccia, spalle e caviglie che ogni anno subiscono gravi traumi". Una lunga scia di incidenti che ha come principali vittime molti sciatori e snowborder che ricorrono alle cure mediche degli ortopedici. Quest'anno il trend degli infortuni è simile a quello dello scorso anno (anche se la stagione è quasi agli sgoccioli), con al primo posto le lesioni degli arti inferiori e l'interessamento del crociato del ginocchio e della caviglia, seguono le fratture delle braccia con polsi e gomiti e infine la spalla. "Dal momento che fra i giovani è in aumento la passione per lo snowboard, e i ragazzi tendono ad andare più veloci, abbiamo registrato un aumento di traumi fra questi sportivi". l'imperizia apre la porta agli incidenti. "Molto spesso - spiega Momoli - a pagarne le conseguenze sono gli sciatori improvvisati che partono per la settimana bianca senza un'adeguata preparazione. Si tratta di un errore abbastanza ricorrente che rischia di condizionare seriamente la vita di molte persone. Un'adeguata preparazione atletica - aggiunge l'ortopedico - sarebbe in grado di limitare i danni se non addirittura ridurre di almeno il 50-60% il rischio di infortuni e di lesioni. La rottura di un crociato molto spesso è causata non da una caduta, ma da un trauma distorsivo o un'abnorme sollecitazione del ginocchio. Il recupero della mobilità - prosegue Momoli - dipende anche dall'età. I tempi di recupero di un quarantenne sono più lunghi di quelli di un ventenne". Secondo la Societa Italiana di ortopediae traumatologia (Siot), dall'inizio della stagione sciistica gli incidenti ricalcano quelli dello scorso anno con il 45% di distorsioni, il 24% di forti contusioni, il 14% di fratture e il 17% di lussazioni e trauma cranico. "Il clima ha modificato i traumi - ribadisce l'esperto - infatti all'inizio della stagione, quando c'era pochissima neve e tutta sparata, abbiamo avuto più fratture. Ora, complici le ultime nevicate ma anche le temperature più elevate, il pericolo riguarda i legamenti". Per evitare traumi sarebbe opportuno "consultarsi con gli esperti del luogo, usare sempre il casco, sincerarsi di indossare scarponi adeguati e ben stretti per evitare che il piede faccia movimenti anomali, non avventurarsi nelle piste difficili, specialmente se si è principianti, sincerarsi che la neve sia in buone condizioni e, infine evitare di 'correre'. Perché andare sugli sci o sugli snowboard ad alta velocità - conclude l'ortopedico, che è anche un appassionato di questi sport invernali - è come sfrecciare su una moto in un centro abitato".

 

 

 

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