Giovedì, 24 Agosto 2017

COPPA FERABOLI RITORNA DOPO 27 ANNI - 14° ASSOLUTO "TIGO" SALVIOTTI

E’ mancata dalla scena agonistica per 27 anni la Coppa Feraboli, gara che all’epoca infuocava gli animi dei rallysti, cosa che i promotori si attendevano facesse anche oggi, ma purtroppo le loto attese sono andate in parte deluse e questo è un fatto molto negativo che fa male a chi ama i rally e a chi lavora per promuoverli. Solo 31 le vetture che, rispondendo all’invito di ACI Cremona e ASD Autoconsult, si sono presentate all’appuntamento sul Cremona Circuit Angelo Bergamonti di San Martino del Lago.

Tra le 28 auto moderne si sono imposti con autorevolezza Renzo Rigamonti ed Alice Cairoli, su Peugeot 306 A7. Per loro anche al soddisfazione di quattro migliori tempi nelle sei prove speciali disputate. Secondi assoluti i cremonesi Matteo Bodini e Silvia Pintarelli con la Renault Clio S1600. Mentre al termine di una bella rimonta, “Iceman” e Debora Malvermi (Mitsubishi Evo 9), salgono sul terzo gradino del podio (primi tra le vetture produzione).

Costante e redditizia la gara del vogherese Giuseppe Bevacqua, navigato da Mauro Boeri sulla Mitsubishi Lancer Evo 9 by Essei rally Team, che chiudono con il 7° posto assoluto e secondi di classe, benché abbiano scontato la scarsa conoscenza della vettura.

Parla pavese anche il 12° posto assoluto in cui i portacolri del Road Runner Team di Casteggio, Stefano Sangermani e Paolo Lovati, piazzano la loro Peugeot 208 ottenendo anche la vittoria di Gruppo R e di Classe 2B.

Quattordicesimo posto assoluto e primo di classe RSTB per il driver di Salice Terme, Tigo Salviotti navigato sulla Mini Cooper S Efferre Motorsport da Giorgio Invernizzi. Sempre in questa classe, l’oltrepadano Paolo Maggi alle note di Compagnoni ha chiuso al 2° posto e 18° assoluto. Tra le storiche una gara ad eliminazione. Ma l’essersi presentati soli al traguardo nulla toglie al merito di Ernesto Ziglioli ed Ulisse Stradiotti, autori di una prestazione davvero convincente. Nelle prime fasi si erano messi in ottima luce Marco e Luciano Morandi, con una vettura gemella, traditi poco dopo metà corsa dal sistema di distribuzione. Subito fuori gara invece gli oltrepadani Persani-Mietta, finiti nella sabbia poche curve dopo la partenza.

 

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