Domenica, 25 Giugno 2017

IMMIGRAZIONE: PUGNO DI FERRO DI TRUMP CHE LICENZIA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Donald Trump licenziail ministro della Giustizia, Sally Yates, che ha ordinato al Dipartimento di non difendere in tribunale il decreto sull'immigrazione del presidente. Yates ''ha tradito il Dipartimento di Giustizia rifiutando di attuare un ordine messo a punto per difendere i cittadini americani'' afferma la Casa Bianca. Donald Trump nomina ministro della Giustizia reggente Dana Boente, procuratore del distretto orientale della Virginia. Sara' in carica fino a quando Jeff Sessions, nominato da Trump ministro della Giustizia, non sara' confermato dal Senato. Il ministro reggente ha intenzione di ordinare al Dipartimento della Giustizia ''di fare il nostro dovere giurato'' e di difendere l'ordine esecutivo su immigrazione e rifugiati. La protesta contro il bando di Donald Trump all'immigrazione dilaga nel mondo e negli Stati Uniti, da New York fin sotto alla Casa Bianca. L'Onu accusa: è un atto illegale e meschino. Mentre un sondaggio rileva che il 51% degli americani disapprova il lavoro del neopresidente. ''Non e' un bando dei musulmani, come i media riportano falsamente'', ha tentato di gettare acqua sul fuoco il tycoon, il quale ha chiamato in causa il suo predecessore: ''E' simile a cio' che fece il presidente Obama nel 2011 quando bandi' i visti per i rifugiati dall'Iraq per sei mesi''. Intanto Theresa May e Vladimir Putin stanno preparando i rispettivi incontri con Trump. L'Ue invece risponde: "Noi non discriminiamo". La Casa Bianca respinge le critiche dei diplomatici che hanno manifestato il loro dissenso contro la decisione del presidente Donald Trump sul bando agli ingressi negli Usa da sette paesi a maggioranza musulmana. "Se non aderiscono al programma possono andare", ha detto il portavoce Sean Spicer interpellato a riguardo dai giornalisti. "Se qualcuno ha problemi con l'agenda si pone la questione se debbano rimanere in quel ruolo o meno - ha aggiunto -. Si tratta della sicurezza dell'America". Ha superato il milione e mezzo di firme in meno di due giorni la petizione popolare lanciata in Gran Bretagna che chiede di declassare il prossimo viaggio di Donald Trump da visita di Stato a semplice visita di un presidente straniero. Da Stato Washington sfida legale a bando - Il procuratore generale dello Stato di Washington ha annunciato oggi l'intenzione di lanciare un'azione legale contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump circa l'ordine esecutivo che sospende l'ingresso in Usa per immigrati da da sette paesi a maggioranza musulmana. Il procuratore generale Bob Ferguson e' il primo ad annunciare un'azione legale di questo tipo. Ferguson è tra i 16 procuratori generali che hanno sottoscritto una dichiarazione definendo il provvedimento "anti americano e illegale". Critica anche la Merkel: "La necessaria e decisiva lotta al terrorismo non giustifica in alcun modo - rileva - un generale sospetto contro persone di una specifica fede, in questo caso musulmana, o persone di specifica origine. L'azione contraddice il concetto fondamentale dell'aiuto internazionale ai profughi e della cooperazione internazionale".

Intanto, in un tweet, Trump annuncia: "Ho deciso chi nominero' alla Corte Suprema degli Stati Uniti". E aggiunge: la nomina sara' annunciata martedi' alle 20 ora di Washington, le 2 del mattino di mercoledi' in Italia.

 

 

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