Martedì, 28 Marzo 2017

HA RAGIONE BRIATORE: TRASFERIAMOCI TUTTI A MALINDI, IN KENYA…!!!

 

Ha ragione Briatore: trasferiamoci tutti a Malindi, in Kenya; si spende meno che a Cortina. E' l'endorsement che il geometra ha fatto a Grillo, pure lui a Malindi da dove ha trasmesso il suo discorso farneticante di fine anno, casomai ascoltando le intramontabili note di "sapore di mare" di Gino Paoli, ex deputato PCI, anche lui affezionato alle spiagge incontaminate dell'Africa.

 

Devo dire però che Briatore mi sta simpatico perché con il passare degli anni è diventato un vero comico mentre Grillo un bravo comico non lo è mai stato. La filosofia briatoriana la si può ridurre con la battuta "tu sei fuori o tu sei dentro". Una scuola di vita che ci fa capire lo stile cafonal che ha sempre con intelligenza mostrato, al contrario del genovese. Come non ricordarlo quando di recente ha affermato che l'inquinamento del pianeta è colpa dei poveri che mangiano nei piatti di plastica. E' colpa loro se abbiamo così tanta monnezza ovunque, aveva sostenuto in una sua campagna green. Esilarante. Ha avuto anche il coraggio di chiamare suo figlio Natan Falco, manco fosse uno yacht e di farsi un lifting radicale, tale da spiazzare le sue imitazioni del bravissimo Panariello. Via le rughe sul viso, le borse sotto gli occhi, la pancetta. Uno spruzzo di capelli in più tanto da poter fare la riga in mezzo. Sembra che sia tutto riuscito tranne quella "esse" un po' strascicata. Ma ci sta.

 

Il pensiero di Grillo invece lo raffigurerei come quel tizio di una vignetta che, contestando il modo con cui veniva pilotato l'aereo che aveva preso, si alza di scatto ed alzando il braccio mette ai voti chi deve prendere il comando del velivolo. Populismo puro. Incompetenza messa ad emblema. Del resto l'idea di Grillo è semplice quanto devastante: se i politici sono tutti incompetenti e corrotti perché pure la persona di strada non può amministrare un comune, una regione o addirittura una nazione? Purtroppo in Italia questa mentalità ha un fondamento che viene alimentato quotidianamente. Se la ministra dell'istruzione ha la terza media chiunque può scrivere i programmi scolastici, anche un analfabeta. Con Grillo la libertà si è trasformata in licenza, la democrazia in demagogia. Forse abbiamo raggiunto il punto di non ritorno. La disinformazione è diventata informazione a tal punto da indurre Giovanni Pitruzzella, capo dell'Antitrust ad ipotizzare "una rete di agenzie europee indipendenti (chi le controllerebbe? N.d.A) che intervengano rapidamente non appena spuntano notizie false". Un organo al di fuori delle legislazioni nazionali che possa chiudere immediatamente la bocca, senza riferire a nessuno, che abbia il solo obiettivo di ricercare la Verità. Ma Pitruzzella la conosce la Verità?

 

Rifletto sul pensiero devastante che ha portato il comico genovese. Per causa sua si rischia non che le informazioni vengano filtrate ma bensì le idee! Io posso esprimere una idea che non necessariamente è una informazione. Ancora Pitruzzella "ogni variante del luddismo fa solo del male al progresso"; un'affermazione che induce a pensare panorami punitivi a chi si oppone al "progresso" del terzo millennio.

 

Grillo ha portato nella società italiana una reazione dura e sconsiderata della classe politica, senza di fatto sapere come abbatterla e sostituirla. Non avendo una classe dirigente valida e competente, il M5S ha solo distrutto, incrudendo un panorama politico già precario. L'odio di Napolitano verso il populismo, la pratica corruttiva di Renzi, sono il risultato per contrastare la demagogia grillina.

 

Ha ragione Briatore: meglio trasferirsi a Malindi, meglio se mantenuti con il reddito di cittadinanza voluto da Grillo.

 

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