Giovedì, 17 Agosto 2017

VOGHERA "LA SENSAZIONE DEI RESIDENTI È QUELLA DI ESSERE UN PO' FIGLI DI UN DIO MINORE"

Via Barbieri, zona Campo Giovani. Una parte della città dimenticata, se non da Dio, sicuramente dall'amministrazione comunale di Voghera. Ne sono convinti gli esponenti del movimento civico l'Italia del Rispetto, che hanno raccolto le istanze dei numerosi cittadini che si sono rivolti a loro per inoltrare lamentele. I problemi sono molteplici e si trascinano da anni: si va dalle auto che scheggiano come fossero in prova speciale lungo la direttrice di via Barbieri alla presenza del famoso "Colosseo" di via Salvo d’Acquisto su cui nessuno sembra poter intervenire, per arrivare a via Verga, dove le abitazioni non sono mai state allacciate alla rete fognaria nonostante le richieste avanzate negli anni. A descrivere la situazione è il portavoce del movimento Michele Grandi.

Partiamo dal quadro generale. Siete stati contattati dai residenti, ma di quale area cittadina parliamo esattamente?

"La parte della città interessata è quella del quartiere sud, in particolar modo il tratto di abitazioni che si snodano lungo la via Barbieri compresa tra strada Valle e via Benedetto Croce. Nel corso degli anni il movimento ha avuto molti contatti con i residenti, che in più di un'occasione si sono rivolti a noi visto che non riuscivano a trovare un interlocutore nell'amministrazione".

Quali sono i problemi principali per cui hanno richiesto il vostro intervento?

"Per quanto riguarda la via Barbieri c'è il problema della velocità delle auto in transito. Questa strada collega due direttrici importanti, una che va verso Rivanazzano e l'altra verso Tortona. Parecchi automobilisti la percorrono per evitare di passare per il centro che è più trafficato e tagliare corto, il problema è che in troppi l'hanno scambiata per una sorta di tangenziale improvvisata, visto che la percorrono a velocità sostenuta creando pericoli soprattutto per i veicoli che si immettono dalle piccole vie laterali. La visibilità non è buona e gli incidenti negli anni sono stati numerosi, soprattutto all'intersezione con via Confalonieri che si trova proprio dopo una leggera curva che chiude la visuale impedendo di vedere le auto che arrivano".  

Che cosa chiedete all'amministrazione?

 

"Servono dei dossi artificiali o dei dissuasori di velocità, come quelli che sono stati posizionati ad esempio in strada Valle per proteggere l'uscita dall'asilo. Il fatto è che già un paio di anni fa era stata fatta una raccolta firme, arrivata quasi a quota 200, per ottenere questo servizio, ma dal Comune non arrivò nessuna risposta".

Parliamo del cosiddetto "Colosseo"…

"è una sorta di ecomostro, che ormai è lasciato all'abbandono da moltissimi anni. Oltre ad essere esteticamente aberrante è anche pericoloso, perché l'accesso non è custodito, i bambini possono andarci scavalcando facilmente rischiando di farsi male. Inoltre si presta, in quanto zona di nessuno, a fare da base per traffici lontani dalla luce del sole o per diventare covo di sbandati. Non dimentichiamo che alcuni anni fa fu persino rivenuto un cadavere al suo interno…Tra l'altro nelle vicinanze dell'area c'è anche un giardinetto abbandonato all'incuria, con una misera giostrina per bambini che però nessuno frequenta perché, così com'è, non ha nessuna attrattiva e non è neppure sicuro. Diciamo che la sensazione dei residenti è quella di essere un po' figli di un Dio minore per questa amministrazione. Serve più attenzione alla periferia".

L'amministrazione vi ha dato risposte in merito alla situazione del "Colosseo"?

"Il problema è che la ditta che lo costruì, anche solo parzialmente, è fallita, per cui la situazione è nelle mani del tribunale. Il Comune ha detto di aver interpellato degli avvocati per informarsi sulla situazione, ma quello che diciamo è che a prescindere dall'intervento sulla proprietà che al momento non è possibile, la messa in sicurezza dell'area è comunque di competenza del Comune che deve fare qualcosa".

Ci sono poi le lamentele di via Verga, un'altra laterale che si affaccia su via Barbieri. La situazione qui sembrerebbe grottesca, nel senso che i residenti lamentano di non essere neppure allacciati alla fognatura.

"Esattamente. In questa via, che un tempo era privata ma che ormai dal 2009 è stata ceduta al Comune, manca ancora l'allacciamento alla rete fognaria e le abitazioni sono ancora dotate di pozzi perdenti, con il risultato che alcune famiglie devono chiamare lo spurghi ormai una volta al mese per svuotarli. Tra l’altro, nonostante si tratti ormai di una strada pubblica, il Comune non ha mai provveduto ad asfaltarla, con il risultato che quando piove si crea una sorta di palude. Inoltre essendo una strada in leggera pendenza, chi abita in fondo alla via si ritrova la cantina puntualmente allagata al primo temporale degno di nota. Una situazione quasi da terzo mondo".

In questo caso il Comune non ha dato risposte?

"Nessuna, a tal punto che dubitiamo persino che a palazzo Gounela sappiano che questa via esiste. La prima richiesta di allacciamento alla fognatura è del settembre 2009. Una richiesta caduta nel vuoto a cui mai c'è stato un seguito. Ci hanno detto solamente che la responsabilità della rete fognaria è di Pavia Acque, ma non ci pare una giustificazione accettabile".

In che senso?

"Nel senso che quando il Comune ha acquisito la strada, operazione avvenuta a pagamento da parte dei residenti che si sobbarcarono all’epoca circa 1000 euro di spese tecniche e notarili a famiglia, avrebbe dovuto provvedere a fornire il servizio relativo alle acque bianche e nere. A quanto ci risulta lo prevede la legge: quando la strada diventa pubblica e i cittadini versano gli oneri, il comune è tenuto a fornire loro questo servizio. E se ora la realizzazione della fognatura compete a Pavia Acque, sia l'amministrazione ad interessarsene, perché si tratta di un servizio base per qualsiasi residente".

 

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