Domenica, 23 Aprile 2017

BRONI - STRADELLA : "NON AVREBBE AVUTO ALCUN SENSO CHIUDERE IL PUNTO NASCITE DELL'OSPEDALE"

 

Ormai è ufficiale: la rinascita del nuovo ospedale bronese sta per divenire realtà. La riconversione in una nuova struttura organizzativa denominata PreSST (Presidio Socio Sanitario Territoriale) è stata ufficializzata da dirigenza ospedaliera insieme a organi politici e, a breve, cittadini e limitrofi potranno godere di una struttura assolutamente innovativa, dove saranno erogate prestazioni sanitarie e socio sanitarie ambulatoriali, con tempi decisamente più rapidi rispetto ad un presidio ospedaliero tradizionale.

Una razionalizzazione importante quella dell'Arnaboldi, studiata ad hoc, grazie anche ad una sinergia importante tra tutti i protagonisti, quindi dirigenza ospedaliera e amministrazione comunale, al fine di poter realizzare un servizio ottimale per la comunità e rispondente a esigenze e finalità funzionali. Definita dal primo cittadino Antonio Riviezzi come "formula vincente", perché tutti gli attori hanno capito le esigenze altrui.

"Come amministrazione abbiamo capito quali erano le necessità di ottimizzazione dei costi dell'ASST – ci spiega – e loro, di conseguenza, hanno capito quelle che erano le nostre esigenze, ovvero la necessità di conservare alcuni servizi utili al territorio e implementarne di nuovi. Ed è proprio grazie a questo passaggio, che siamo riusciti a trovare un accordo utile per entrambe le parti".

Ma la strada non è stata semplice, si, perché sono all'incirca tre anni, più precisamente dal 2013, che tutti gli addetti ai lavori s'incontrano, studiano e valutano attentamente ogni possibile soluzione, perché la posta in gioco è alta e, la tutela della salute del cittadino viene prima di ogni cosa.

 

Ma partiamo dal principio, dal 2013 per la precisione: sindaco, ci illustri in sintesi il percorso compiuto in questi anni.

"Tutto ha inizio nell'anno 2013, quando come amministrazione ci siamo accorti che l’Arnaboldi era prossimo a un ridimensionamento importante, drastico oserei dire. Nel frattempo, sempre in quel periodo, si è formato anche un comitato spontaneo, che nel tempo ha collaborato a stretto contatto con l’amministrazione, con un fine comune, ovvero quello di poter conservare l'ospedale Arnaboldi o eventualmente riconvertirlo in un presidio ospedaliero".

Da lì, quali sono stati i primi passi?

"Innanzitutto, come consiglio comunale, abbiamo approvato un ordine del giorno in cui chiedevamo ad azienda ospedaliera e a Regione Lombardia di mantenere il presidio ospedaliero all’interno dell’ospedale con determinati servizi. Successivamente abbiamo avanzato anche alcune proposte, anche per andare incontro all’azienda ospedaliera, che manifestava esigenze di ottimizzazione delle risorse. Abbiamo prospettato di spostare i vari consultori, sparsi sul territorio, all’interno dell’ospedale, in modo da agevolare l’utente creando un unico punto di riferimento e che al tempo stesso permettesse all’ex azienda ospedaliera, oggi ASST, di risparmiare i costi di altri ambulatori presenti sul territorio. La nostra proposta è stata poi condivisa da diversi comuni limitrofi, che hanno recepito questa nostra delibera, perché l'Arnaboldi non è solo un punto di riferimento per la città di Broni, ma di tutto il territorio".

E poi la trattativa con ASST

"Dopodiché abbiamo cominciato una proficua trattativa con l'allora azienda ospedaliera, trovando un valido interlocutore nella persona del direttore generale ASST Michele Brait. Da lì, abbiamo cominciato a collaborare insieme, al fine di trovare una giusta collocazione a una struttura datata e con diversi problemi strutturali in alcune aree. E, dopo un'attenta analisi, la decisione di convertirlo in un PreSST"

Come sarà strutturato questo PreSST?

"Sarà una struttura all’interno della quale saranno presenti ambulatori specialistici, alcune associazioni di volontariato, operanti in ambito socio-sanitario, tra cui l’Avis, con il centro prelievi Oltrepò. Inoltre, saranno trasferiti tutti i consultori. In un futuro si prospetta anche al trasferimento del CPS  (Centro Psico Sociale), attualmente ubicato a Stradella".

Ultimo, ma non per importanza, l'ambulatorio per i malati di mesotelioma

"L’ambulatorio mesotelioma e malattie asbesto – correlate è sicuramente il risultato più importante per la nostra comunità. All'interno di un territorio drasticamente segnato da questa problematica, credo che un ambulatorio specifico cui fare riferimento sia un servizio indispensabile e, se vogliamo, anche un po' dovuto alla cittadinanza".

Come commenta l'esito di questo progetto?

"Esprimo un’immensa soddisfazione, per il percorso che si è fatto e per il risultato a cui si è arrivati. In modo particolare per l’imminente apertura dello sportello a sostegno dei malati di mesotelioma, non solo come Sindaco di Broni ma anche in qualità di Presidente neo eletto del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci in seno all'Ats".

Ci parli della sua nuova nomina di Presidente del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci in seno all'Ats

"Sono indubbiamente contento di questa nuova esperienza, ovviamente sarò a completa disposizione per dare il mio contributo a chi ne avrà bisogno. Lavorerò per il territorio e in sinergia con tutti gli amministratori locali e dirigenti Ats, con i quali abbiamo già avuto modo di confrontarci sulle varie necessità del territorio a livello provinciale e già ipotizzato alcune priorità sulle quali lavoreremo in questo 2017".

La chiusura del punto nascite dell'ospedale di Stradella è un "pericolo" ormai definitivamente scongiurato?

"Direi proprio di sì e per fortuna essendo un punto di riferimento fondamentale per l'Oltrepo orientale, inoltre è vero che esiste un decreto ministeriale che sancisce la chiusura dei punti nascite con meno di 500 parti annui, ma è anche vero che a Stradella siamo intorno ai 470 parti, quindi non avrebbe avuto alcun senso chiuderlo. Certamente se la chiusura non si fosse definitivamente scongiurata noi sindaci ed io in primis come Presidente del Consiglio di rappresentanza dei sindaci in seno all'Ats avremmo lottato con tutti gli strumenti in nostro potere".

 

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