Giovedì, 24 Agosto 2017

VOGHERA - BINA : LA POLTRONA A RISCHIO IN AMA ROMA - INCENERITORE SÌ, ANZI NO: CAOS M5S

La battaglia ideologica sui rifiuti, il consenso dei cittadini delle zone rosse, il mirino puntato sull’obiettivo «rifiuti zero» e il no deciso verso gli impianti che non rispettano i valori ambientalisti, inceneritori in primis. Tutto questo fa parte del presente del M5S, una linea dettata più volte dal leader Beppe Grillo e ribadita da Raggi prima, durante e dopo lo scontro con il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. A dicembre però, prima che l’assessorato di Paola Muraro diventasse storia, l’input politico per finanziare i lavori di restauro di un inceneritore era partito. Due milioni e mezzo di euro per il «revamping» di uno dei due impianti di Colleferro, quello della Ep Sistemi, cioè la società al 40% è della municipalizzata del Campidoglio e per il restante 60% di Lazio Ambiente che controllo l’inceneritore. Muraro detta la linea e Antonella Giglio, fresca di investitura ad au di Ama, firma la lettera per dare il via all’operazione. La prima lettera.

La seconda lettera

Perché quando la notizia entra in circolo nel Movimento, i vertici impongono la retromarcia. Così, avviato un «light revamping» per far funzionare l’impianto che, insieme all’altro che appartiene a Lazio Ambiente, tratta almeno a 60mila tonnellate di rifiuti (contro le 220mila tonnellate in teoria smaltibili), Giglio ha scritto a Ep Sistemi per chiedere di bloccare le gare e congelare il finanziamento in attesa di «subentrate» valutazioni. Perché nel corso dei mesi il progetto sui rifiuti è cambiato sensibilmente. Adesso, nonostante i 2,5 milioni congelati da Ama, l’obiettivo per Colleferro è ottenere in gestione il polo di termovalorizzazione (magari tramite una collaborazione Acea-Ama) e dismettere l’inceneritore per creare una super stazione di riciclo. Soluzione, questa sì, in linea con la politica «rifiuti zero» professata dalla nuova assessora Pinuccia Montanari, che darebbe spinta al M5S per le elezioni amministrative del 2018. Di fatto, in pochi mesi, la linea si è ribaltata.

Poltrone a rischio

C’è anche questo, una politica che oscilla con il consenso, oggi nella resa dei conti in sede di cda Ama, con Giglio più che mai decisa a non mollare il suo posto al vertice (mentre in cda potrebbe entrare Roberto Cavallo, già consulente rifiuti del Campidoglio). Uno step che potrebbe ridisegnare anche in quadri interni all’azienda con il subentro di un nuovo dg al posto di Stefano Bina con cui i rapporti (da sempre) non sono idilliaci. Domani, per esempio, in Aula è in odg una mozione M5S che chiede alla Sindaca di chiedere all’Ama di rinunciare al progetto per il nuovo impianto di compostaggio a Rocca Cencia. Cioè si chiede ad Ama di stracciare un progetto già aggiudicato, con una Conferenza servizi aperta e da settembre in attesa del parere del Comune. Ma Bina non intende procedere perché la Corte dei conti potrebbe contestargli un danno erariale. Grane in vista, insomma.

source : corriere.it

 

  1. Primo piano
  2. Popolari