Lunedì, 24 Aprile 2017

MONTALTO PAVESE - "NON È ASSOLUTAMENTE VERO CHE MONTALTO È UN PAESE ABBANDONATO A SE STESSO"

 I servizi sono carenti, in modo particolare quello scolastico e, per i bambini, c'è poco e niente; inoltre, anche la raccolta differenziata e le strategie di marketing sono totalmente inesistenti. Iniziava così la nostra intervista a Daniele Manini, consigliere d'opposizione del Comune di Montalto Pavese, uscita all'interno dello scorso numero di gennaio. Ma il primo cittadino Villani non ci sta e chiede replica. La raccolta differenziata è un discorso complesso, ci spiega, per cui si sta studiando da tempo un importante progetto che interesserà tutta la cittadina montaltese, come illustra lo stesso sindaco nelle righe che seguono. "Innanzitutto tengo in modo particolare  a correggere qualche inesattezza che ha asserito il nostro consigliere di minoranza Manini  nell'intervista passata– precisa Villani.

 "Quello della raccolta differenziata, ad esempio è un discorso molto complesso e particolare. E' già qualche tempo che la nostra amministrazione sta portando avanti un progetto importante legato alla raccolta differenziata. E' chiaro che in piccole realtà come la nostra non è così semplice far partire una differenziata a 360 gradi, ecco perché ci siamo focalizzati più su un discorso di aree ecologiche attrezzate, in alternativa a quelle che erano le zone principali di smaltimento rifiuti".

 Dove è stata realizzata quest'area smaltimento?

"La zona cui mi riferisco è collocata all’interno dell’area sottostante la chiesa, dove abbiamo deciso di allestire tutta quella che è, e sarà perché il progetto prosegue, un'area ecologica attrezzata. Allo stato attuale sono presenti bidoni per la raccolta di plastica e carta e, piano piano, completeremo, potenziando con tutte le altre tipologie di raccolta rifiuti. Oltre che funzionale, perché anche l’occhio vuole al sua parte, quest’area è molto piacevole anche da un punto di vista estetico, perché tutto intorno è stata realizzata una struttura in legno. Ma preciso, non sarà l’unica zona di raccolta, infatti, è nostra idea installare altre aree ecologiche come quella già esistente all’interno del  paese, in maniera graduale e in base ovviamente alle risorse a disposizione".

Quindi avete già previsto di allargare anche ad altre zone?

"Il progetto come accennavo poco fa prosegue, siamo partiti da quest'area ma allargheremo ad altre zone. La decisione di concentrare la prima attrezzata di raccolta differenziata nell’area sottostante la chiesa è stata studiata attentamente. Innanzitutto perché è molto ampia, ma anche meno invadente, poiché si trova appena fuori dal centro abitato".

L'idea di dotare la cittadina di bidoni compost, come accennava Manini, perché è stata scartata?

"Quello che la minoranza non capisce è che per approcciare una raccolta differenziata corretta, è essenziale che la mentalità delle persone sia predisposta e questo non è così semplice. Il discorso del compost non è possibile proporlo solo alla cittadinanza, è un'operazione che avrebbe senso se partisse da tutto il territorio, altrimenti si corre il rischio di compiere sforzi inutili a costi esagerati.  Una raccolta attraverso il compostaggio richiede un impiego da parte della cittadinanza non indifferente e, metterlo in pratica, posso assicurare che non è poi così semplice. Certo che se tutto il territorio decidesse di seguire questa linea, saremo senz'altro i primi a proporci, tuttavia svolta così in maniera indipendente non avrebbe alcun senso".  

Passiamo ora alle scuole 

 

"A Montalto Pavese abbiamo due istituti scolastici: la scuola dell'infanzia e quella primaria, e ne siamo davvero molto orgogliosi. Avere due tipologie di scuole, in piccole realtà collinari come le nostre non è cosa comune. Lo spopolamento invece lo è, e si verifica in ogni paese di media/alta collina: tutte le piccole realtà, nessuno escluso, si trovano in difficoltà oggi come oggi, per cui credo che certe generalizzazioni siano totalmente fuori luogo. Più che classi miste parlerei di pluriclassi, è vero, siamo così strutturati, ma forse Manini non sa che è davvero impensabile che in un paese piccolo come il nostro si possa fare diversamente. Le classi prima, seconda e terza sono insieme e, in tutto, abbiamo ventinove bambini, se dovessimo dividerli non avrebbe senso, la soluzione purtroppo è una sola: o pluriclassi o niente scuola".

 

Com'è strutturato quindi il vostro sistema scolastico?

 

"Il nostro sistema scolastico è ben strutturato, gli insegnanti sono molto preparati e l’istruzione non si paga, come in tutte le altre realtà del resto. La mensa è a pagamento, ma l’amministrazione comunale compartecipa alla spesa, inoltre i nostri bambini posso godere di pasti ottimi e casalinghi, in quanto abbiamo attivato una convenzione con un ristorante della zona che funge come mensa scolastica. Per i più piccoli non abbiamo potuto mettere in atto lo stesso sistema, in quanto risulta troppo pericoloso farli uscire dall’istituto. Stiamo facendo salti mortali per garantire questi tipi di servizi, purtroppo anche noi amministrazioni comunali non ce la passiamo bene, ma cerchiamo comunque di fare quello che possiamo per offrire servizi, dal nostro punto di vista fondamentali, alla cittadinanza. Inoltre, partecipiamo alla spesa di trasporto pubblico per i bambini delle scuole medie".

 

Esistono altre attività, magari extra scolastiche, per i giovani?

 

"Da tempo stiamo portando avanti diverse iniziative culturali ed educative per i ragazzi. Attraverso l'organizzazione  bibliotecaria sono ben due anni e più che vengono pianificate diverse attività, come i laboratori ad esempio, o la visione di film;  ma si organizzano anche feste come a Natale, carnevale e per altre ricorrenze. Il consigliere Manini dice che non ci sono attività per i bambini nel panorama sociale di Montalto e che sono abbandonati se stessi, ma non è assolutamente così, ma lui non può saperlo, perché nonostante sia componente del consiglio della biblioteca, si è presentato solo alla prima riunione tre anni fa".

 

Sindaco, ma Montalto è o non è un paese abbandonato a se stesso? 

 

"Non è assolutamente vero che Montalto è un paese abbandonato a se stesso e noi amministratori non siamo ciechi, certo, sarebbe bello fornire tutti i servizi senza far pesare i costi sulla cittadinanza, ma purtroppo non è possibile e cerchiamo di arrangiarci come meglio possiamo. Stiamo sistemando le strade, in alcune zone siamo già intervenuti, manca ancora qualcosina, come la strada fornace ad esempio, forse la più critica da un punto di vista viabilistico, ma stiamo già valutando come muoverci. Nei prossimi mesi è nostra intenzione rivedere tutta la segnaletica. Inoltre abbiamo un progetto importante in cantiere". 

 

Può già accennarci qualcosa?

 

"Grazie ad un importante finanziamento della Fondazione Comunitaria inizieremo ad attuare interventi di manutenzione all’interno di Palazzo Santa Cristina. Palazzo Santa Cristina è il più antico palazzo di Montalto, donato al comune anni e anni fa, cui teniamo in modo particolare. Gli interventi previsti, per il momento interesseranno l’esterno, quindi sistemazione portici e giardino. E’ chiaro che tutta la struttura andrebbe costantemente mantenuta, ma esiste sempre il triste discorso di finanze limitate all’interno delle amministrazioni comunali: purtroppo non si può arrivare dappertutto. Il progetto, in ogni caso proseguirà e verrà allargato ma in maniera graduale".

 

Chiudiamo l'intervista parlando dell’iscrizione del Riesling nel registro De.Co

 

"Quello dell’inserimento del nostro Riesling all’interno del registro De.Co è un discorso che è già stato trattato ampiamente. A tal proposito mi sto già informando sull'argomento di questione, il problema però è che esistono situazioni che andrebbero discusse e trattate a mente fredda, siamo comunque interessati e ripeto la cosa non è poi così automatica, ci vuole del tempo. Potrà anche essere vero che i viticoltori sono d'accordo all’iscrizione nel registro, tuttavia non è facile mettere loro tutti d’accordo".

 

Per che motivo non è facile mettere tutti i viticoltori d’accordo? 

 

"Le leggi sulla De.Co parlano chiaro: l’iscrizione è prevista solo per prodotti tradizionali e territoriali. Il renano, ad esempio, è un ottimo prodotto, forse anche più pregiato dell'italico, ma non è tradizionale, di conseguenza non può entrare a far parte del registro De.Co e non tutti i viticoltori hanno le stesse tipologie di prodotti. Già questo direi che è un problema non da poco".

 

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