Lunedì, 27 Marzo 2017

SANNAZZARO .....UNA NUOVA DISCARICA DI AMIANTO NON AIUTA CERTO LA MESSA IN SICUREZZA DELLA RAFFINERIA

 Si sono svolte ieri, in commissione Ambiente, le audizioni in merito ai due incidenti verificatisi alla raffineria Eni di Sannazzaro de’ Burgondi (PV), con Eni, ATS di Pavia, ARPA di Pavia, il sindaco del Comune di Sannazzaro e l’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Terzi.

 Lo scorso 6 febbraio, all’indomani del secondo incidente, era stato proprio Giuseppe Villani, consigliere regionale del Pd e capogruppo in VI Commissione Ambiente, a chiedere l’immediata convocazione dei vertici aziendali Eni per avere risposte esaustive e rassicurare la popolazione.

 “I rappresentanti Eni intervenuti – ha spiegato Villani – hanno riconosciuto l’estrema criticità della situazione: a questo punto, diventa fondamentale adeguare gli strumenti di controllo, di verifica e tutte le procedure di manutenzione sugli impianti. Per quanto riguarda le procedure legate al piano di emergenza esterna, queste devono essere riviste e adeguate per essere più efficienti, con particolare riguardo al coordinamento tra enti”.

 E’ stata assicurata, inoltre, dagli incaricati dell’impresa, la disponibilità ad effettuare un monitoraggio continuo sul suolo, con il contributo degli enti preposti.

 “Il fatto che Eni abbia dato incarico a una società internazionale di ‘reingegnerizzare’ l’impianto coinvolto nel primo incidente di dicembre – ha aggiunto il consigliere comunale di Sannazzaro, Pierangelo Fazzini, invitato da Villani, come uditore all’audizione – conferma la criticità della situazione”.

Molto attesi anche gli interventi dei rappresentanti di Arpa che avevano il compito di chiarire la tipologia e la quantità dei potenziali inquinanti e soprattutto l’entità del loro impatto dopo l’incidente. “Sono ancora in corso studi e verifiche e non sono stati forniti i dati dettagliati sugli inquinanti non convenzionali (diossine, PCB e IPA), quelli misurati dalle centraline mobili posizionate dopo l’incidente” ha riportato Graziella Invernizzi, consigliera comunale di Sannazzaro, anche lei invitata ad assistere all’audizione.

“Complessivamente – ricapitola Villani - possiamo dire di aver ottenuto qualche risposta interessante, ma molte rimangono ancora le questioni aperte, non ultima quella della discarica di cemento-amianto di Ferrera Erbognone che come più volte abbiamo sottolineato, va contro lo spirito del decreto ministeriale Aia del 2010 (relativo alla realizzazione dell’impianto Est) che riconosceva un’elevata complessità e criticità dell’impianto produttivo, richiedendo una massiccia mitigazione ambientale”.

 “Non riteniamo certo – chiude ironico - che una discarica di rifiuti contenente amianto possa essere considerata una mitigazione ambientale…”.

 Dopo l’audizione sulla raffineria, si è svolto nel pomeriggio un incontro specifico proprio sul tema spinoso della discarica di Ferrera Erbognone, dove è intervenuto il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati (Ecomafie), Alessandro Bratti.

 “Una provincia come quella di Pavia – ha dichiarato il parlamentare democratico – è un territorio che subisce fortissime pressioni ambientali dovute alle numerose attività antropiche spesso collegate al ciclo dei rifiuti (la raffineria, gli inceneritori, l’agricoltura intensiva, l’inquinamento delle falde, il tema della distribuzione dei fanghi…). Nonostante i controlli efficienti, sarebbe opportuno rivedere il tipo di approccio anche da parte degli enti preposti alle autorizzazioni di nuovi impianti e avviare una specifica iniziativa da parte dei comuni interessati”.

 

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