Sabato, 23 Settembre 2017

OLTREPÒ PAVESE – LA POLITICA DEI SELFIE

Si selfie chi può! E a quanto pare in Oltrepò, molti sindaci, assessori, consiglieri e ammenicoli politici vari, non sfuggono a questa regola, che raggiunge il massimo "splendore" in estate, quando le feste patronali, le sagre paesane e le manifestazioni sono un'occasione imperdibile per "i nostri eroi politici oltrepadani" per farsi un bel selfie. Continuando a usare la saggezza popolare dei proverbi, si può tranquillamente affermare : "al selfie non si comanda". Anzi, a dirla tutta è il selfie a comandare! Quasi tutti d'accordo in Oltrepò Pavese: sindaci, assessori e consiglieri di ogni estrazione politica, dai nazional popolari agli intellettuali.

Nell'era dell'immagine, il selfie entra a far parte di molte strategie di marketing politico di molti nostri politici da paese.

 

Selfie sì, ma non da soli: i selfie sono una mossa di media marketing che imperversa in Oltrepò. La scelta di scattarsi una foto insieme ad un'altra persona, possibilmente qualcuno che abbia un ruolo riconoscibile a livello pubblico, è diventata una priorità per i nostri politici amatoriali, oramai selfisti professionisti. Diventa così automatico per molti, troppi, caporali della politica oltrepadana, mostrarsi con foto, prontamente postate sui social. Un rapporto di affinità politica con il politico più alto in grado, in un clima di campagna elettorale costante.

Il senso del limite rimane sconosciuto, anche a quello che è bene postare sui social in modo da non minare quel minimo di parvenza d'ufficialità che rimane in ogni caso al centro dell'attenzione quando si parla di politica e di istituzioni, anche se da paese.

Immortalarsi in prima linea durante la "sagra della polpetta", immortalarsi nel corso della serata "tortellini e vino bianco" o immortalarsi durante l'incontro sportivo "amanti e cornuti" e per chi, evidentemente non sa cosa sia il decoro e il rispetto della figura istituzionale che rappresenta, diventa un modo per comunicare in maniera evidente le proprie poche idee e i punti di vista politici ed istituzionali.

 

La piccola corte composta da mogli, amanti o fidanzate del politico oltrepadano di turno è pronta, con fare gioioso nel mettere "mi piace" ed a condividere ogni foto postata sui social dal proprio sindaco o assessore di riferimento con gaudio, magari apparente, di parenti ed amici.

Quando alcuni nostri politici postano selfie, molto spesso con la faccia rubizza per aver bevuto qualche bicchiere di troppo, pochi alzano la testa per dire: "ma questo cosa sta postando, ma questo di che sta parlando?".

Purtroppo in molti casi nell'Oltrepò politico ci siamo abituati alle scorrerie, alla corruzione, ai soldi buttati, agli appalti pilotati, alle menzogne.

 

Il male è endemico, non solo oltrepadano, ma è anche italiano e diffuso in tutto l'Occidente. I selfie postati in quantità industriale sono una forma di populismo, che cresce.  Il termine, di per sé, non è dispregiativo: aa di popolo, di gente comune, di democrazia.

Il popolo è demos, ma tra democrazia e populismo sembra che ci sia un abisso. In realtà, l'abisso è solo culturale. Chi fa politica dovrebbe essere informato, pensare e provvedere per tutti, tenendo a mente il futuro. Non si governa solo per l'oggi, ma per la collettività e per l'avvenire.

Non è facendosi fotografare o fotografandosi, con faccia compiaciuta, alla sagra del proprio paesello,  che si governa con il "buon senso del padre di famiglia" che si governa non solo per l'oggi, ma per la collettività e per l’avvenire.

Molto spesso in molti paesi dell'Oltrepò questo non accade. Si tira avanti una barca che dondola in acque non sempre tranquille e che non si muove. Forse manca la cultura della politica, forse manca un'élite culturale che indichi, bene o male, una via da seguire. La cultura ed il buon senso politico non è postare selfie e fotografie durante una serata danzante, ma è sintesi, intuizione, proiezione. È etica. In alcuni comuni dell'Oltrepò, non in tutti certamente, i sindaci, gli assessori ed i consiglieri vari, sia quelli ufficiali che quelli ufficiosi, peccano di autocompiacimento, di presunzione e sono ammalati d'incultura.

Il populismo dei selfie è solo un modo per acquisire il voto, è un modo per fare cabotaggio, non per governare. Molte delle istituzioni esistenti in Oltrepò, per come sono gestite e per gli uomini che le gestiscono, sono incapaci di dare risposte serie e non  hanno alcuna visione del futuro che l'Oltrepò potrebbe avere.

Alcuni sindaci ed assessori oltrepadani sono analfabeti politici di ritorno, nel senso che basta sentire le loro dichiarazioni per capire che ripetono sempre gli stessi pochi concetti, che qualcun altro gli ha suggerito e che ritornano a fare sempre gli stessi errori. Molti fanno politica come ultima spiaggia, fanno politica perché con la loro professione non riuscivano a sbarcare il lunario e lo stipendio politico è utile per mantenere a galla l'economia familiare.

 

I selfie di alcuni amministratori comunali dell'Oltrepò dovrebbero far riflettere: la stragrande maggioranza sono durante cene, sagre, manifestazioni più o meno ludiche, scampagnate tra amici, fiancheggiatori, mogli, fidanzate ed in qualche caso amanti, con frasi che accompagnano la foto postata sui social  piene di parole e vuote di contenuto.

Altro che strade oltrepadane che fanno schifo, altro che acquedotti marci ed insufficienti, altro che aziende che chiudono, altro che turismo che praticamente non esiste, altro che ponti impraticabili, questa è tutta roba vecchia, non serve a portare voti, una foto in una bella serata danzante mangiando una salamella ed "avanti così che vai bene", questo si chiama  populismo da quattro soldi.

La politica, è etica, buon senso, capacità di dare un indirizzo. Molti cittadini dell'Oltrepò sono scontenti? Eccome! Ma a chi lo dicono se il loro sindaco è impegnato nel farsi un selfie!!!

In Oltrepò per molti sindaci ed assessori non esiste più solo il gomito del tennista ma sembra che qualcuno sia stato colpito dal gomito del selfista. La moda di scattarsi selfie ovunque e con chiunque porta con sé anche un po' di dolore fisico. D'altronde cosa dicevano le nostre nonne? Chi bella vuole apparire un po' deve soffrire. Non c'è soddisfazione, appagamento dell'ego ed autocompiacimento quindi senza sacrificio.

Una parte degli amministratori pubblici oltrepadani oggi ha un nuovo motto: selfie di tutto l'Oltrepò  unitevi. Il contegno e la dignità istituzionale, che un sindaco, un assessore o un consigliere comunale dovrebbe avere, in molti casi in Oltrepò non esiste più e non c'è limite all'autocelebrazione e all'inopportunità di questo nuovo fenomeno.

Perché l'importante è l'immagine, lo slogan, il messaggio. Poi in Oltrepò i problemi rimangono e si deve agire in emergenza costante e su tutto, ma chissenefrega, più facile farsi un selfie...

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