Lunedì, 25 Settembre 2017

VOGHERA - "I COMMERCIANTI DOVREBBERO CHIEDERSI PERCHÉ VENGONO PREFERITI I SUPERMERCATI"

Rientro dalle ferie tribolato per il sindaco di Voghera Carlo Barbieri che, ritornato alla scrivania di palazzo Gounela, si è trovato più di una grana da gestire. Su tutte un rimpasto di giunta che ha rischiato di diventare caso politico, con la telenovela delle dimissioni, date e poi ritirate, dal vice "defenestrato" Giuseppe Fiocchi. L'avvocato varzese, in seguito ad un accordo interno alla maggioranza, è stato sostituito dal "sempreverde" Daniele Salerno. Resta ora da capire se, uscito dalla porta, rientrerà in gioco e se sì da quale finestra (Asmt?).

Barbieri dovrà poi decidere del suo futuro politico: candidatura in Regione sì o no? In caso affermativo, come la prenderanno i suoi concittadini, dato che per avere la poltrona del Pirellone è necessario lasciare quella di Sindaco? Altra bega da considerare poi è il crescente malumore dei commercianti del centro, accresciuto dalla notizia che nuovi insediamenti sarebbero in aria di arrivare nel polo di Voghera Est. Ma andiamo per ordine.

Sindaco, iniziamo dal rimpasto di giunta. Cosa è successo con Fiocchi?

"Con Fiocchi c'erano stati degli accordi e aveva dato le sue dimissioni, poi le ha ritirate credo in un momento di debolezza. Non ci eravamo chiariti come avremmo dovuto, ma ora è tutto a posto".

La scelta di sostituirlo è dovuta a sfiducia nel suo operato? Oppure a una ripicca nei confronti di Voghera Lombarda, che recentemente si era un po' messa di traverso?

"Le ripicche in politica non si fanno. No, nel modo più assoluto. Si tratta di un normale avvicendamento che è parte dell'attività amministrativa. Fiocchi è stato vicesindaco per tre volte, mi pare che su qualcuno di cui non si ha fiducia non si investe in questo modo. Al momento posso dire che Fiocchi resterà un fedele alleato della mia squadra di governo, con lui ci sono dei progetti di cui parleremo a breve".

Perchè Daniele Salerno come nuovo vice?

"è un uomo di esperienza, che conosce la macchina pubblica e ha già ricoperto ruoli importanti in amministrazione".

Si vocifera che Marina Azzaretti non l’abbia presa bene: era stata la più votata alle scorse elezioni…

"Marina Azzaretti ha già ruoli importanti e poi è raro che il vice sia un esponente della stessa lista del sindaco (in questo caso Forza Italia ndr)".

Si dice che Salerno sia stato scelto come suo vice in vista di un suo impegno in Regione il prossimo anno, visto che se deciderà di candidarsi dovrà lasciare la poltrona di Palazzo Gounela. Che intenzioni ha?

"Innanzitutto va detto che non spetta a me decidere di candidarmi. Io sono un uomo di partito e sarà il mio partito (Forza Italia ndr) a decidere casomai".

Lasciare il Comune dopo aver lottato per riprenderselo  dopo l'esperienza commissariale non sarebbe un tradimento del suo mandato elettorale?

"L'unico tradimento potrebbe essere quello dello Stato nei miei confronti se decidessero di non concedermi di governare per 5 anni a decorrere dalla data della mia rielezione nel gennaio scorso. Se il consiglio di Stato cui ci siamo appellati mi permettesse di restare sindaco fino al 2022 di sicuro non penserei minimamente alla Regione".

Mentre se l'impegno finisse nel 2019 o nel 2020…

"In tal caso si vedrà. Non decido soltanto io e anche se andassi in Regione di fatto sarebbe il mio vice a portare avanti dei programmi già definiti per un periodo molto breve visto che si voterebbe pochi mesi dopo. Il territorio, mi permetto di fare notare, guadagnerebbe in caso di mia elezione e di successo del centrodestra, con un suo esponente nella maggioranza del consiglio regionale".

Parliamo del rapporto con la Lega. Alleato, non alleato, non si capisce bene... Intanto la battaglia sul "Modello Voghera" continua e Sartori pungola l'amministrazione perché lo adotti. Voi che intenzioni avete?

"Diciamo che non esiste un ‘Modello Voghera’ ma una normativa nazionale che noi abbiamo interpretato in un certo modo che reputavamo corretto, sempre in favore del cittadino italiano. Poi dal 31 luglio, Regione Lombardia ha chiarito come deve essere interpretata questa legge e noi ci adegueremo. Con la Lega c'è un buon rapporto e sono riconoscente per l'aiuto dato alle scorse elezioni".

Ghezzi vi ha attaccato duramente sul discorso delle spese per il superfluo parlando di grave buco di bilancio. La Corte dei Conti ha "rimproverato" a Voghera un ammanco di oltre 3 milioni di euro. Una cifra importante…

"Le cose non stanno così. è una polemica montata da Ghezzi e dagli organi di stampa. La questione è tecnica e non politica. La cifra di cui si è parlato non riguarda spese per il superfluo, ma deriva dal calcolo fatto sui crediti che il Comune vanta in giro: si tratta dei soldi che ancora non abbiamo incassato per multe e tasse non pagate in giro.

Come ogni Amministrazione fa quando deve redigere un bilancio, si calcolano certe cifre come già acquisite anche se in realtà devono ancora essere riscosse e si impegnano quegli introiti ‘teorici’ – avvalendosi degli anticipi di cassa che sono concessi al Comune - per pianificare investimenti. è una questione tecnica un po' complessa, ma non è nulla di insolito. Quello che la Corte dei Conti ci ha invitato a fare è recuperare effettivamente quei crediti. Non c'è nessun buco".

Come pensate di intervenire?

"Con azioni più aggressive nel recupero crediti nei confronti di chi ci è debitore".

Commercianti e grande distribuzione. C'è più di un muso lungo tra gli esercenti del centro dopo la notizia che nuovi insediamenti arriveranno nel quartiere di Voghera Est. Acol ha protestato apertamente per voce del suo presidente Maconi. Dopo il Mac Donald’s e gli altri centri commerciali al Parco Baratta sembra che la misura sia colma. Come mai invece di "spingere" il centro si continua a favorire la periferia?

"Questione mal posta. Innanzitutto va detto che il piano regolatore che ha destinato una certa area a insediamenti commerciali risale al 2012, e nessuna modifica è stata fatta. All'interno di quell'area, chi vuole aprire un'attività sotto i 1.500 metri quadrati (più 1.000 di magazzino) può farlo e il Comune non ha nessuna possibilità di mettersi di traverso".

Però la destinazione originaria ad area commerciale l'avete data voi…

"Sì ma parliamoci chiaro. Se anche non la avessimo data noi i centri commerciali sarebbero sorti nei comuni limitrofi. L'Iper Montebello, additato spesso come prima causa del declino dei piccoli negozi, è sorto a Montebello e non a Voghera.

Quello che non permettiamo di fare qui lo si fa altrove, come il mercatino di Forte dei Marmi che non abbiamo autorizzato a Voghera per non scontentare chi vende vestiti in centro. Risultato? Il mercatino si è fatto a Salice Terme. Qui serve una politica commerciale ampia e condivisa da tutti, il problema della grande distribuzione va affrontato in un altro modo. I commercianti, o i cittadini stessi dovrebbero chiedersi perché vengono preferiti i supermercati…".

Forse perché c'è parcheggio davanti alla porta e i costi sono da discount?

"I parcheggi ci sono anche a Voghera, ne abbiamo 600 gratuiti in Caserma e piazza del Duomo è aperta alle auto. Quando avevamo istituito gli abbonamenti 88 li avevano sottoscritti, le stesse persone che ci lavoravano, in questo modo non c'era ricambio e logicamente si toglievano spazi a possibili clienti. Presto sperimenteremo il sabato a parcheggio libero in centro, ma non la vedo come una soluzione che di per sé risolverà il problema".

Quindi secondo lei cosa si può fare per dare una mano al commercio del centro?

"L'input dovrebbe partire dai commercianti stessi, che dovrebbero convergere e adottare una politica unitaria. Ad esempio, è una mia idea, rendendo il centro un piccolo Outlet, decidendo per esempio giornate fisse in cui tutti applicano, che so, un 30% di sconto.

Allora sì il Comune su queste iniziative può intervenire a sostegno, dando piazza Duomo gratuita o a disco orario, mettendo a disposizione una navetta che dalla Caserma porta in centro, organizzando un evento. Serve intraprendenza e collaborazione".

Può dare una risposta ai residenti di Medassino sul problema dei cattivi odori che appestano l’aria? La recente ispezione dei tecnici Asm ha per così dire "scagionato" il biodigestore che sembrava essere il primo indiziato. Gli odori però restano…

"Su questo fronte il comune è sul pezzo. A breve Asm impiegherà dei nasi artificiali per captare la provenienza di questa puzza, che al momento non è chiara.

Però vorrei dire una cosa: negli ultimi anni abbiamo investito oltre 5 milioni di euro nel quartiere di Medassino per la copertura totale del Cavo Lagozzo e per la sistemazione di alcune fognature che rappresentavano un problema. Tutte opere che saranno completate a breve. Per nessun'altra zona è stato fatto tanto. Se c'è un quartiere che non può lamentarsi sotto questo aspetto è proprio Medassino".

Restiamo su Asm. La nomina di Piero Mognaschi a nuovo dg ha fatto discutere. Il Pd ha attaccato sostenendo che non abbia competenze specifiche nel settore energetico.

"Asm Voghera ha sempre avuto dei direttori interni, è un’azienda territoriale e credo che abbia deciso di valorizzare una figura, come quella di Mognaschi, interna all’azienda da 25 anni.

Non mi pare che l'esperienza con figure esterne, vedi il periodo commissariale, sia stata positiva, anzi. Tra l'altro in quella fase turbolenta Mognaschi fu vicario del direttore generale e di fatto portò avanti l’azienda in un momento in cui si stava andando allo sbando. Nessuno lo criticò allora".

Questione sicurezza. In campagna elettorale aveva parlato di investimenti per un milione di euro in questo settore. Conferma l’impegno?

"Assolutamente. La cifra complessiva è quella e sarà investita gradualmente. Al momento abbiamo speso circa 200mila euro per i portali elettronici che controllano gli ingressi in città e a luglio abbiamo approvato con una variazione di bilancio investimenti per altri 100mila".

Che cosa ci farete?

"Credo nel potenziamento della tecnologia, che aiuta le forze dell'ordine a fare il loro mestiere. Individueremo insieme le zone più sensibili dove concentrare l'investimento".

Parliamo di ludopatia. Voghera detiene il triste record del maggior numero di slot per abitante. Come pensate di contrastare il fenomeno?

"Sulla ludopatia il nemico numero uno è lo Stato, che guadagna milioni dai giochi e si guarda bene dal limitarli. Ha rilasciato centinaia di migliaia di licenze per le macchinette, stampa milioni di gratta e vinci e consente il gioco online, anzi lo pubblicizza pure. L'Ente locale non ha molti mezzi. Possiamo limitare gli orari di utilizzo delle slot e stiamo valutando di farlo, anche se si rischia in questo modo di colpire pochi per poi salvarne altrettanto pochi, perché le vie per accedere al gioco sono moltissime. C'è la restrizione che impone la distanza dai luoghi sensibili come scuole e ospedali già attiva. Per il resto stiamo investendo nelle campagne informative per disincentivare il gioco. Ma con lo Stato schierato dall'altra parte, è una lotta impari".

è sindaco di Voghera da ormai circa 6 anni, togliendo l’anno e mezzo di esperienza commissariale. Qual è la cosa più importante che sente di aver fatto per la città?

"Direi sicuramente avere sbloccato la situazione intorno al Teatro Sociale, acquisendo i palchi dai privati che non volevano concederli e trovando i fondi per completare la ristrutturazione. Abbiamo riaperto il Castello Visconteo, con il nostro impegno siamo riusciti a salvare l'agenzia delle entrate e la camera di commercio e ora lotteremo per cercare di riavere il Tribunale".

Le industrie però chiudono e il tessuto economico soffre…

"Se lo si paragona a quello di trent’anni fa è logico che le cose siano diverse, ma vale per tutti. Se però guardiamo i dati della Camera di Commercio scopriamo che Voghera è la prima per numero di occupati nell’industria, davanti a Pavia e Vigevano, e mi pare che abbia ancora molte realtà solide che continuano a operare e investire sul territorio".

Un suo insuccesso invece?

"Direi più che altro una delusione. Avevo fissato nel 2013 uno spazio a Expo 2015 per la spesa di 300mila euro, a nome di Voghera, che avrebbe consentito all'Oltrepò Pavese di essere presente per 6 mesi con una giornata di protagonismo. C'era dietro un'operazione di marketing importantissima per far conoscere l’Oltrepò Pavese in tutto il mondo.

Poi la Provincia con l'allora presidente Bosone prese in mano le redini del gioco e decise di non seguire il mio progetto. Invece di portare l'Oltrepò a Expo si cercò di portare qui la gente. Infatti non venne nessuno".

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