Sabato, 19 Agosto 2017

BRALLO DI PREGOLA - "PURTROPPO È CAMBIATO IL MODO DI FARE TURISMO E NOI NON SIAMO STATI PRONTI"

La domanda è sempre la stessa ormai da un decennio, cosa fare per riportare Brallo di Pregola ai fasti di un tempo? Le soluzioni proposte dalla politica sono molte e a volte incredibilmente fantasiose. Nessuno che mediti sul successo imprenditoriale del Park Hotel Olimpia. La famiglia Alberti ha creato un centro sportivo di eccellenza nazionale e attorno a questo ha costruito i servizi di accoglienza e ristorazione. Cosi dopo decenni si è fatto a Prodongo. Cosa si aspetta a definire una volta per tutte la peculiarità ambientale della zona? Siamo tornati a chiederlo al sindaco dott. Christos Chlapanidas.

Il Brallo è sempre stato il fuori porta montano di Voghera. In tante generazioni rimane un ricordo indelebile… Il Kursal, Il Giardinetto, i locali. Secondo lei qual è stato l'errore che ha cancellato tutto ciò che intere generazioni ancora oggi ricordano con entusiasmo?

"Purtroppo è cambiato il modo di fare turismo e noi non siamo stati pronti ad accogliere la nuova tendenza".

Il Brallo non ha nulla da invidiare a tante località montane. Un tempo c'erano diversi alberghi ora ne è rimasto uno solo. Qual è stato l’errore  a suo giudizio che ha portato a questa situazione?

"Per la verità ci sono due di interesse Regionale. Park Hotel Olimpia e Sport Hotel Prodongo. Per il resto non c'è stato ricambio generazionale. Inoltre la tassazione sempre crescente ha disincentivato l'imprenditoria locale che opera in un ambiente disagiato".

Come Sindaco cosa ha intenzione di fare concretamente per cercare di "far tornare appetibile" il Brallo?

"Promuovere il territorio: quello che ha reso glorioso il Brallo negli anni 60/70. Noi viviamo a contatto con la natura. Quindi il paesaggio, il clima, i sentieri. Vivere al aria aperta e respirare aria incontaminata".

Di contro il Brallo vanta un centro Coni che registra il tutto esaurito e che ha fama regionale. Secondo Lei perhè quella "situazione" funziona ed il resto invece è scomparso?

"Una scuola di tennis riconosciuta dalla federazione ha una resistenza all'usura ed ai cambiamenti molto più alta di un normale albergo o iniziativa privata".

Al Brallo esistono molte seconde case proprio in virtù di quel turismo di cui parlavamo dei decenni scorsi. Nel periodo estivo si verifica un ripopolamento del Comune, vale a dire queste seconde case vengono sfruttate?

"In parte sì. Quello che manca ancora è una completa riqualificazione dell'offerta anche per le case in affitto. Le esigenze di chi va in vacanza oggi sono molto diverse da quelle degli anni 60-70. Ai tempi bastava l'aria buona ed il poter camminare. Oggi sono indispensabili le comodità che si hanno a casa in città: TV, internet, lavatrice, lavastoviglie, il doppio servizio etc.".

Lei conosce od usa Airbnb, il portale online che mette in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi, con persone che dispongono di uno spazio extra da affittare, generalmente privati, e potrebbe essere una soluzione per il turismo del Brallo?

"Potrebbe. Ma bisogna inventare qualcosa di nuovo non solo per il Brallo ma per tutto l'alto Oltrepo Pavese. Il turista non è soltanto colui che viene a riposarsi. Bisogna offrire un turismo "esperienziale". Aria buona, cibo buono, ma anche cultura, convegni, formazione che permettano di leggere la vacanza in maniera diversa. Per quanto riguarda la cultura non si tratta solo di dare della formazione ma anche semplicemente riscoprire la storia, le ricchezze floro-faunistiche delle nostre zone. Siamo seduti su un forziere pieno d'oro e non lo sappiamo utilizzare".

Quante case potrebbero essere messe a disposizione, il Brallo conta molte seconde case?

"Il censire le case disponibili per l'affitto (riqualificate) è stata anche un'idea uscita dai vari focus di aree interne. E' un'attività che andrà fatta se vogliamo uscire da questo stato di stagnazione".

Tranne Alberti di grossi imprenditori nel settore turistico del luogo non ne esistono più, qual è la sua opinione in merito?

"Non sono d'accordo con questa affermazione. Nel nostro comune abbiamo ben 2 spa, sono stati aperti due nuovi ristoranti e credo che l'imprenditoria che si era assopita negli anni scorsi stia tornado a popolare il Brallo. Va per questo aiutata e speriamo che con il progetto 'aree interne' si possa fornire un volano che favorisca gli sforzi di queste nuove realtà".

State istituendo una piccola area protetta ce ne parla…

"La riserva 'Le Torraie' è istituita ufficialmente da Febbraio di quest'anno. Lei dice piccola: si tratta di 588 Ettari! Come ho detto prima, abbiamo davanti agli occhi un tesoro e non ce ne rendiamo conto. Nella riserva esistono per esempio 56 diverse varietà di farfalle quando in tutto il Regno Unito si arriva a contarne solo 52... Esistono varietà di fiori che sono presenti solo qui ed in Sardegna. Il cielo nelle notti di luna nuova è buio come in Namibia o New Mexico (i posti migliori del mondo per osservare le stelle). Una foto scattata dal nostro osservatorio è stata pubblicata dalla NASA sul sito apod.nasa.gov. Ma questi sono solo piccoli esempi. Vorremmo con la nostra amministrazione organizzare convegni e  corsi di formazione per dare maggiore voce a quanto è ricco e sconosciuto il nostro territorio. La riserva è candidata dalla regione Lombardia a diventare SIC (Sito di Interesse Comunitario) e ciò consentirà di pubblicizzare ulteriormente il territorio ed avere anche dei finanziamenti per poterlo tutelare e conservare nello stato attuale. Questo non vuol dire, come molti hanno erroneamente interpretato, vincoli. Anzi il contrario. Molte varietà di fiori sono presenti proprio perchè l'uomo mantiene i prati ed evita che il bosco prenda il sopravvento. L'agricoltura forse più del turismo ha subito un tracollo che in questi anni sta stravolgendo il paesaggio. La riserva potrà rappresentare un aiuto anche per l'agricoltura".

 Perchè non pensare a un'area più vasta... Non ritiene che un parco vasto che vada dallo Staffora al Trebbia potrebbe portare grandi benefici in termini di turismo ed apprezzamento dell'edilizia residenziale?

 "Per ora è ancora presto. A specifica nostra domanda in Regione Lombardia non si prevede a breve di creare un parco inter-regionale. Sarebbe sicuramente auspicabile creare un territorio che si estenda anche nelle limitrofe province di Piacenza, Alessandria e Genova: flora e fauna non sanno che esistono i confini. Ci lavoreremo nei prossimi anni".

 

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