Domenica, 25 Giugno 2017

"LA BRONI-STRADELLA SPA NON HA I NUMERI PER ESSERE ISCRITTA ALL’ALBO"

Francia, Germania, Casale Monferrato, La Spezia, Taranto, Broni... Nei decenni, l'amianto ha ucciso e devastato famiglie. Ed il finale di questa lunga storia di sofferenze non sembra essere pronto. Ne parlano Annibale Vercesi, superstite e testimone vivente della Fibronit (per anni ha mosso carrellini d'amianto), Romano Gandini, già vice-Presidente della Provincia di Pavia ed esperto di legislazione in materia di stazioni appaltanti, e l'Avvocato Domenico Novarini, da sempre in prima fila nella battaglia di giustizia.

Tra le mille parole dette ed urlate ed i quintali di carta scritta, a che punto siamo arrivati, al momento?

"Al progetto di un parco, di una grande area verde sanatoria, bonificata e messa a disposizione del comune. Sarebbe certamente bella cosa realizzare questo parco: tuttavia, sarebbe ampiamente di secondaria importanza, rispetto ad una legge risarcitoria per la povera gente che è stata colpita. E poi chiediamo: un comune di 9mila abitanti può sostenere la gestione di un parco di 140mila? Facile dire facciamo un parco, mi permetta! E' una buona idea, sì, ma non dimentichiamoci che trattasi pur sempre di 140mila metri di Fibronit ... E poi ci saranno i 30/40 mila metri della Italcementi, perché verrà demolita anche quella! Un parco del genere sarà sostenibile, nelle spese di gestione, da parte di un comune di 9mila abitanti? Oggi è evidente, sotto gli occhi di tutti, come si faccia fatica a tenere in ordine i giardini di Villa Nuova Italia, l’area pubblica di Via Eseguiti. Si riuscirebbe a mantenere un discorso simile in divenire, negli anni? E ancora: per il parco, alla fine quando sarà bonificato, bisognerà fare un concorso di idee, dove  vari professionisti potranno proporre soluzioni; sicuramente, la parte di superficie principale dovrà essere dedicata al parco, ma una parte, minore, ad attività che possano incrementare le entrate del comune, affinché si possa mantenere, sostenere la spesa di gestione del parco! Altrimenti, finirebbe per essere abbandonato... Nessuno vuole criticare ciò che da un punto di vista estetico potrebbe essere bello".

Ma non è qui il problema?

"Esattamente! Crediamo che i nostri problemi siano ben altri, e molto più seri! I processi che vengono fatti per la questione dell'amianto finiscono in una bolla di sapone, per quanto riguarda le persone colpite. Quelli che vengono processati sono in gran parte già defunti, e quelli rimasti non han più niente: per questa ragione, chi deve essere risarcito non trova possibilità appunto di risarcimento! Tutto l'iter processuale è nato monco, perché a 180 gradi anziché a 360. Mi spiego meglio. La responsabilità pubblica è stata ignorata perché nessuno ha avuto il coraggio di tirarla in ballo! Abbiamo insistito su questo punto, tuttavia trovando solo gente sorda, forse per paura, certamente si sarebbe sollevato un problema colossale, che però, in realtà, esiste già, ed emerge come un iceberg! Sa perché? Perché pochi sanno che lo Stato Italiano è stato già  condannato dalla Corte Europea per non aver applicato le normative di tutela contro l'amianto. Quindi questo già di per sé è una questione di enorme rilievo! Ma non è tutto... A La Spezia e Taranto abbiamo la più grande base militare della marina con 400 morti per asbesto, tra ufficiali, sottufficiali e marinai: qui, da subito, c’era ovviamente lo Stato, ed è ovviamente il primo colpevole in responsabilità, per colpa di ignoranza anche in discipline... e quando parlo di disciplina, mi riferisco a quella medica. Lo Stato Italiano ha completamente ignorato quello che dagli anni '60 in poi veniva affermato dalla  scienza medica internazionale, e cioè che l'asbesto è un’arma micidiale! Mortale! Ecco perché dico che a un certo punto è impossibile non affermare questa responsabilità, in tutta Italia, a partire da Broni". 

Le altre città citate si sono unite alla vostra denuncia?

 

"Certo che sì, ma da un punto di vista statistico, il numero dei morti di Broni da malattia di asbesto è superiore a quello di Casale Monferrato; quindi ritengo Broni, purtroppo, l’immagine di questa tragedia".

 

Cosa chiedete ora?

 

"Visto che nessuno ha avuto il coraggio di tirare in ballo le responsabilità dello Stato a parte noi, l’unica soluzione, da un punto di vista di responsabilità penale, è cercare disperatamente che sia lo Stato Italiano, appunto, ad occuparsi del problema, attraverso una norma di tutela di ristoro di danni subiti, anche danni al territorio, e dico questo perché mi è stato riferito che in Germania ed in Francia, ad esempio, si è già proceduto in questo senso. Ovvero, gli Stati hanno fatto una normativa di ristoro di risarcimento per la gente colpita da questa tragedia, cosa che in Italia non si è ancora fatta".

 

Si è parlato di tempi di bonifica?

 

"Dunque: il 'Vaso di Pandora' è una leggenda greca, che però può ripetersi... Bisogna prestare massima attenzione su questo punto! Se scoperchiano la cementifera e tutta l’area adiacente, quelli che non sono morti prima, se fatta male questa operazione, moriranno oggi. Le polveri ammassate lì dentro sono ancora mucchi colossali... e nessuno dice niente! Procedere alla bonifica si deve obbligatoriamente, ma deve essere fatta con il cervello, e non con 'i piedi', perché ci sono troppi rischi, mortali. Romano Gandini per tanti anni è stato vice-Presidente della Provincia e conosce perfettamente la normativa. Si siamo così accorti che, con ogni probabilità,  chi ha in mano tutto oggi, la Broni-Stradella Spa., punto nevralgico della situazione, non è in elenco delle Stazioni appaltanti. La Stazione appaltante per i lavori deve essere compresa in un elenco, la Broni-Stradella Spa non c’è. Inutile nascondersi dietro un dito: partiamo già con il piede sbagliato, con il rischio che possano accadere cose terribili".

 

Vi siete mossi in questo senso?

 

"Certo! Bisogna sapere con esattezza cosa si cela dietro la stazione appaltante per la bonifica! La Broni-Stradella Spa non ha i numeri per essere iscritta all’albo. La legge è uscita 3 giorni prima che loro pubblicassero il bando, e la stessa legge recita che per potersi proporre bisogna essere iscritti all'albo, e loro non lo erano! C'è un Ente apposito che detiene quest'Albo. Abbiamo sollevato il problema, ma nessuno ha il coraggio di dirci né di si né di no. Diteci se sono legittimati o meno a farlo: siamo in attesa di risposta di Anac, attendiamo e sono già due mesi di silenzio. Abbiamo mandato raccomandate al Presidente dell'Anac, l'Agenzia Nazionale per l’Anti-corruzione, perché TelePavia ha addirittura comunicato in corso di notiziari che l’Anac avrebbe portato via il fascicolo... per ora, nessuno ha smentito".

 

In conclusione, quali le vostre sensazioni a riguardo del futuro?

 

"L'impressione è che si stia giocando con il fuoco. Si parla di idee strampalate quando i problemi sono altri. Di fronte alla scienza medica mondiale che urlava a pieni polmoni la pericolosità dell'asbesto, qui si  faceva  come le tre scimmiette, non vedo - non sento e non parlo. Il Ministero dell’ambiente, primo responsabile della tragedia, che si costituisce parte civile, uno Stato che viene già condannato, come fa a processare gli altri? Abbiamo scritto anche a Putin: non ci fermeremo".

 

 

 

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