Lunedì, 29 Maggio 2017

STRADELLA - "PRIMA AVEVAMO GRANDI CAMPIONI ED I RAGAZZI AVEVANO UNO STIMOLO IN PIÙ"

L’A.S.D.  Boxe Stradella, è la prima società di pugilato nata a Stradella. E' stata la grande passione del maestro Mauro Ferro, cresciuto nella società del presidente Maurizio Niutta, a voler creare una palestra nel Palazzetto stradellino  come succursale della Pugilistica Pavia, scrivendo una pagina importante del pugilato nell'Oltrepo occidentale. Presidente Mariarosa Ferro sorella di Mauro, vice presidente Luca L’Abbate ex pugile professionista,  direttore sportivo Matteo Cecchetto, ex professionista.

Incontriamo Mauro Ferro, anima e mente della realizzazione di questo progetto.

Ferro iniziamo dando qualche dato. Quanti sono  i vostri associati e in quali categorie competono?

"Siamo circa una quarantina, la maggior parte sono amatori, al momento il numero di quelli che ufficialmente praticano agonismo sono due".

Come si articola un allenamento di pugilato?

"Si basa tutto sulla ginnastica motoria, come pesistica si fa ben poco, una volta alla settimana si fa potenziamento, facendo usare all'atleta dei piccoli pesi che in base al peso e alla struttura dell'atleta vanno dal mezzo kilo ai tre kili. Poi c'è la parte sul ring dove io insegno tecnica e tattica".

Come "funziona" nel pugilato la scoperta di talenti, si vede già dagli allenamenti se uno ha la stoffa oppure nella boxe il talento in se non esiste ma si costruisce con immensi sacrifici e dedizione?

"Si riconosce subito se un ragazzo è portato per questo sport ed ha talento, lo si vede principalmente dal carattere che deve essere determinato e poi ci sono una serie di fattori che si valutano una volta che sale sul ring, dal non strizzare l'occhio, al non avere paura, dall'andare sempre avanti al non reagire in modo violento se si prende un colpo. Fondamentale è poi seguire ciò che dice l'insegnante".

Tra la rosa degli agonisti avete un "cavallo" su cui puntare?

"Abbiamo due ragazzi che stanno andando molto bene, uno di 17 anni che combatte nella categoria Junior e uno di 25 nella categoria Senior e a fine marzo li porterò sul ring  a Milano".

"Piccoli boxeurs": la citta di Stradella risponde bene a questo sport oppure c'è ancora una certa diffidenza legata soprattutto al luogo comune di box uguale a pugni, uguale a violenza?

"Dal 2016 ho iniziato un percorso con i bambini dai 6 ai 12 anni e devo dire con buoni risultati, non ottimi ma buoni. Esiste ancora intorno a questa disciplina la convinzione che sia uno sport violento, quando invece è esattamente il contrario, è uno sport basato sull' educazione e sul rispetto per l'avversario, non c'è odio, finito l’agonismo, la gara c'è l'abbraccio tra i due sfidanti. Per quanto riguarda i bambini l'allenamento è una sorta di ‘primi pugni’ con dei circuiti per farli avvicinare al mondo della boxe,  dove si allenano a tirare i primi pugni appunto al sacco leggero e non possono mai avere alcun contatto fisico e sono sempre seguiti dall’insegnante".

E le donne?

"Si stanno avvicinando sempre di più a questo mondo, l'approccio  di base è quello di fare sport e mantenersi in forma, però devo dire che anche grazie alle Olimpiadi dove appunto c’è la boxe femminile, sta diventando una disciplina sempre più conosciuta e di conseguenza apprezzata".

Potete contare sull’aiuto degli enti pubblici e sponsor per portare avanti il vostro lavoro?

"Siamo aiutati dal comune di Stradella che ci supporta invece come sponsorizzazioni ahimè, la Boxe Stradella non ne ha".

Pugilato non è solo sport ma una filosofia di vita, quanto è difficile insegnare tutto ciò che sta dietro ad un semplice "tirare dei pugni"?

"Soprattutto è difficile trasmettere i valori di questo sport che è uno sport di sacrificio. Io da pugile dilettante cerco di trasmettere tutto quello che so e devo dire che ci sto riuscendo".

In Oltrepo abbiamo avuto grandi Campioni dall’indimenticabile Parisi in poi, quanto è cambiato il mondo della boxe da allora e quanto è cambiato l’approccio di chi decide di avvicinarsi a questo sport?

"Prima avevamo grandi campioni ed i ragazzi avevano uno stimolo in più  ad avvicinarsi alla boxe, un mito da raggiungere dà sicuramente un impulso nel volere imitarlo. Ora purtroppo in zona di grandi campioni non se ne vedono più ed è tutto nelle mani dell'insegnante, a lui il compito di stimolarsi ed invogliarli".

Per farvi conoscere e far conoscere il pugilato organizzate eventi?

"Lo scorso anno abbiamo organizzato la prima riunione di pugilato con tre pugili stradellini della società e abbiamo avuto grande successo, da ripetere".

Siete un’associazione giovane, quali sono gli obbiettivi che vi siete posti?

"Obbiettivi tanti, il primo su tutti crescere dei campioni almeno a livello di dilettanti".

 

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