Sabato, 25 Marzo 2017

BRALLO DI PREGOLA - RISERVA NATURALE DEL LESIMA LA MINORANZA ACCUSA

 "Un consorzio agricolo per valorizzare i prodotti locali e una società che gestisca la promozione turistica". La sfida per ottenere i finanziamenti legati al progetto Aree Interne è alle porte e il consigliere di minoranza del Brallo di Pregola Paolo Tornari presenta le proposte che la minoranza ha messo sul tavolo, ma che l'amministrazione non ha preso in considerazione. Il suo attacco alla giunta però non si ferma qui. Nel mirino finiscono la questione dello sportello bancomat assente in paese, la gestione del parco astronomico Ezio Mognaschi e la Riserva Naturale del Lesima.

 Tornari partiamo dal presente. Il progetto Aree Interne prevede 25 milioni di euro pronti a piovere sull’Oltrepò montano, che però dovrà saper fare fronte comune e presentare progetti sostenibili. Voi della minoranza avete dato il vostro contributo?

 "Noi abbiamo messo sul tavolo le nostre proposte: Creazione di un Consorzio agricolo con aree d’azione la pastorizia di diverso genere mucca-capra-pecora (ricordiamoci che abbiamo il presidio Slow Food della vacca Varzese e che le nostre radici sono nella pastorizia e nell’agricoltura) e la coltivazione agricola, in primis della patata, ma anche di grani e di frutta antica. Avremmo un territorio curato nei pascoli e nei boschi, anche attraverso il Consorzio boschivo, e la possibilità di avere una filiera corta di prodotti alimentari, creando posti di lavoro. La villeggiatura è stato il modello turistico sul quale si è sviluppato, si è affermato ed ha prosperato il nostro territorio. Questo modello è ormai obsoleto. Il nostro turismo ora è da mordi e fuggi. Dobbiamo quindi creare le prerogative che possano esaltare ciò. Uno di esse può essere una serie attrazioni uniche dal tema 'Natura ed Adrenalina', quali ad esempio il volo a fune, la pista da bob 4 stagioni, il parco avventura. Possiamo creare una società di gestione e di sviluppo di tutte queste attrazioni, creando una sorta di parco divertimenti esteso a tutto il territorio comunale. Ci giochiamo gran parte se non tutto il nostro futuro. La posta in gioco è altissima, serve un'amministrazione lucida con le idee chiare che sappia muoversi in fretta". 

Facciamo un salto indietro. Ci sono state alcune polemiche mesi fa in merito alla costituzione della Riserva Naturale del Lesima costituzione e alle limitazioni imposte. Può spiegarci cosa è accaduto? In che modo si è evoluta la situazione?

 "Le polemiche sorte in merito alla sua costituzione erano due, la prima riguarda la mancata informazione alla popolazione di aver iniziato un iter che ha portato alla sua nascita; infatti nel mese di febbraio 2016, casualmente, navigando sul sito di Regione Lombardia in cerca di una delibera, sono venuto a conoscenza dell’istituzione della riserva. Leggendo tra le righe la seconda doccia gelata. Ogni riserva che si rispetta ha ovviamente dei divieti. La seconda polemica infatti era stata fatta proprio su alcuni di essi in quanto ritenuti assurdi".

 Non credete che la Riserva possa essere una risorsa importante?

 "Abbiamo fondati dubbi che questo possa essere una risorsa fondamentale. Però potrebbe aiutare nelle valutazioni conoscere una volta per tutte la realtà. Cioè, la tempistica di adozione dell'area protetta, il regolamento ad essa associato, l'ente gestore (fondamentale che sia il Comune) ed altro ancora. L’Amministrazione ha il dovere di informare la popolazione".

 In che modo vorreste che venisse gestita questa riserva?

 "Visto che ormai si tratta di realtà, allora prendiamo contatti con chi gestisce già parchi ed aree naturali come Lega Ambiente, WWF Italia per instaurare un confronto e magari rapporti di collaborazione. Se abbiamo una riserva naturale, allora valorizziamola al meglio".

 Parliamo dell'osservatorio astronomico. Siete stati piuttosto critici riguardo alla sua gestione…

 "Il vice sindaco Fabio Tagliani afferma che tale area appartiene di diritto ai migliori punti di osservazione del cielo stellato di tutto il pianeta. In attesa di ricevere la conferma da illustri esperti del settore, prendendo per buono il parere del vice sindaco (peraltro Membro dell'Associazione che gestisce attualmente il parco astronomico), vogliamo fare due considerazioni. La prima, avere una proprietà di eccellenza mondiale dà la possibilità al Comune di concederla in gestione a prezzi e a condizioni appropriate, non certo a costo zero come oggi accade. Altrimenti, cadiamo nel danno erariale. La seconda, proprio perché zona unica al mondo nel suo genere, impone al Comune di profondere il massimo sforzo per lo sviluppo della stessa".

 In che modo si potrebbe farlo secondo voi?

 "Si potrebbe iniziare con la creazione di parcheggi (magari rendendo accessibile quello accanto al cimitero di Colleri), di nuove infrastrutture per l'osservazione della volta celeste, di rapporti con le migliori facoltà universitarie di astrofisica e con le scuole della nostra provincia e di quelle delle province confinanti, ma non solo. Insomma, fare in modo che un'eccellenza regalataci dalla Natura non vada dispersa, rimanendo un luogo di nicchia, visto con sfiducia, come oggi invece appare".

 Passando allo sportello bancomat, possiamo dire che la sua assenza in paese è un disservizio significativo, soprattutto se si punta sul turismo. Come mai non è ancora attivo?

 "La vicenda è chiara: il Comune, nella persona dell'attuale sindaco, aveva rinunciato al ricorso al TAR contro la chiusura a giorni alterni dello sportello Poste Italiane, ricevendo in cambio la promessa dell’installazione di un punto bancomat. Risultato: lo sportello ha ridotto i giorni di apertura da circa due anni ed il bancomat non c'è. Il Sindaco aveva affermato che era pronto a scrivere al Capo di Governo (all'epoca Renzi) e al Presidente della Repubblica Mattarella. Al di là delle missive, peraltro almeno una non più inviabile, vorremmo sapere a che punto è la vicenda. Lo sportello è fondamentale".

 

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