Lunedì, 21 Agosto 2017

SINDACO E PARROCO ALLA COMMEMORAZIONE PER I FASCISTI UCCISI, I PARTIGIANI INSORGONO

 

Ostra, un paesino di 7mila persone in provincia di Ancona, ogni anno l’11 luglio si commemora (quasi clandestinamente) la morte di 5 fascisti, accusati di spionaggio e massacrati per ritorsione, dopo la fucilazione di tre partigiani. La decisione è del Sindaco pidiessino di Ostra, che dopo aver commemorato i partigiani uccisi ha voluto ricordare anche le vittime della rappresaglia, i “nazifascisti” italiani morti sul campo. Questo ha sollevato le ire dell’A.N.P.I. di Ancona, che ha contestato al primo cittadino la sua presenza fisica alla cerimonia svoltasi accanto a quella lapide che ricorda i morti fascisti. Fu la Chiesa, nel 2014, a realizzare un monumento alle cinque vittime fasciste. Dopo un iniziale via libera dei parenti dei partigiani uccisi, l’A.N.P.I. ha riaperto il caso anche quest’anno, ribadendo  “la sua ferma condanna per quanto reiterato negli anni, sulla scia di mistificazioni e di un revisionismo dilagante, che vorrebbe accreditare una sorta di parificazione delle tragiche vicende che segnarono la fine della II Guerra Mondiale, ponendo sullo stesso piano quanti combatterono e diedero la vita per liberare l’Italia dalla dittatura fascista e dall’ occupazione nazista, e chi ne fu artefice e servo“. Secondo l’Anpi, al ricordo dei fascisti uccisi, il 9 luglio scorso, avrebbe partecipato in veste ufficiale oltre al sindaco di Ostra Andrea Storoni, il parroco del paese, don Umberto Gasparini. Una conferma era arrivata dalla locale sezione del Pd, secondo cui “il Sindaco, che è sempre presente, ha comunicato di aver ricevuto un invito a partecipare all’ormai usuale momento in ricordo delle 5 spie fasciste fucilate da patrioti ignoti e ha chiesto un parere ai presenti chiarendo che comunque sarebbe andato in forma privata e personale, senza fascia tricolore”.

 

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