Venerdì, 26 Maggio 2017

VARZI - MAYCOL AGNELLI : "GRAZIE ALL'ENDURO SI POTREBBE INCREMENTARE IL TURISMO IN OLTREPO"

Classe 1990, originario del Brallo attualmente residente a Varzi. La sua occupazione principale è presso la ditta di famiglia, il resto del tempo lo dedica all'enduro. Inizia a praticare questo sport alla tenera età di otto anni, spinto dalla passione del  padre e del fratello. Dal 2014 al 2016 partecipa al Campionato italiano e nel 2014 vince con il moto Club Pavia, a San Juan in Argentina, la "Sei Giorni Enduro" conquistando il Campionato Mondiale a Squadre nella Classifica di Club. Questo è Maycol Agnelli.

Lei è originario del Brallo, ci sono sentieri adatti per l'enduro ed a suo giudizio è corretto il divieto in vigore in alcuni comuni dell'Oltrepo che impedisce alle moto di percorrere i sentieri? Sono più le zone in cui è vietato o ammesso?

"Di sentieri adatti al Brallo ce ne sono tantissimi, il divieto di percorrerli con le moto da un lato è giusto, tenendo conto del fatto che molta gente che pratica enduro è irrispettosa e indisciplinata. Ad esempio in inverno sarebbe opportuno correre in pista perché se il sentiero è bagnato si corre il rischio di rovinarlo, ma molti purtroppo non si preoccupano di queste cose. È necessario inoltre prestare attenzione alla persone a piedi o a cavallo ma anche in questo caso molti enduristi non portano rispetto. Ritengo però che questi divieti siano sbagliati perché l'enduro è una passione come le altre e deve essere sfogata e per colpa di alcuni non si dovrebbe impedire a tutti di portarla avanti". 

In Oltrepo sono più le zone in cui è vietato o ammesso?

 "In questo momento sono più le zone in cui è ammesso".

 Non tutti gli enduristi sono ligi nel seguire le norme della buona educazione,  così come in qualsiasi altro sport. Voi enduristi dotati di scienza e coscienza quando vedete un altro endurista che non osserva le regole cosa fate?

 "Chi non osserva le regole penalizza anche chi le osserva. Quando vediamo qualcuno che non osserva le regole cerchiamo di spiegargli che non è così che ci si comporta, ma  molti sono sordi ad ogni ragione e purtroppo, anche se solo verbalmente, capita di trascendere".

 Il motivo principale che ha portato al vietare i sentieri alle moto da enduro è che gli stessi vengono rovinati, cosa possono fare glii enduristi per esercitare la loro passione e nel contempo non rovinare i sentieri?

 "Osservare tempi e modi, nei mesi invernali non dovrebbero circolare a causa dell piogge abbondanti, pertanto sarebbe opportuno vietare il circolo delle moto, nei mesi estivi invece è anacronistico perché non si reca nessun danno".

 In Oltrepo ci sono diversi appassionati di enduro che praticano questo sport a vari livelli, in base alla sua esperienza sono più coloro che non rispettano le regole a livello agonistico o quelli a livello amatoriale?

 "A mio giudizio quelli a livello amatoriale. Chi corre a livello agonistico è molto più disciplinato e vede la moto in un'altra ottica. Un esperto conosce le dinamiche e le regole da rispettare. Molte volte non è per maleducazione ma perché chi pratica questo sport a livello amatoriale ignora le regole di base".

 Chi vigila sul comportamento degli enduristi? Quali sono le sanzioni?

 "Il Corpo Forestale dello Stato è il principale ente preposto al controllo, per chi infrange le regole e le multe sono salate: dai 100 ai 200 euro. In alcuni casi è previsto anche il sequestro della moto"

 Lei vive a Varzi, zona con grandi potenzialità turistiche a volte inespresse, incrementare a Varzi ma anche in tutto l'alto Oltrepò il numero di mulattiere o sentieri dedicati all'enduro potrebbero aiutare ed incrementare l’attività turistica dell’alto Oltrepo?

 "Sicuramente sì, grazie al passa parola tra i motociclisti è possibile far arrivare più gente nelle nostre zone e incrementare così l’attività dei locali pubblici. Normalmente ci si organizza in gruppi di diverse persone alcuni durante la giornata si allenano altri conoscono il territorio con le sue bellezze e prelibatezze".

 Quest'anno verrà organizzata a Varzi una gara del Campionato italiano, esiste anche nell'enduro come in altri sport il vantaggio di giocare in casa?

 "Certamente sì, ed è importante più che in altri sport, in quanto le prove speciali in linea vengono tracciate su sentieri che gli enduristi della zona già conoscono,  sia il percorso che la tipologia di terreno, mentre i piloti che non sono della zona, hanno la possibilità di studiarlo solo attraverso le ricognizioni pre-gara effettuate a piedi".

 A parità di braccio e mezzo meccanico, per ogni km, la perfetta conoscenza del territorio quanto vale in secondi di vantaggio?

 "Un km viene percorso circa in un minuto e trenta secondi, una prova speciale è normalmente lunga cinque o sei km, pertanto ha una durata di circa otto minuti in base al percorso. Il vantaggio può essere anche di cinque secondi a km ed è un vantaggio notevole, in una sola prova speciale un pilota locale può guadagnare circa 30 secondi nei confronti di un pilota che arriva da altre zone".

 Quindi parte per vincere nella sua categoria nella prova del Campionato Italiano 2017 a Varzi?

 "Vincere non è mai facile soprattutto in gare del Campionato Italiano.Vincere nella gara di casa sarebbe bellissimo, il mio obbiettivo comunque è il podio".

 In ogni sport  ci sono tanti avversari, ma normalmente c'è l'antagonista storico, normalmente è originario della zona. È così anche nel suo caso?

 "Il mio rivale, in questo senso, è Paolo Buscone, un pilota giovane e promettente. Da quest'anno corriamo per lo stesso moto club e ci alleniamo insieme, chiaramente è uno stimolo in più, al di là dell’amicizia, la rivalità sportiva al momento del via ha il sopravvento".

 Suo padre ha corso, suo fratello ha corso, lei corre, resta fuori sua mamma da questa passione famigliare, che vi dice ?

 "Corre anche mia mamma, dietro a noi però, con il mattarello. Volente o nolente ha dovuto accettare questa passione, però quando otteniamo dei buoni risultati è lei la più contenta".

 A livello sportivo qual è il suo sogno nel cassetto?

 "Un obbiettivo prefissato l’ho già realizzato cioè vincere la Sei giorni in Argentina nel 2014, un traguardo importante per qualsiasi endurista. Resta il sogno di vincere un campionato italiano individuale".

 

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